Torino. Cirio come Moro, volantini agghiaccianti, nella zona del centro sociale Askatasuna.

Indaga la Digos. La solidarietà del Partiti e la ferma condanna del Presidente del Consiglio Regionale

Torna la paura dell’eversione a Torino. All’inizio della settimana è stata recapitata una busta coni due proiettili  al magistrato Elena Bonu che aveva respinto le richieste di misure alternative alla portavoce del movimento No Tav.

Ieri mattina, intorno a Palazzo di Giustizia, la polizia ha trovato una ventina di volantini con un collage di foto dei rappresentanti delle istituzioni. "La mafia del TAV siede in prefettura, questura, tribunale: smascheriamo la cupola!" è scritto sopra le fotografie del questore di Torino Giuseppe De Matteis, del prefetto Claudio Palomba, del capo della Digos Carlo Ambra e di diversi magistrati.

Nel volantino si fa preciso riferimento alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto diversi sostenitori No Tav, perlopiù collegati al centro sociale Askatasuna. Sempre nella giornata di ieri, sono comparsi altri volantini nella zona del centro sociale Askatasuna. Ritraggono  il Presidente del Piemonte Alberto Cirio come Aldo Moro nella nota immagine del presidente della Democrazia Cristiana rapito dalle Brigate Rosse.

Il volto del governatore del Piemonte è stato sovrapposto dagli autori a quello del leader democristiano rapito e ucciso 42 anni fa. La foto è quella tristemente celebre con la bandiera delle Brigate Rosse sullo sfondo. Sotto lo scatto la scritta "I cosplayer che vogliamo". I cosplayer sono fan mascherati solitamente da protagonisti delle serie manga e fantascienza.

La Digos sta indagando sui tre allarmanti episodi.

Del volantino che lo ritrae, ne da notizia lo stesso presidente Cirio.” Stanotte a Torino sono stati diffusi dei manifesti che sostituiscono il mio volto a quello di Aldo Moro nell’immagine delle Brigate rosse sul suo rapimento. Minacce che si aggiungono a quelle rivolte in queste ore a rappresentanti della Giustizia e di altre Istituzioni dello Stato. Qualcuno forse pensa di fermare il Piemonte e i piemontesi con le intimidazioni. Ma, ci ha insegnato Aldo Moro, “La vera libertà si vive faticosamente tra continue insidie”. E la nostra terra va avanti. Al Presidente Cirio viene rivolta la solidarietà da gran parte del mondo politico

Oltre ai messaggi di vicinanza e solidarietà dei dirigenti e parlamentari del Centro destra Nazionale, da Mariastella Gelmini, Antonio Tajani, Mara Carfagna e Giorgia Meloni, in una nota, la vicepresidente del Senato e senatrice Pd, Anna Rossomando esprime “vicinanza e solidarietà al presidente Cirio per i vergognosi volantini apparsi oggi a Torino. Si tratta di un atto grave che non va sottovalutato e che condanniamo con fermezza”.

Il Presidente del Consiglio regionale dei Piemonte Stefano Allasia, in un messaggio a nome del Consiglio regionale del Piemonte ha espresso” totale solidarietà e vicinanza ad Alberto Cirio e ferma condanna per la vile e spregevole minaccia ricevuta. I manifesti ignobili che raffigurano il presidente della Regione Piemonte come Aldo Moro ostaggio delle Br, sono un atto gravissimo e ripugnante che va condannato in modo perentorio. Non possiamo accettare rigurgiti di violenza che si rifanno a periodi oscuri  come quelli del terrorismo. Mi aspetto la condanna unanime contro l'inaccettabile escalation di messaggi eversivi”, prosegue Allasia. “Mi auguro che gli autori di questa infame azione vengano assicurati al più presto alla giustizia.”

Il Coordinamento di Forza Italia di Torino in una dichiarazione condanna “con fermezza lo spregevole atto intimidatorio subito dal nostro presidente della Regione Piemonte. Gli siamo vicini, ben sapendo che le frange estremiste ed eversive a Torino esistono e continuano ad essere un problema visto che possono colpire da un momento all’altro. Non si può neppure tacere che questo fatto arriva dopo un paio di giorni dove il nostro presidente e i partiti di centrodestra sono stati oggetto di attacchi pesanti e inqualificabili da parte anche del segretario regionale del Partito Democratico. Quando si scelgono determinati toni per attaccare l’avversario politico si intraprende una strada pericolosa, ce lo insegna la storia italiana. Invitiamo tutta la politica ad abbassare i toni, in particolare lo diciamo a quella politica che dovrebbe essere più responsabile, perché gli imbecilli e gli squilibrati sono a piede libero e sentendo certi attacchi (come affermare che Cirio e le destre cercano candidati civici per pulirsi la faccia e mostrare il loro volto rassicurante) possono sentirsi, anche solo indirettamente, legittimati a compiere gesti gravi”.

Ad affermarlo in una nota il Coordinamento di Forza Italia a Torino, il commissario cittadino Marco Fontana, il deputato torinese Roberto Rosso e i consiglieri di Circoscrizione Davide Balena, Giuseppe Battaglia, Licia Bello, Domenico Garcea e Alessandro Iocola. Sentimenti condivisi, con analoghe  affermazioni dai parlamentari e consiglieri regionali di Forza Italia.

Per l'assessore alla Sicurezza della Regione Piemonte, Fabrizio Ricca della Lega, «i volantini non sono una bravata o uno scherzo di cattivo gusto ma un messaggio preoccupante lanciato da chi vuole alzare la tensione nel Paese». «Gesti simili vanno puniti e i responsabili devono essere individuati quanto prima».

Per la parlamentare torinese di Fratelli d'Italia Augusta Montaruli «è il terzo episodio in meno di 24 ore in cui si registra un pesante attacco violento a chi rappresenta le istituzioni e lo Stato.  Il Ministro Lamorgese venga a Torino a far sentire che lo Stato è vicino ai suoi uomini, non li lascia soli, non arretra e soprattutto non lascia spazio all'eversione»

A nome del Pd, l’on. Enrico Borghi, della presidenza del gruppo alla Camera, afferma che «il volantino che ritrae Alberto Cirio come Aldo Moro durante la sua prigionia nelle mani delle Brigate Rosse è ignobile e frutto di un atto che lascia sgomenti».

Solidarietà anche dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha telefonato a Cirio, «vittima di una preoccupante e violenta campagna intimidatoria».

In precedenti occasioni ogni qual volta emergevano episodi riconducibili all’eversione o al terrorismo, di qualsiasi matrice, (dal falsi studenti palestinesi avamposti del terrorismo di matrice mussulmana, alle violenze scatenate dal Centri Sociali, alcuni consiglieri comunali e regionali, invece di prendere le distanze, cercavano ogni appiglio per giustificare gli autori ammantando attenuanti o rilanciando le accuse. Ieri sera eravamo ancora in attesa di registrare le loro reazioni.

 

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Articolo pubblicato il 01/10/2020