Il costo di un caffè

La rateizzazione su tutto è un altro segno della povertà

C'era un tempo in cui il prezzo ad esempio di un'automobile veniva dato per intero, per cui vedevamo spot pubblicitari in cui venivamo invitati ad acquistare un veicolo con un prezzo a partire da. Certamente quello era il prezzo per il veicolo base, probabilmente senza troppi accessori, ma era pur sempre il costo totale del veicolo.

Si è poi giunti al costo a rate, per cui lo stesso spot ci attirava dicendoci che con solo tot euro al mese avremmo potuto soddisfare la nostra voglia di acquistare quel veicolo, naturalmente senza dirci per quanti mesi avremmo dovuto poi pagare quelle rate, in barba ai tassi di interesse.

Recentemente, la faccenda si è fatta ancor più curiosa, dal momento che molte case automobilistiche ci abbagliano con un costo al giorno, ma anche in questo caso nulla ci viene detto su quante rate dovremo pagare.

Ci sono poi pubblicità che ci invitano ad acquistare un prodotto il cui costo è meno di un litro d'acqua al giorno, sino a quelle sulla rata a meno di un caffè quotidiano.

Questo voler sponsorizzare prodotti con costi apparentemente esigui è tipico di una società ormai in forte crisi, una società in cui la forbice sociale è tale che per poterci vendere qualsiasi cosa, si è capaci di farci acquistare un costossisimo SUV che non potremmo permetterci pagandolo in migliaia di rate dal costo di una tazzina di caffè!

Come se ciò non bastasse, la tecnica comunicativa del caffè al giorno è stata pure utilizzata nei confronti degli elettori per l'ultima campagna referendaria per la quale si è invitata la popolazione a riflettere sul fatto che votando SI, si sarebbe poi risparmiato il costo di un caffè per ciascun cittadino che però significherebbe anche risparmiare circa 60 milioni di caffè.

L'idea di poter ingannare chi ascolta, un po' come i prezzi a 1,99 euro invece che a 2 euro, è una tecnica di marketing molto subdola che tuttavia rispetta quel famoso adagio "la pubblicità è l'anima del commercio", ma per la quale negli ultimi tempi si sta veramente esagerando, con l'obiettivo di gettare fumo negli occhi facendoci illudere che rateizzando tutto con un benchmark di riferimento che è la tazzina di caffè o il bicchiere d'acqua giornaliero vuole farci credere che possiamo permetterci ogni cosa.

Sul risparmio poi dei parlamentari, prendendo come riferimento la solita tazzina al giorno, si fa di più: si riduce l'intangibilità e il valore della democrazia a qualcosa di tangibile e materiale, ossia la si svalorizza, svuotandola del suo profondo significato.

 

 

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Articolo pubblicato il 26/09/2020