L’economia circolare: parametri per uno sviluppo sostenibile, il Piemonte č un esempio in Europa

Ad Alba il quinto appuntamento con Circonomia; il programma europeo Green Deal; il Circular Economy Network

Dal 17 al 19 settembre 2020, festeggiando il suo primo quinquennio, ad Alba e Novello è tornato Circonomia, il festival dell’economia circolare, delle energie rinnovabili e della sostenibilità del territorio sostenuto dal CIAL.

Per “economia circolare” si intende la produzione di beni e di servizi capaci di recuperare il valore d’uso di materie e di prodotti che invece, nella “economia lineare” che contraddistingue il nostro dispersivo modello di sviluppo, diventano rifiuti una volta giunti alla fine del loro servizio primario.

Il riciclo può avvenire sia attraverso una riconversione nell’ecosistema di prodotti decomponibili tramite processi di biodegradabilità, sia attraverso il recupero e un nuovo utilizzo nel ciclo produttivo di materiali solidi

In occasione del festival, secondo il rapporto sull’economia circolare in Italia, redatto da Circonomia, se il Piemonte fosse considerato una nazione, da un punto di vista dell’economia circolare, per ogni aspetto sarebbe lo Stato più virtuoso d’Europa.

Un primato notevole, in questo momento storico che non chiede altro di più pressante, inorgoglisce la regione. È l’occasione per diventare un faro guida per tutte le altre contrade della Penisola?

Nonostante le difficoltà dovute ai rallentamenti imposti dal Coronavirus, il festival di quest’anno ha offerto un programma denso di incontri e di eventi aperti ad un massimo di 50 persone e trasmessi in streaming.

Il concetto di economia circolare è quanto mai di attualità e l’evento svoltosi nel cuneese si è sviluppato in concerto con i programmi del Circular Economy Network (CEN), un progetto che si propone di favorire in Italia, così come accade in Europa, un aumento dell’economia circolare in linea con le sfide climatiche, ambientali e comportamentali proposte dalla Green economy, stimolando la capacità di inserimento delle nostre imprese sui mercati internazionali.

E’ infatti sempre più evidente che l’economia circolare ha un ruolo decisivo nel futuro di uno sviluppo sostenibile. Un vasto programma europeo di Green Deal, impostato e guidato dalla Commissione Europea, con l’obiettivo, tra gli altri, di raggiungere le emissioni zero e la neutralità climatica in Europa entro il 2050, sta tracciando un fitto pacchetto di nuove direttive a favore dell’economia circolare.

 

 

Il Circular Economy Network nasce da un’iniziativa della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ed è destinato a quelle attività interessate a condividerne i propositi con fatti e validi progetti. L’attività del Circular Economy Network si basa su alcuni punti cardinali:

- promuovere, raccogliere e divulgare studi, ricerche ed elaborazioni sull’economia circolare;

- definire gli indicatori chiave di circolarità e analizzare le performance nazionali;

- effettuare la ricognizione delle principali criticità e delle barriere da rimuovere, indicando le possibili soluzioni;

- elaborare strategie e misure da proporre ai decisori politici, favorendo un dialogo costruttivo tra il mondo delle imprese e le istituzioni;

- valorizzare e contribuire alla diffusione delle buone pratiche e delle migliori tecniche.

(Dati sintetizzati da Circular Economy Network)

Il futuro del nostro pianeta ormai ha fretta e le iniziative per ribaltare l’ingombrante impronta dell’uomo sulla Terra stanno partendo in ritardo, ma qualcosa si muove secondo delle direttive logiche & intuitive.

Che economia circolare dunque si instauri sia a livello europeo, sia a livello della quotidianità di ognuno di noi, poiché l’Europa è un’entità geografica abitata da mezzo miliardo di singoli, inquinanti esseri umani. 

Il resto del mondo, altrettanto è chiamato a muoversi in fretta in questa direzione.

 

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Articolo pubblicato il 20/09/2020