Pienza (Siena) – La visione dell’arte di Leone Piccioni

Novantacinque opere di grandi maestri dell’arte figurativa, concettuale astratta italiana del Novecento, fino al 10 gennaio 2021

A due anni dalla scomparsa di Leone Piccioni (grande intellettuale del Novecento, Professore di Letteratura Italiana e moderna, critico letterario, giornalista) Pienza, la città Ideale, onora il suo cittadino con una grande esposizione di opere che Piccioni, ha riunito nell’arco della  sua lunga esistenza terrena. Questi capolavori possono essere ammirati dal pubblico, grazie alla disponibilità e alla sensibilità della moglie Signora Osanna e dei figli Gloria e Giovanni.

La  mostra promossa dal Comune di Pienza, curata da Piero Pananti e Gloria Piccioni ( figlia di Leone), Da Morandi a Burri. “Mio vanto, mio patrimonio”. La visione dell’arte di Leone Piccioni”, riporta opere  di  grandi maestri dell’arte italiana figurativa, concettuale e astratta del Novecento, il tutto viene presentato  nella stupenda cornice del Museo della città di Pienza (aperto tutti i giorni dalle 11 alle 18, eccetto il martedì)  fino al 10 gennaio 2021.

 Leone Piccioni  nasce a Torino nel 1925  allievo di Giuseppe Ungaretti e Giuseppe De Robertis. Docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università la Sapienza di Roma e poi alla Iulm di Milano, alla carriera accademica e di critico letterario ha affiancato quella di giornalista e dirigente Rai. È stato direttore del telegiornale, responsabile della terza pagina de Il Popolo, redattore de L’Approdo  letterario e curatore dell’omonima trasmissione radiofonica e televisiva e successivamente, vicedirettore generale della Rai.

 Le novantacinque straordinarie opere esposte, provengono tutte  dalla collezione privata di Piccioni e vengono esposte in rigoroso ordine alfabetico  ad iniziare da Afro, Remo Bianco, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Carlo Carrà, Mario Ceroli, Filippo De Pisis, Piero Dorazio, Jean Fautier, Giuseppe Fioroni, Lucio Fontana, Emo Formichi,  Franco Gentilini, Georg Grosz Carlo Guarienti, Renato Guttuso, Mino Maccari, Mario Mafai, Giacomo Manzù, Mario Marcucci, Giorgio Morandi, Ennio Morlotti, Alcardo Paolucci, Ottone Rosai, Piero Sbarluzzi Mario Schifano, Gregorio Schiltian Graham V. Sutherland, Venturino Venturi.

Dietro a ciascuna dei lavori esposti – di  alcuni maestri se ne contano più di una -  c’è una precisa assonanza, un richiamo con la poesia o la letteratura, un pensiero condiviso, ma anche la semplice emozione di un momento. Scrive Piero Pananti nel saggio del catalogo:”Leone  Piccioni è stato fraterno compagno di strada di tanti artisti. Lui stesso da vero collezionista - continua Pananti - attratto solo dalla qualità creativa e dalla ricerca della novità dei loro lavori. La speculazione non ha mai interessato (direi suo malgrado) e ha raccolto nel tempo opere di valore spesso riuscendo a scoprire il segreto della loro arte ancora prima che questi artisti fossero consacrati dal mercato”.

Nicola Fano,”Leone Piccioni è un uomo del Novecento che il canone del suo secolo ha fortemente contribuito a costruire e a capire”. Questo è il primo elemento da tener presente aggirandosi tra i quadri che il grande critico volle raccogliere tra quelli dei suoi amici ( e compagni di viaggio creativo)”. Comunque sia, trovandosi davanti a queste  opere si prova forte emozione e un grande senso di meraviglia. La mostra è accompagnata da un catalogo, con saggi di Alfiero Petreni, Piero Pananti, Gloria Piccioni, Giovanni Piccioni, Nicola Fano e Marco Vallora  (pp.79 ill. €15.00 foto copertina libro).

Descrizione immagini:

foto copertina libro

Foto 1 Carlo Carrà “La marina dell’Approdo”, 1952 Olio su tela 50,4x60,4

Foto 2Ottone Rosai “Muro”, 1953 Olio su tela 60x45

Foto 3 Filippo De Pisis “Il maniscalco”, 1941 Olio su tela 55x45

Foto 4 Alberto Burri “Cretto Bianco” 67x 96,4

 Pienza, Palazzo Piccolomini, Piazza Pio II “Da Morandi a Burri. Mio vanto, mio patrimonio. La visione dell’arte di Leone Piccioni”, a cura di Pietro Pananti e Gloria Piccioni. Orario tutti i giorni dalle ore 11.00  alle ore 18.00 chiuso il martedì.

 

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Articolo pubblicato il 28/09/2020