Vittime del Governo Conte. Tra DDL Zan e provvedimenti liberticidi

La denuncia di Cristiano Puglisi

Complice la pandemia, dall’insediamento del cosiddetto “Governo Conte bis” i provvedimenti liberticidi ai danni dei cittadini italiani non si contano più. E, purtroppo, il riferimento non è soltanto al lockdown o alla polemica sulle mascherine all’aperto. Perché le tendenze autoritarie dell’esecutivo in carica si manifestano anche in altre proposte di legge sostenute dall’attuale maggioranza.

Su tutte il celeberrimo DDL Zan, che mira a rendere penalmente punibile gli atteggiamenti discriminatori “fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.

Una proposta, questa, che ha riscontrato l’opposizione, tra gli altri, della CEI – Conferenza Episcopale Italiana, certamente non un ricettacolo di estremisti. Insomma, a vario titolo, iniziano a essere sempre di più gli italiani “vittime” del Governo in carica. E, così, non è mancato chi, sul tema, ha deciso di farci un convegno.

Questa domenica, 11 ottobre, in Domus Orobica a Bergamo (via Pietro Mascagni 85), a partire dalle 14.30, si celebrerà infatti la manifestazione “Vittime del Governo Conte“, organizzata congiuntamente dal think tank “Il Talebano” e proprio dall’UNAVI – Unione Nazionale Vittime, coraggiosa organizzazione presieduta da Paola Radaelli che, negli anni, ha sostenuto le cause delle varie “vittime di Stato” delle tragedie più ingiuste del nostro Paese, in primis quella, recente, del Ponte Morandi di Genova.

Chi qui scrive avrà il piacere di intervenire nel corso della giornata, ma numerosi e autorevoli saranno i relatori.

Tra questi vi saranno gli europarlamentari Vincenzo Sofo e Carlo Fidanza, il sociologo Fabrizio Fratus, la stessa presidente UNAVI Paola Radaelli, il presidente di Progetto Nazionale Piero Puschiavo, Emilio Giuliana, l’avvocato Antonino Gugliotta e diversi amministratori locali lombardi come Stefania Bonfiglio, Luigi Bianchi e Angelo Rinaldi.

 

Fonte: Il Giornale

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Articolo pubblicato il 10/10/2020