Torino musica. La Bella Stagione continua
Umberto Santoro

Quattro appuntamenti concertistici al Teatro Vittoria, aspettando la stagione 2020-21.

Giovedì 15 ottobre alle 21 nel Teatro Vittoria di Torino (Via Gramsci 4) scatterà La Bella Stagione continua, miniserie cameristica, nella quale l’Accademia Corale “Stefano Tempia” riproporrà quattro dei concerti primaverili cancellati a causa del lockdown imposto dalla pandemia di Covid-19. In questo modo la “Stefano Tempia” – decana delle associazioni corali in attività del nostro paese – vuole riprendere il cammino bruscamente interrotto alla fine di febbraio, rendendo un doveroso omaggio all’inarrivabile arte di Ludwig van Beethoven, compositore di cui nel 2020 si celebra il 250° anniversario della nascita.

 

Questa piccola appendice costituirà anche il preludio ideale per la nuova stagione, che partirà alla fine del mese di novembre con gli imperdibili concerti di Intrecci Barocchi, una serie di raffinate proposte cameristiche e – a partire dall’inizio della primavera, stagione del risveglio della natura – l’attesissimo ritorno in sala da concerto del Coro “Stefano Tempia”.

 

La rassegna avrà inizio giovedì 15 ottobre alle 21 con il concerto di Umberto Santoro, solista dotato di un indiscutibile talento e di una spiccata sensibilità, che si esibirà in un programma estremamente impegnativo, che si colloca nel solco della gloriosa tradizione del Romanticismo tedesco. Ad aprire la serata saranno le quattro Ballate op. 10 di Johannes Brahms, considerate tra i massimi capolavori della prima fase della parabola creativa del compositore amburghese, che le scrisse – poco più che ventenne – nell’estate del 1854 sull’onda della passione che provava per Clara Schumann. Una doverosa citazione spetta alla Ballata n. 1 in re minore, che risente in maniera evidente della moda per le atmosfere cupe e arcane fiorita in Germania grazie alla diffusione dei poemi ossianici.

 

Il concerto proseguirà poi con due celebri pagine di Beethoven, la Sonata in si bemolle maggiore op. 22, pervasa da una vena meravigliosamente melodica, e la Sonata “Quasi una fantasia” op. 27 n. 2, passata alla storia con il titolo “Al chiaro di luna”, la cui genesi ha contribuito a eternare il fascinoso mistero della Immortale amata del Titano di Bonn. In conclusione Santoro presenterà il preludio tratto da Franz Liszt dalla cantata giovanile di Bach Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen, con il quale il grande virtuoso di origine ungherese eresse un devoto monumento al sommo Cantor lipsiense.

 

Due settimane dopo, il 29 ottobre alle 21, sarà la volta di Federico Iunco, giovane pianista torinese, che ha già avuto modo di mettersi in evidenza in un repertorio estremamente ampio e variegato, che spazia ecletticamente dalle partite e dal Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach alle pagine più emblematiche del Novecento storico.

 

Anche in questo caso uno spazio di grande riguardo verrà riservato a Beethoven, che aprirà la serata con la Sonata in sol maggiore op. 31 n. 1, tra le opere che spianarono la strada allo stile più maturo del compositore, che pochi anni più tardi avrebbe portato a un capolavoro fortemente innovativo come l’Eroica. Concepita secondo il modello descrittivo che caratterizzò una vasta parte della produzione tardo romantica, la “leggenda” Saint-François de Paule marchant sur les flots è una delle opere ispirate a temi religiosi più famose di Liszt, che narra il miracoloso attraversamento dello Stretto di Messina del santo, con un’impressionante sezione centrale che descrive in maniera molto vivida la pacificazione del mare e dei venti.

 

Dopo i toni tragici della Polacca in fa diesis minore op. 44 di Fryderyk Chopin, il concerto si chiuderà con la Sonata n. 7 op. 83 di Sergei Prokofiev, una delle tre “sonate di guerra” del compositore russo, conosciuta anche con il titolo di “Sonata di Stalingrado”. Composta nel 1942, in piena seconda guerra mondiale, questa sonata esprime con una scrittura fortemente dissonante l’orrore per la guerra del compositore e la sua amara delusione per il regime staliniano.

