La truffa del Referendum

L'Opinione di Gigi Cabrino

Adesso che la buffonata del referendum è passata sarebbe bene che si incominciasse a ragionare pacatamente su quanto gli italiani siano stati presi per i fondelli.

Già la scelta di collocare il referendum sul taglio dei parlamentari con le elezioni regionali ed amministrative doveva far riflettere, i 5 stelle sapevano benissimo che dopo anni di antipolitica il SI avrebbe vinto e così avrebbero potuto cammuffare il loro tracollo delle elezioni regionali ed amministrative, tracollo che poi si è puntualmente verificato.

Perché se è vero che ci si aspettava , dalle parti del centrodestra, un cappotto in tutte le regioni e il PD può tirare il fiato per avere perso solo le Marche e aver mantenuto Campania, Puglia e, soprattutto, la regione simbolo della Toscana, va riconosciuto che il grillismo sta lentamente scomparendo.

Basti dire che nel Veneto, dove ancora qualche anno fa erano state raggiunte percentuali ragguardevoli dai 5 stelle, il movimento non ha superato la soglia minima per l’elezione in Consiglio Regionale.

Così i 5 stelle potranno sbandierare la vittoria referendaria e far passare in secondo piano il tracollo politico, ma adesso si deve dire con tutta franchezza che ci hanno presi in giro.

Perché la maggior parte degli italiani pensa che alle prossime elezioni voteremo molti meno parlamentari così come è stato deciso dal referendum.

Niente di più improbabile.

Infatti la nostra Costituzione ha altre parti che devono essere modificate per poter rendere effettiva la riforma approvata dal referendum; la parte relativa all’elezione del Senato su base regionale e la parte relativa ai delegati delle regioni per l’elezione del Presidente della Repubblica; e sappiamo bene quanto sia lungo l’iter per le modifiche costituzionali.

Dopodichè si renderà necessaria la rimodulazione delle circoscrizioni elettorali, e possiamo solo immaginare quanto faticheranno i partiti a mettersi d’accordo su nuovi confini con circoscrizioni e collegi sicuri per gli uni prima ed incerti dopo con l’inclusione di altre zone elettoralmente avverse.

Ovviamente si dovrà trovare la quadra per l’ennesima legge elettorale, “per garantire stabilità e governabilità”, ci diranno, facendo finta di non ricordare che la cara vecchia proporzionale pura è stata in vigore dal dopoguerra per cinquant’anni e in quei decenni l’Italia ha vissuto un benessere che oggi ci sognamo.

Non dimentichiamo, poi, che sarà necessario cambiare i complicati meccanismi dei regolamenti parlamentari.

Succederà così che alle prossime elezioni, tra due anni e mezzo, non saranno state apportate queste modifiche all’ordinamento e si tornerà a votare l’attuale numero di deputati e senatori e tutto andrà in soffitta.

Non è un mistero che le potenti lobby senza volto e senza nome da anni spingono per una riduzione della rappresentanza del popolo bue - noi sub umani per questi illuminati non meritiamo di essere rappresentati e meno rappresentanti sono più facili da controllare – ed il malcostume politico degli ultimi decenni ha fatto la sua parte

Probabilmente i 5 stelle, che sono stati utili a queste potenti centrali di potere per arrivare alla diminuzione della rappresentanza del popolo, si riveleranno loro nemici.

Infatti, vista le numerose modifiche costituzionali e legislative che si renderebbero necessarie per arrivare all’applicabilità del taglio dei parlamentari, sono in molti a prevedere che saranno proprio i pentastellati a tirare il freno a mano per arrivare alle prossime elezioni a votare l’attuale numero di parlamentari.

Sono in crollo drammatico dei consensi, sicuramente, già con l’attuale sistema, metà dei parlamentari grillini non verrebbe rieletto, figuriamoci con un taglio dei posti disponibili.

Il PD, che non potrebbe che migliorare la peggior sconfitta di sempre del 2018, con l’attuale numero di seggi potrebbe aumentare la propria rappresentanza e lo stesso discorso vale per Lega e Fratelli d’Italia che dovrebbero aumentare i loro parlamentari nell’attuale situazione.

Prepariamoci quindi ad essere distratti da altro mentre si lascerà tutto com’è per arrivare alle elezioni e dire che non si è fatto in tempo a prendere i provvedimenti necessari per rendere operativo il taglio dei parlamentari.

Non sarà un male, come cittadini potremo essere rappresentati almeno quanto negli altri stati occidentali e magari, votando bene, potremo anche essere rappresentati meglio. Ma almeno diciamo chiaramente che ci hanno preso in giro con questa buffonata referendaria.

Gigi Cabrino

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Articolo pubblicato il 23/09/2020