I rischi per la salute mentale in caso di nuovo Lockdown

L'opinione di Gigi Cabrino

C’è aria di nuova quarantena, a piccoli passi, dpcm dopo dpcm, ovviamente, in virtù dello stato d’emergenza, bypassando il parlamento sovrano; è vero, il virus continua a circolare e c’è poco da scherzare, ma fior di studiosi e medici seri, non quelli che passano le giornate in TV e non visitano un ospedale da anni, sostengono che la situazione si possa tenere sotto controllo con regole chiare, magari avendo maggiore cura per anziani e persone fragili, senza tornare ad una quarantena nazionale e soprattutto non creando quel panico mediatico che porta la gente a presentarsi al pronto soccorso al primo starnuto intasando così gli ospedali.

Ma tant’è, ormai la linea in politica sanitaria la detta chi grida più forte, come il presidente della Campania De Luca, che prima di parlare di sanità farebbe bene a ricordare  che, non da oggi, la gente scappa dagli ospedali della sua regione; oppure i “tecnici” vari che, in virtù dei loro alti incarichi di responsabilità, la quarantena dei mesi primaverili non l’hanno sperimentata sulla loro pelle nemmeno per un minuto; va osservato inoltre che coloro che premono per un nuovo lockdown svolgono attività che non sono  minimamente state intaccate dal punto di vista economico dalla serrata primaverile e spesso si interfacciano con realtà, come ad esempio le multinazionali del web, che hanno addirittura visto moltiplicare i profitti grazie alle serrate generali.

Nei giorni scorsi è stato pubblicato uno studio del servizio sanitario inglese in cui si sono analizzate alcune conseguenze del lockdown sulla salute mentale dei bambini e i risultati sono decisamente allarmanti.

Lo studio mostra come il numero di bambini con malattie mentali, più o meno gravi, è raddoppiato nei mesi della pandemia; sono numeri che vanno tenuti in considerazione assieme ai dati giornalieri dei contagi, che pure sono preoccupanti; infatti gli studiosi seri lontani dalle TV da tempo ricordano come l’attenzione esclusiva al coronavirus abbia fatto dimenticare altre malattie molto più letali come tumori o malattie cardiache; bene a queste vanno aggiunte le malattie mentali che nelle fasce della popolazione fragili emotivamente come i bambini, sono aumentate enormemente a casa di una chiusura forzata in casa e alla mancanza di relazioni sociali.

“Sappiamo che la solitudine è molto tossica e l’isolamento sociale è molto deleterio per la salute mentale. L’aumento delle malattie mentali dei bambini e dei loro genitori denotato dal sondaggio, sulla base delle nostre esperienze, suggeriscono fortemente che tale cambiamento è influenzato dal lockdown afferma Tamsin Ford, professore di psichiatria infantile e dell’adolescenza a Oxford.

La maggior parte dei 3570 bambini analizzati nello studio ha affermato che il lockdown ha peggiorato le loro vite, e teniamo presente che il lockdown inglese di primavera è stato più morbido rispetto a quello italiano; un terzo dei bambini e ragazzi dai 5 ai 16 anni ha problemi di ansia e sonno dall’inizio della pandemia.

Prima di pensare a chiusure generalizzate e totali, forse sarebbe meglio pensare a tutelare le fasce più deboli della popolazione come gli anziani ed evitare che per chiudere in casa sessanta milioni di persone sane si vengano a creare le condizioni per un aumento delle malattie mentali, gravi almeno quanto il coronavirus.

 

Gigi Cabrino

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Articolo pubblicato il 25/10/2020