 

Interamente dedicato a Beethoven è il terzo concerto, in programma giovedì 12 novembre alle 21, che vedrà protagonisti il violoncellista Manuel Zigante e il pianista Giacomo Fuga, che eseguiranno tre delle cinque sonate per violoncello del compositore di Bonn. Salvo poche – per quanto notevoli – eccezioni come i concerti e le sonate di Antonio Vivaldi, fino alla metà del XVIII secolo il violoncello continuò a rivestire un ruolo solistico alquanto limitato, fino a quando compositori come il lucchese Luigi Boccherini seppero valorizzarne tutte le sue risorse tecniche ed espressive. Subito dopo essere approdato a Vienna, Beethoven si impegnò a fondo per imporsi all’attenzione del pubblico che affollava i salotti della capitale asburgica sia come pianista sia come autore di opere cameristiche in grado di conquistare il gusto dell’epoca.

 

Tra questi lavori spiccano le due Sonate op. 5, opere ricche di personalità che Beethoven dedicò al re di Prussia Federico Guglielmo II, che aveva al suo servizio Jean-Pierre Duport, uno dei violoncellisti più brillanti dell’ultimo scorcio del XVIII secolo. Oltre a queste due pagine, il programma comprende anche la Sonata in re maggiore op. 102 n. 2, una delle opere con cui i musicologi tendono a fare iniziare il controverso “terzo stile” beethoveniano, che raccoglie i capolavori visionari dell’estrema maturità di un compositore che era stato portato dalla sordità in un universo ancora del tutto incomprensibile ai suoi contemporanei.

 

La ministagione si chiuderà giovedì 19 novembre alle 21, con l’esibizione della pianista tedesca Caroline Doerge Alassio, che metterà a confronto gli stili di Beethoven e Chopin, due compositori che incarnano anime profondamente diverse del Romanticismo europeo, vigoroso e visionario il primo, elegante, intimo e sottilmente introverso il secondo. Di Beethoven verrà eseguita la Sonata in do minore op. 111, ultima delle 32 sonate per pianoforte solo ed eloquente manifesto del titanismo beethoveniano. Strutturata – a differenza della prassi dell’epoca – in soli due movimenti, Maestoso e Arietta, dal carattere fortemente contrastante, questa sonata ha avuto una vastissima risonanza dopo la scomparsa del suo autore, al punto da venire descritta come «il trionfo dell’ordine sul caos e dell’ottimismo sull’angoscia».

 

A questo colossale monumento della letteratura pianistica faranno seguito la Ballata n. 2 e la Sonata n. 2 op. 35 di Chopin, quest’ultima passata alla storia grazie alla struggente Marcia funebre che il compositore polacco inserì come terzo movimento e che costituisce il centro di tutta l’opera, seguita da un Finale estremamente singolare, che seppe suscitare lo sgomento anche di un critico finissimo come Robert Schumann.

 

Tutti i concerti si terranno al Teatro Vittoria di Via Gramsci 4.

 

Il biglietto intero costa 10 euro, quello ridotto (riservato agli over 65, ai titolari della Carta Entusiasmo del Circolo dei Lettori, dell’abbonamento Musei Torino Piemonte 2019-20, della Carta Più e della Carta MultiPiù Feltrinelli e agli abbonati del Teatro Stabile di Torino e del Teatro Regio di Torino) 8 euro, quello per i giovani fino a 25 anni 5 euro e quello per gli studenti del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino 3 euro.

 

I biglietti possono essere acquistati in prevendita dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 presso la sede dell’Accademia Corale “Stefano Tempia” di Via Corte d’Appello 22 (011.0209882) oppure direttamente alla cassa del teatro.

 

Tutti i concerti si terranno nel pieno rispetto della normativa anti Covid-19, con la rilevazione della temperatura all’ingresso tramite un termoscanner, l’accesso alle sole persone in possesso di una mascherina protettiva (a chi ne fosse sprovvisto lo staff della rassegna ne consegnerà gratuitamente una), l’igienizzazione delle mani tramite dispenser di gel disinfettante, il controllo del rispetto del distanziamento sociale e – alla fine del concerto – la sanificazione dell’ambiente in cui si è tenuto il concerto.

 

Per ulteriori informazioni in merito, si può inviare un’email all’indirizzo segreteria@stefanotempia.it.

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Articolo pubblicato il 10/10/2020