Chieri (TO) Capolavori Vivaldiani

Sabato 3 ottobre Antiqua debutta con un grande concerto dedicato alla produzione del Prete Rosso.

La rassegna organizzata dall’Accademia del Ricercare si avvia verso la conclusione con un grandioso concerto dedicato alle opere di Vivaldi, che sabato 3 ottobre 2020 alle ore 21.15 nella Parrocchia di Santa Maria della Scala (Duomo) di Chieri (ingresso libero) vedrà protagonista uno sceltissimo cast di cantanti formato dai soprani Lucia Cortese e Teresa Nesci, dal contralto Elena Biscuola e dal basso Dario Previato, la Corale Universitaria guidata da Paolo Zaltron e l’ensemble di strumenti originali dell’Accademia del Ricercare, sotto la direzione di Pietro Busca.

 

Dopo le Quattro Stagioni, l’opera più conosciuta di Vivaldi è senza dubbio il Gloria RV. 589, un lavoro dai toni esultanti, che può essere visto al tempo stesso come una celebrazione della potenza ormai decadente della Serenissima – che meno di un secolo dopo, nel 1797, sarebbe stata ceduta da Napoleone all’impero asburgico nel quadro del Trattato di Campoformio – e come un fedele specchio della quantitativamente limitata ma pregevolissima produzione sacra del Prete Rosso. In quest’opera sono infatti presenti tutti gli elementi della poetica vivaldiana, a partire dal grandioso incipit iniziale – diventato con il Te Deum di Charpentier una delle icone del genere sacro barocco – che abbina un incisivo tema con salti d’ottava degli archi gravi a un disegno più scorrevole e inconfondibilmente veneziano dei violini, con il coro che proclama con un poderoso panneggio omofonico la gloria di Dio e la tromba e l’oboe che sottolineano la solennità del testo.

 

In seguito Vivaldi alterna con sapienza passaggi corali polifonici (“Et in terra pax” e “Cum Sancto Spiritu”), arie con strumento obbligato (“Domine Deus rex celesti”, per soprano, violino e oboe), un duetto (“Laudamus Te”, per due soprani e archi), momenti solenni (ancora “Et in terra pax”) e altri dai toni esultanti (il primo e l’ultimo movimento). Un discorso a parte merita il “Domine Deus”, a parere di chi scrive uno dei vertici più alti dell’arte vivaldiana, che vede assoluto protagonista il contralto, la cui struggente invocazione viene punteggiata dagli accorati “Miserere nobis” del coro, raggiungendo un’intensità sofferta e del tutto convincente, che trova pochissimi confronti nella produzione sacra del Prete Rosso, nella quale si percepiscono spesso tracce di elementi teatrali.

 

Nello stesso periodo in cui venne composto il Gloria vide la luce anche il Magnificat RV. 610, un’opera dalla genesi insolitamente complessa per un compositore dalla penna rapidissima come il Prete Rosso. Dopo la prima stesura per le putte della Pietà, qualche anno più tardi Vivaldi rimaneggiò l’opera per il convento cistercense di Osek (nella cui biblioteca è conservata una copia manoscritta), rivedendo in particolare le voci gravi per i registri maschili (come si può immaginare, il coro della Pietà era composto esclusivamente da voci femminili, alcune delle quali in grado di scendere a note molto gravi) e sviluppando in maniera considerevole il terzetto “Sicut locutus est”, nel quale diede maggiore rilievo agli oboi obbligati. Inoltre, nella nuova versione l’organico venne diviso in due cori, anche se sotto l’aspetto strutturale l’opera rimane chiaramente monocorale, mirabile nella sua concisione, una qualità che non si associa spesso ai capolavori barocchi.

 

 

 

Antonio Vivaldi (1678-1741)

Magnificat in sol minore

per due soprani, contralto, basso, coro, due oboi, archi e basso continuo RV 610

Magnificat anima mea Dominum – Et exultavit – Et misericordia ejus – Fecit potentiam – Deposuit potentes – Esurientes – Suscepit Israel – Sicut locutus est – Gloria Patri

 

Concerto in re minore per due oboi, archi e basso continuo RV 535

Largo – Allegro – Largo – Allegro molto

 

Gloria in re maggiore

per due soprani, contralto, coro, tromba, oboe, archi e basso continuo RV 589

Gloria in excelsis Deo – Et in terra pax – Laudamus te – Gratias agimus tibi – Propter magnam gloriam – Domine Deus – Domine, Fili unigenite – Domine Deus, Agnus Dei – Qui tollis peccata mundi – Qui sedes ad dexteram Patris – Quoniam tu solus sanctus – Cum Sancto Spiritu

 

 

 

 

Lucia Cortese, soprano

Teresa Nesci, soprano

Elena Biscuola, contralto

Dario Previato, basso

 

Corale Universitaria

Paolo Zaltron, direttore artistico

 

Accademia del Ricercare

 

Silvia Colli, Andrea Vassalle, Yayoi Masuda, violini primi

Claudia Monti, Efix Puleo, violini secondi

Elena Saccomandi, viola

Antonio Fantinuoli, violoncello

Gualtiero Marangoni, violone

Arianna Zambon, Manuel Staropoli, oboi barocchi

Enrico Negro, tromba barocca

Claudia Ferrero, clavicembalo e organo portativo

 

Pietro Busca, direttore e concertatore

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Articolo pubblicato il 29/09/2020