La nuova condivisione sociale

Dalla società dei beni a quella dei servizi spinta anche dal Covid-19

In questi tempi di pandemia e incertezza che stiamo vivendo, le persone hanno imparato maggiormente a dare valore alle imprese per il loro contributo sociale, ossia per la loro funzione a favore di tutta la comunità.

Ci siamo così resi conto dell'importanza di diversi settori come sanità, logistica, educazione, telecomunicazioni, non tanto per il volume di affari che offrono ma per il loro contributo al benessere dei cittadini e della società nel complesso.

Questa è l'idea che sta alla base del concetto di valore sociale, inteso come il contribuire allo sviluppo del benessere comune, che non si contrappone alla economia tradizionale legata ai bene, ma ne aplia il valore.

Quando noi acquistiamo un bene, come potrebbe essere un'automobile, oltre che a portare soldi all'impresa che la vende portiamo un beneficio esclusivamente a noi stessi che utilizzeremo quel bene.

Nel caso, invece, in cui spendiamo per usufruire di un servizio, normalmente finanziamo qualcosa che porta un contributo sociale a tutte le persone, come appunto avviene nell'ambito formativo o di assistenza sociale, o anche nell'utilizzo di servizi per il tempo libero, come il settore sportivo.

Procedendo in questa direzione, per altro spinta ulteriormente dall'arrivo della pandemia, le imprese verranno maggiormente coinvolte in attività rivolte al bene comune.

Questa evoluzione delle imprese verso un valore condiviso dalla società non è solo un'aspirazione dei cittadini ma viene anche favorito dai grandi investitori. internazionali.

Quella forma di capitalismo sostenuta dal thatcherismo degli anni '80 sembra diminuire la propria propulsione dando maggior spazio a quelle imprese di servizi che potrebbero allontanarci da quel consumismo estremo che favoriva lo spreco invece che il riciclo e che ha indubbiamente aumentato la forbice sociale nella quale stiamo ancora vivendo.

Oggi parole come riciclo e condivisione (si pensi alla raccolta indifferenziata e al car sharing) ci portano a vivere sempre più in una società in cui ciò per cui paghiamo non è esclusivamente un bene destinato a diventare spazzatura col tempo, bensì un servizio condiviso, quindi un modo per rapportarsi con gli altri, ambiente incluso, in una maniera mai avvenuta prima.

Quanto più saremo capaci di rispondere a questa nuova società di servizi anziché di beni, tanto più saremo capaci di produrre un alto livello di benessere per l'interà comunità.

 

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Articolo pubblicato il 10/09/2020