Torino - Area pedonale “Borgo Dora camminabile” e le riunioni segrete.
Daniela Rodia

L’amministrazione comunale persiste nell’ignorare le istanze di 460 residenti e commercianti contrari al progetto.

Ecco qua...ci risiamo! Continua l'esclusione dei residenti dal progetto Borgo Dora Camminabile; e pensare che i suoi promotori, in un loro slogan dicevano “voglio un borgo che favorisca la comunicazione” ed è proprio su questa frase che nascono alcune domande a cui speriamo che prima o poi qualcuno si degni di rispondere.

 

Abbiamo saputo che venerdì scorso i rappresentanti, esclusivamente favorevoli, a vario titolo del progetto si sono riuniti in gran segreto con l'Amministrazione Comunale per discutere (non sappiamo cosa) circa l'area pedonale.

 

Dato che questo progetto che “fa acqua da tutte le parti” è nato proprio sotto il segno della mancanza di comunicazione perché nessuno dei residenti era stato avvisato della sua realizzazione, saremmo felici se qualcuno ci aggiornasse sugli argomenti trattati dalle persone che hanno avuto il privilegio di essere invitati a sedere al tavolo della farsa.

 

Come mai, per l'ennesima volta nonostante io abbia depositato in data 23/09/2020 una Petizione al Consiglio Comunale contenente 460 voci che dicono NO a questo  progetto caduto dall'alto,  i residenti sono stati nuovamente esclusi?

 

A tal proposito, le associazioni di categoria che hanno partecipato a questa riunione, quale posizione hanno preso rispetto al progetto, visto che 460 persone tra residenti e commercianti  hanno sottoscritto la petizione? Ancora non si sono resi conto che se qualcuno li aveva delegati a rappresentarli non vedendosi più rappresentati gli ha tolto la delega?

Quindi a conti fatti noi siamo 460 e loro??? 

 

Possibile che all'evidenza dei fatti si continui a negare e ad ignorare volutamente le problematiche  che sta creando il  progetto realizzato? Lo definivano “tanto visionario”alcuni suoi promotori” di fatto però non si sono accorti che sta solo creando elevati disagi alle persone che vivono nel borgo che ora, magari dopo una lunga giornata di lavoro, si vedono costrette a posteggiare le proprie auto anche a  parecchie centinaia di metri lontano dalla propria abitazione, (senza contare che andiamo verso un periodo annuale fatto di condizioni climatiche avverse).

 

Le “nuove” zone di parcheggio, tralasciando che in parte già esistevano, oltre che essere assolutamente sconsigliate per una donna sola in orari serali, sono assolutamente  insufficienti poiché sono in condivisione di residenti, commercianti, di persone che si recano all'Ospedale Cottolengo  e da tante altre persone che lasciano lì il loro mezzo per poi andare a lavoro in centro.

 

Come  fanno ad ignorare i gravi disagi provocati dalla pedonalizzazione che chiudendo al transito veicolare l'area Borgo Dora, vede gli automobilisti costretti a dirottare il loro percorso nell'area perimetrale circostante, Corso Giulio Cesare, Piazza della Repubblica, Corso Regina Margherita e via Cigna creando inevitabilmente code interminabili che le rendono quasi impercorribili?

 

Veniva progettualmente accennato ad una collegamento ad hoc del bus linea star che avrebbe “collegato il Borgo con il centro cittadino”...peccato che GTT sul giornale Repubblica del 19/09/2020 afferma di sopprimere proprio la linea star.

 

A fronte di quanto sopra, il Borgo, con questo nuovo assetto, non è migliorato...anzi è diventato totalmente desolato, ha perso vita e movimento, tanto da mettere in serie difficoltà i Commercianti che riportano le già note ferite inflittegli dal Covid.

 

Infine ma non ultimo in ordine di importanza sono emerse gravi lacune sulla questione sicurezza testimoniate dai video che riprendono un ambulanza che non riusciva a raggiungere la destinazione presso cui prestare soccorso perché bloccata dalle rastrelliere per bici installate in via San Simone, parimenti le rastrelliere che bloccano via Borgo Dora all'angolo con Corso Giulio Cesare, dirottavano dal percorso più breve ed immediato per il proprio intervento, l'autoscala dei Vigili del Fuoco  che si vedeva costretta a passare all'ingresso di via Mameli dove perdevano diversi minuti perché le nuove fioriere ivi apposte sono troppo strette.

 

Per tale problematica che riguarda l'incolumità pubblica, la domanda che sorge spontanea è “in caso di grave emergenza, quante vite potrebbero essere salvate in quei minuti?” Nonostante l'ipotetica pericolosità sia evidente e sotto gli occhi di tutti, non ci raccapezziamo del perché l'amministrazione comunale non si è preoccupata quantomeno (aggiungo io doverosamente) di mettere  almeno in condizione i mezzi di soccorso di poter intervenire rapidamente.

 

Questo progetto pasticcio va assolutamente cancellato senza se e senza ma, va ripristinata la situazione antecedente al suo arrivo, e solo a questo punto si potrebbe intravedere la possibilità di aprire seriamente un nuovo tavolo di lavoro a cui siedano anche i residenti per valutare nuove idee  che possano andare bene alla maggioranza ricordando a tutti, che il BALON non vuole camminare...vuole tornare a correre.

 

RODIA Daniela.

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Articolo pubblicato il 28/09/2020