Presidio per l'abrogazione referendaria della legge 194 (aborto), a Torino

Organizzato dal Comitato NO194, del quale è fondatore e presidente l'avvocato Pietro Guerini

A Torino, nel pomeriggio di sabato 10 ottobre 2020, in Piazza Castello si è svolto il presidio per l’abrogazione referendaria della legge 194 (aborto), organizzato dal Comitato NO194, del quale è fondatore e presidente l’avvocato Pietro Guerini.

Hanno preso la parola l’avvocato Pietro Guerini e Stefano Saia, dirigente nazionale di Forza Nuova, per analizzare i vari aspetti di questa iniziativa, sintetizzati nel “Manifesto” riportato di seguito.

L’avvocato Guerini ha poi ricordato che il prossimo 7 novembre 2020 (come in ogni primo sabato dei mesi dispari) ci saranno 3 ore di preghiera all’esterno di una struttura ospedaliera per regione: a Torino all’Ospedale Sant’Anna, dalle 9 alle 12.

 

Un’iniziativa concreta a favore della vita

Referendum Abrogativo della L. 194 in materia di aborto

Manifesto

 

La presente iniziativa non è finalizzata alla semplice denuncia del fenomeno dell’aborto o alla mera critica culturale alla l. 194/1978 che lo disciplina nel nostro ordinamento, ma è diretta all’abrogazione di tale legge per via referendaria, in coerenza con la piena consapevolezza che la vita di ciascuno di noi è stata resa possibile dalla ricorrenza di due condizioni: il concepimento e l’assenza di eventi letali durante la gravidanza, tra i quali la sua interruzione volontaria è quello casisticamente di gran lunga più ricorrente.

Una via, quella referendaria, obbligatoria (alla luce della totale indifferenza della nostra classe parlamentare, che in oltre un trentennio dall’entrata in vigore della 194 si è astenuta da una sua semplice revisione in senso restrittivo) e perfettamente percorribile, considerato l’abbondante decorso del quinquennio previsto dalla normativa vigente dal primo referendum del 1981, svoltosi in un clima politico-culturale ben diverso da quello attuale.

Piuttosto, alla luce del pericolo di una (peraltro infondata) censura da parte della Consulta, i quesiti referendari avranno essenzialmente come oggetto le norme più significative della legge, che si aggiungeranno così al quesito sull’abrogazione totale della legge.

Tra le disposizioni più controverse ed impopolari della 194, in particolare ed anzitutto, debbono annoverarsi l’art. 4 (che riconosce il diritto di interruzione volontaria della gravidanza anche per mere ragioni economiche, morali e sociali nei primi 90 giorni) e l’art. 5 (che attribuisce alla donna, anche se coniugata, il diritto di assumere la decisione abortiva senza coinvolgere il potenziale padre, che può così legalmente rimanere del tutto ignaro dell’evento).

L’iniziativa è solo finalizzata all’abrogazione della legge (dall’entrata in vigore della quale si sono registrati oltre 5 milioni di aborti, secondo i dati ufficiali del Ministero della Salute) e rigetta ogni ipotesi di trattativa, che sarebbe inconcepibilmente effettuata sulla pelle del nostro prossimo.

Di conseguenza, possibili effetti legislativi dell’operazione in oggetto restrittivi sulla portata della 194 (ed intermedi rispetto all’obiettivo indicato), sarebbero frutto di una (tra l’altro ad oggi del tutto improbabile) azione parlamentare totalmente unilaterale e non concordata con i promotori del referendum.

Implicitamente connesse all’iniziativa sono attività filantropiche, di assistenza sociale, di volontariato e di promozione di quest’ultimo, nonché divulgative dei princìpi ad essa sottesi, che assumono automaticamente carattere culturale, anche in forma ricreativa, dirette alla tutela della vita umana sin dal concepimento ed all’affermazione del diritto alla nascita, oggettivamente prodromico a qualunque diritto civile.

 

Sito ufficiale del comitato referendario NO194 per l'abrogazione della L. 194.

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Articolo pubblicato il 12/10/2020