Ri-abitare le valli alpine si può

Se ne parlerà sabato 19 settembre al Forte di Fenestrelle (Torino)

Fonte: Ufficio Stampa Città metropolitana di Torino.

 

Si parlerà di “Riabitare le valli alpine” nel convegno-tavola rotonda in programma sabato 19 settembre al Forte di Fenestrelle a partire dalle 14,30 per iniziativa dell’UNCEM, di Italia Nostra e del circolo pinerolese di Legambiente.

L'argomento è di particolare attualità, visto l’interesse suscitato nei mesi scorsi dall'istituzione dello sportello di consulenza gratuita “Vivere e lavorare in montagna”, che la Città Metropolitana di Torino ha dedicato a chi immagina per sé e per la propria famiglia una vita di lavoro nelle Terre Alte.

Lo sportello ha iniziato ufficialmente la sua attività il 23 luglio ed è nato per proporre agli utenti un percorso di mentorship, networking e matching finalizzato a costruire percorsi di inserimento sociale, lavorativo e/o imprenditoriale di nuovi abitanti permanenti dei comuni delle vallate alpine. Il servizio è attivabile compilando il questionario pubblicato sul sito della Città metropolitana alla pagina www.cittametropolitana.torino.it/speciali/2020/vivere_in_montagna/

Nel convegno di Fenestrelle il bilancio dei primi due mesi di attività dello sportello sarà tracciato da Elena Di Bella, responsabile della Direzione sviluppo rurale e montano della Città Metropolitana.

Dopo i saluti iniziali di Eros Primo, membro del direttivo di Italia Nostra, a coordinare i lavori il dibattito nella Sala della Porta Reale sarà il professor Antonio De Rossi, docente al Politecnico di Torino.

Sono previsti interventi del presidente nazionale dell’UNCEM Marco Bussone, del professor Giacomo Pettenati dell’Università di Torino e di Elena Jachia, direttrice dell’area ambiente della Fondazione Cariplo.

Si analizzeranno poi alcune esperienze di ri-abitazione di borgate alpine, come quella di Albornetti di Ostana in Valle Po e quella di Bourcet di Roure in Val Chisone, ma anche i progetti “Valli Resilienti AttivAree” in Val Trompia e “Circuito delle Valli Accoglienti e Solidali”, realizzati in provincia di Brescia.

Si parlerà anche della riattivazione della centrale idroelettrica di Barghe e del significato che sta avendo per la rinascita della bresciana Valle Sabbia.

La tavola rotonda tra gli amministratori locali coinvolgerà il Consigliere metropolitano delegato allo sviluppo montano, alle relazioni e progetti europei e internazionali, alla pianificazione strategica, allo sviluppo economico, alle attività produttive, ai trasporti e alla formazione professionale: tutti settori in cui il ruolo dell’Ente di area vasta può essere decisivo per un ripopolamento sostenibile e duraturo delle vallate alpine.

Un ripopolamento tanto più importante in una fase in cui la crisi economica che ha colpito il Piemonte e la pandemia hanno reso interessante per molti l’idea di trasferirsi in montagna per svolgere la propria normale attività lavorativa o per intraprendere nuove iniziative imprenditoriali.

Al dibattito, che sarà coordinato da Giuseppe Gamba di Legambiente Piemonte, sono stati invitati i sindaci di Sauze di Cesana, Fenestrelle, Pomaretto, Usseaux e Pragelato, oltre al direttore dell’Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Cozie, Michele Ottino.

COME FUNZIONA LO SPORTELLO “VIVERE E LAVORARE IN MONTAGNA”

Per istituire lo sportello la Città metropolitana ha chiesto la collaborazione del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino e del centro per l’innovazione sociale SocialFare, che si occupa della gestione dello sportello.

Per il momento l’attività avviene in modalità di videoconferenza, ma quando sarà possibile si prevede di localizzare fisicamente il servizio presso la sede della Città metropolitana in corso Inghilterra 7 a Torino, nei locali dello sportello Informa-MIP nei giorni in cui non si svolge tale attività. Nella fase sperimentale lo sportello sarà attivo sino al 31 dicembre. Le richieste di accesso possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail montagna@cittametropolitana.torino.it

Le progettualità emerse dai primi contatti per valutare le richieste di informazioni potranno dare origine ad incontri mirati e ad eventuali welcoming day sui territori di interesse dei nuovi abitanti, per far conoscere loro le possibilità di insediamento e di impresa in quei contesti. Nel caso gli utenti intendano avviare attività d’impresa saranno indirizzati al programma MIP-Mettersi in proprio, da cui saranno seguiti per una possibile implementazione della loro idea progettuale, qualora abbiano i requisiti di ammissibilità.

Sulla base dei risultati del business plan, gli utenti saranno anche supportati da alcuni service provider di InnovAree, per un’eventuale richiesta di credito e per la calibrazione dell’attività imprenditoriale nella direzione dell’innovazione sociale. Gli utenti potranno inoltre essere supportati nell’ambito del Programma operativo FSE 2014-2020.

Foto tratte da Pixabay.

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Articolo pubblicato il 17/09/2020