Appendino lascia come da copione

Dopo quasi cinque anni di insuccessi, Chiara Appendino ha deciso di non ricandidarsi

Dunque, come era abbastanza nelle previsioni, Chiara Appendino non si ricandiderà alle prossime elezioni comunali, pur facendo presente che rimarrà in qualche modo in politica.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata evidentemente quella della vicenda giudiziaria per i morti di Piazza San Carlo per la finale di Champions League, vicenda giudiziaria che aveva già coinvolto alcuni dei suoi più fedeli collaboratori come Paolo Giordana e Luca Pasquaretta.

In effetti, i motivi per una non ricandidatura sarebbero molti altri, a partire dai danni fatti alla città nei primi anni di Giunta, quando Torino perse molte mostre, ridusse gli investimenti per attrarre turismo, lasciò a Milano le Olimpiadi Invernali e il Salone dell'auto che con gran fatica il centro-sinistra era riuscito a far tornare nel capoluogo subalpino alcuni anni prima.

A ciò si aggiungano le notizie riguardanti il taglio da parte di Trenitalia di alcuni Freccia Rossa tra la nostra città e Milano, la minor visibilità data inizialmente all'ormai consolidato Torino Jazz Festival, la progressiva chiusura di negozi storici nel centro città, la TAV che non decolla, e molto altro.

C'è poi l'annoso problema del divario tra centro e periferie tanto sbandierato dai pentastellati durante la precedente campagna elettorale ma che non ha mai trovato un vero sbocco risolutivo, se non il fumo negli occhi di proporre Luci d'Artista sotto le feste natalizie in maniera diffusa nei quartieri.

Sotto i pentastellati, poi, la sbandierata politica a favore del commercio di prossimità non sembra aver avuto altro sbocco che quello invece di dare più spazio ai grandi centri commerciali e ai supermercati.

Nell'ultimo anno e mezzo, per la verità, la Giunta 5 Stelle ha faticosamente raggiunto alcuni obiettivi, come le APT Finals di tennis, il progetto per la linea 2 della metropolitana, l'acquisto di nuovi bus per GTT, la grande mostra su Mantegna a Palazzo Madama, ma tutto ciò non deve far dimenticare la grandi incertezze che ha dovuto incontrare il Governo della città, una città che se con il ventennio del centro-sinistra aveva dato una svolta (grandi mostre, più turismo, metropolitana, appuntamenti culturali, restyling del centro, la nascita del Polo Reale, il Museo del Cinema) oggi si trova a vivere un momento molto difficile reso ancor più duro dalla pandemia.

Visto quanto sta anche accadendo a livello di governo centrale giallorosso e delle pesanti sconfitte subite nelle ultime elezioni comunali e regionali, è evidente come il Movimento 5 Stelle si trovi in grandi difficoltà, per cui non è da escludere, anzi è molto probabile, che le prossime elezioni torinesi vedranno protagonisti il centro-destra e il centro-sinistra, ma con quali candidati è ancora tutto da scoprire.

 

 

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Articolo pubblicato il 15/10/2020