Il referendum del NĖ

Su cosa riflettere a pochi giorni dal voto referendario

La partita per questa tornata referendaria si fa ardua, anche perché questa volta non sarà la solita mancanza del quorum a decidere per noi, ma saremo proprio noi cittadini a dover prendere una posizione netta sul futuro assetto parlamentare del nostro Paese.

Chi è a favore del SÌ, evidenzia sostanzialmente il fattore risparmio (la ormai nota tazza di caffè al giorno per ogni Italiano) e lo snellimento di quella pletora di Parlamentari che ci porta a essere attualmente tra i primi posti al mondo per numero di deputati e senatori (basti pensare che ne abbiamo il doppio degli interi Stati Uniti che hanno una popolazione cinque volte superiore alla nostra).

Chi è a favore del NO, ci allarma sul futuro della rappresentanza democratica, dato che con questo cospicuo taglio di Parlamentari, balzeremmo agli ultimi posti tra le grandi democrazie europee.

Credo che ci si trovi tuttavia dinanzi a un NÌ, poiché la vera follia di questo referendum sta nel fatto che si voglia far credere che abolendo un certo numero di Parlamentari si possa non solo risparmiare qualcosa (veramente poco per altro), ma a snellire la macchina burocratica.

Ricordiamoci però che la macchinosità e la lentezza del nostro motore non è data dal fatto che la carrozzeria è troppo pesante e vada quindi alleggerita, ma perché l'automobile nel suo complesso soffre di due grandi problemi che il referendum di per sè non è in grado di risolvere.

Il primo è la solita burocrazia, fatta di cavilli, passacarte e tutta una serie di lungaggini che rendono poco fluido il passaggio del carburante, tanto da rendere la nostra vettura Italia tra le più lente del mondo occidentale e quindi meno competitive.

Il secondo è quello che tristemente sta accadendo da alcuni anni, mi pare a partire dal Governo Renzi, ossia di snaturare il ruolo del Parlamento, con continui decreti legge, tanto da doverci porre una domanda: ma è così importante avere qualche Parlamentare in meno in un Parlamento che già conta sempre meno?

Perché se la domanda diventa questa, ecco che si impone il NÌ a questo voto referendiario, nel senso che alla fine poca importanza avrà avere qualche Parlamentare in più o in meno se alla fine il ruolo che hanno le nostre due Camere avrà sempre meno impatto sull'attività legislativa e se la burocrazia della macchina poubblica continuerà a essere lenta e faraginosa.

Ognuno decida come meglio crede se votare SÌ o NO a questo referendum, ma rifletta sul fatto che quasi nulla cambierà nella nostra capacità di rendere la burocrazia più snella e la macchina legislativa più efficiente con qualche deputato o senatore in meno se non sapremo dare nuovamente centralità al nostro Parlamento.

 

 

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Articolo pubblicato il 16/09/2020