Luca Massaglia, concertista d'organo torinese

Di Paolo Barosso

Luca Massaglia, concertista d’organo nato a Torino nel 1975, ha compiuto i suoi studi presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” e, dopo aver frequentato corsi di perfezionamento, masterclasses e lezioni private, ha iniziato la sua brillante carriera tenendo concerti in qualità di solista in Italia e all’estero e partecipando nel corso degli anni a numerose rassegne musicali ed eventi internazionali.

Dal 2001 è organista presso il Santuario torinese della Madonna degli Angeli ed è stato ideatore e Direttore artistico della rassegna organistica “Note per la Sindone”, inserita nel circuito musicale “Piemonte in Musica”. Nel 2017 ha fondato, insieme con la moglie, la pianista e organista russa Elena Kalashnikova, il “Russian-Italian Organ Duo”, che si è esibito in tournée in Italia, Norvegia, Russia e Svezia.

Luca Massaglia è molto attivo anche in ambito compositivo: il suo ciclo di 19 brani “Le Parabole di Gesù nel Vangelo di Luca” è stato pubblicato da Strube Verlag di Monaco di Baviera e vari rinomati organisti hanno incluso suoi brani nel loro repertorio concertistico.

Nei giorni scorsi l’abbiamo incontrato perché ci illustrasse il nuovo progetto che ha elaborato in collaborazione con la compositrice ligure Carlotta Ferrari e abbiamo colto l’occasione per rivolgergli alcune domande sulla sua attività professionale e la sua carriera di concertista d’organo.

 

Luca, com’è nata la tua grande passione per la musica sacra e organistica?

La mia attrazione per l’organo e la musica sacra è nata da una ricerca interiore, inizialmente inconscia, che si può paragonare a quella che anima un alpinista. Cosa cerca costui sulle alte vette, talora mettendo a repentaglio la propria vita? Non si tratta certo di portare a termine una “semplice” impresa sportiva, ma di un desiderio irrefrenabile di tendere a qualcosa di più che non la vita in questo mondo. Mosso da un profondo misticismo, cerca la comunicazione con l’inesprimibile. Albert Schweitzer tramandò un’esclamazione del grande organista francese Charles-Marie Widor, che amo citare: «Suonare l’organo significa manifestare una volontà ricca dello sguardo d’eternità».

 

C’è un episodio particolare, legato alla tua infanzia e adolescenza trascorsa nella nostra Torino che ti fa piacere ricordare e che può aver influenzato le tue scelte di vita?

Sì, mi piace ricordare un pomeriggio di quando ero un bimbo di circa 4 anni, quando mio padre mi portò a fare una passeggiata con una sosta al Santuario della Consolata di Torino, cuore della religiosità popolare dell’antica capitale sabauda. Quando papà e io eravamo già entrati in chiesa, iniziò a suonare l’organo e io rimasi come bloccato dalla meraviglia, chiedendogli da dove provenisse quella musica. Papà mi rispose che si trattava dell’organo, indicando il prospetto di canne posto in alto al di sopra del portale d’ingresso. Naturalmente iniziai lo studio della musica anni più tardi, ma forse tutto cominciò allora.

 

In veste di organista hai tenuto numerosi concerti in Italia e all’estero: ci puoi dire quali sono state le esperienze più significative e ricche di soddisfazioni?

Ricordo con particolare emozione il primo concerto che tenni all’estero quando ero ancora studente, su invito del comitato organizzativo dei concerti alla Cattedrale di Nantes in Francia, presieduto da uno degli ultimi grandi esponenti della gloriosa scuola organistica francese: Félix Moreau.

In occasione di questo concerto, ebbi modo di eseguire, tra gli altri, brani dello stesso Moreau, che mi gratificò con il suo apprezzamento e con espressioni di stima rimaste impresse nella mia mente e nel mio cuore di giovane organista. Mi fa quindi piacere riportarle: «Luca Massaglia è un organista di primo piano. È un interprete intelligente e sensibile. Il concerto che ha tenuto al grande organo della Cattedrale di Nantes lo ha ampiamente dimostrato. Ho apprezzato particolarmente la sua interpretazione della mia “Suite Modale”. Senza dubbio lo attende un brillante avvenire».

