Intitolazione a Riccardo Valla della piazza prospiciente l'ingresso del Museo «Mufant», a Torino

Pubblicista, traduttore, libraio, bibliofilo e melomane, uno dei massimi esperti italiani di fantascienza e di letteratura fantastica

A Torino, sabato 17 ottobre 2020, alle ore 10:30, si terrà la cerimonia di intitolazione della piazza prospiciente l’ingresso del Museo “Mufant” dedicato al Fantastico, in via G. Reiss Romoli 49 bis, a ricordo di Riccardo Valla.

Riccardo Valla (Torino, 9.11.1942 – 14.1.2013), pubblicista, traduttore, libraio, bibliofilo e melomane, è stato, fra l'altro, uno dei massimi esperti italiani di fantascienza e di letteratura fantastica.

Dopo gli studi superiori e universitari al Politecnico di Torino, esordisce negli anni '60 come redattore scientifico per Boringhieri, intrattenendo nello stesso periodo scambi epistolari con alcuni autori-simbolo (A.E. Van Vogt, J.G. Ballard, U.K. Le Guin) e dando avvio alla fanzine “Sevagram”, una delle pubblicazioni amatoriali più stimolanti dell'epoca.

Negli anni '70 cura, insieme a R. Prinzhofer, le collane “Cosmo Argento”, “Cosmo Oro” e “Fantacollana”, edite dalla Nord di Milano: è il tempo delle ricognizioni a tutto campo nell'ambito dei classici del fantastico moderno d'Oltreoceano (E.R. Burroughs, A. Merritt, R.E. Howard; ma anche L. Sprague de Camp, R. Bradbury, J. Blish, F. Leiber, E. Pangbern, R. Zelazny), alcuni dei quali vedono la luce per la prima volta in Italia.

Dagli anni '80 in poi, e per un certo periodo gestendo contemporaneamente una libreria torinese specializzata che non tarda a divenire un frequentatissimo cenacolo di appassionati, lavora per i maggiori editori nazionali: Garzanti, per il quale presenta La Storia della Fantascienza di J. Sadoul, Editori Associati, Mondadori, UTET, che a lui deve importanti integrazioni alla sezione del Grande Dizionario Enciclopedico dedicata alla letteratura fantascientifica. Opera soprattutto come apprezzato traduttore dall'inglese, fino ad assurgere agli onori della cronaca con la versione de Il Codice Da Vinci di Dan Brown, best seller americano di cui, dopo lunga simbiosi, produrrà inoltre una dissacrante parodia.

Le ultime passioni, tra fantasy, protofantascienza e nuova narrativa d'anticipazione, del traduttore e critico Valla datano ai primi anni 2000: E.L. Arnold, Greg Egan, J.R.R. Tolkien, Ian McDonald.

E’ stato, inoltre, sostenitore e Presidente del comitato scientifico del Mufant, museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino, sino alla sua scomparsa.

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 15/10/2020