Nella mia carriera di concertista d’organo ho poi avuto la fortuna di esibirmi presso prestigiose sedi di molte nazioni europee, degli Stati Uniti e della Russia asiatica. Ricordo con soddisfazione il concerto tenuto al celebre organo della Cattedrale di Riga in Lettonia, uno degli strumenti tardo-romantici più celebri del mondo, e quello presso la Memorial Church dell’Università di Harvard (Massachusetts, U.S.A.).

Particolarmente lunghe e faticose le tournée che ho affrontato in Russia, che hanno previsto concerti a breve distanza di tempo in città tra loro lontanissime, potendo riposare (per modo di dire) solamente durante i trasferimenti in aereo o treno e dovendo tenere concerti il giorno stesso dell’arrivo nelle nuove città di destinazione. In Russia ho inoltre tenuto una masterclass, avente per tema le Sonate per organo di Felix Mendelssohn-Bartholdy, alla rinomata Accademia “Gnessin” di Mosca.

 

Luca, hai citato le dichiarazioni del maestro francese Félix Moreau, che sicuramente sono state per te molto importanti perché rilasciate agli albori della tua carriera, quando eri ancora studente, ma vorrei anche menzionare i giudizi di altri esperti che, in seguito, hanno confermato la tua bravura. In occasione della tua esperienza in Russia il Maestro Sergio Vartolo, eccelso specialista di musica antica, già Maestro di Cappella della Basilica di San Petronio a Bologna, ha scritto: «Il Maestro Luca Massaglia è un “Monstrum” (nel senso frescobaldiano) sia per la vasta letteratura che suona che per le mirabolanti tournée alla Marco Polo in plaghe lontanissime». Inoltre, il compositore svedese Thomas Åberg ha formulato questa valutazione: «Le interpretazioni di Luca Massaglia sono caratterizzate da intelligenza ed una sensibilità che gli permette di stabilire un intenso rapporto emotivo con l'ascoltatore».

Tra l’altro i viaggi e le tournée in Russia hanno anche impresso una svolta importante alla tua vita sul piano sentimentale e familiare.

Sì, certo, mi hanno consentito di conoscere la donna che sarebbe diventata mia moglie, Elena Kalashnikova, anche lei musicista, specializzata in pianoforte e anche in organo presso il Conservatorio di Saratov, attualmente impegnata come insegnante di musica alla Scuola Russa Ivan Turgenev di Torino e organista al Santuario della Madonna degli Angeli e al Convitto Principessa Felicita di Savoia della nostra città.

Con lei ho fondato il “Russian-Italian Organ Duo”, che si contraddistingue per un repertorio amplissimo, che include brani originali per organo a 4 mani, brani originali per due organi e trascrizioni. In tale veste ci siamo esibiti in concerti e rassegne internazionali.

 

Luca, parlaci adesso del tuo nuovo progetto, che hai elaborato e messo a punto in collaborazione con la compositrice Carlotta Ferrari e della campagna di crowdfunding che avete deciso di lanciare per sostenerlo finanziariamente

Sì, certo, si tratta di uno degli ultimi progetti che ho ideato e alla cui realizzazione tengo molto. Consiste nella registrazione di un cd dedicato alle opere per organo di Carlotta Ferrari, prolifica compositrice ligure nata a Sarzana, in provincia di La Spezia, e formatasi presso il Conservatorio di Milano. Carlotta Ferrari è stata docente di composizione presso varie importanti istituzioni, tra cui l’Università Hebei di Shijiazhuang (Cina). Attualmente, è professore aggiunto di composizione al Dipartimento di arte e musica della European School of Economics di Firenze.

I numerosi lavori di Carlotta stanno riscuotendo notevole interesse nell’ambito del mondo organistico, anche grazie all’opera divulgativa che ho messo in campo, essendo io animato da grande passione non solo per la letteratura organistica del passato, ma anche per la musica contemporanea. A questo proposito, nel 2021 (in data da definirsi) è in programma un concerto presso il Santuario della Madonna degli Angeli di Torino, di cui sono organista, in occasione del quale verrà presentato il cd. A questo proposito lancio un appello a quanti volessero sostenere il progetto, invitandoli a prendere contatto diretto con me tramite il mio sito web (www.lucamassaglia.com) oppure a consultare il link di Gofundme.com che abbiamo creato per gestire la campagna di raccolta fondi e consentire alle persone che abbiano a cuore il futuro della musica e del mondo organistico, oggi in forte difficoltà, di devolvere un’offerta nei limiti delle proprie possibilità.

Paolo Barosso

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Articolo pubblicato il 20/10/2020