Torino - PERCHE’ non è stata dirottata la concentrazione di estremisti, teppisti ed emarginati che lunedì sera hanno scatenato la guerriglia?

La conta dei danni ed i commenti del giorno dopo

Ammontano a decine di migliaia di euro i danni causati dai violenti che lunedì sera hanno devastato il centro di Torino durante le proteste anti Dpcm, con via Roma e via Po che dopo le scorribande dei facinorosi, sembrano un 'campo di battaglia', tra vetrine infrante e cassonetti dell'immondizia divelti e gettati a terra. Buona parte della refurtiva dei saccheggi è stata recuperata dalle forze dell'ordine, che conta tra le sue fila una decina di feriti. Ma chi erano? Ultrà della Juventus e del Torino, mescolati a "professionisti della violenza": sono questi i protagonisti degli scontri di ieri sera secondo il questore Giuseppe De Matteis.


"C'è stata una regia il cui obiettivo era piazza Castello, il cuore di Torino - spiega il questore - Hanno cercato in tutti i modi di allontanarci dalla piazza. Per due ore i nostri reparti sono stati fatti bersaglio di tutto, anche pietre e cubetti di porfido. Le cariche di alleggerimento hanno sortito effetto.
Solo verso la fine, quando hanno capito che non avremmo lasciato piazza Castello, sono state effettuate manovre diversive".

Il bilancio, al momento, parla di cinque arresti e due denunce per i saccheggi in via Roma, da Gucci e Louis Vuitton, e di un arresto e una denuncia per gli incendi di cassonetti e masserizie avvenuti in piazza Cavour e via San Massimo.

A differenza della manifestazione pacifica di piazza Vittorio, che si è svolta seguendo le prescrizioni della prefettura, per quella violenta di piazza Castello non c'è stato nessun preavviso. "C'è stata una mobilitazione sul web, gestita da più organizzazioni o presunte tali", spiega ancora il questore di Torino, secondo cui è stato fatto tutto il possibile per limitare le violenze.

"Non si poteva fare di più. Ieri sera nulla di nuovo purtroppo” è il commentO di Pietro DI LORENZO, Segretario Provinciale del SIAP, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato.

“Ancora una volta i professionisti del disordine hanno cancellato la presenza e la voce di chi è sceso in piazza per dimostrare la propria contrarietà a scelte politiche ed economiche penalizzanti. La triste realtà è che soggetti estranei al mondo del lavoro con scientifica costanza impediscono che si discuta di una situazione sociale spaventosa”.

“Coloro che hanno provocato gli incidenti sono professionisti delle violenza che, oltre ogni ideologia politica o schieramento calcistico, hanno orchestrato la violenza di strada aggredendo i cordoni di sbarramento con lancio di pietre, bottiglie, fumogeni e bombe carta”.

“Il risultato è che le loro azioni hanno impedito che in questa città si parlasse delle ragioni di chi legittimamente era sceso in piazza per denunciare la propria disperazione” “A noi è demandato ancora una volta, conclude Di Lorenzo,  il ruolo improprio di ammortizzatore sociale in un momento cruciale della storia di questo Paese, un compito difficile che continueremo a svolgere con sacrificio e professionalità ”.

Ci spiace contraddire il questore, ma le alternative esistevano, e, se adottate, non saremo qui a raccontare la notte di terrore. La sindaca Appendino fa  parte del Comitato per la di Sicurezza e l’ordine pubblico, ed era al corrente dell’imminente pericolo. Avrebbe dovuto ragionevolmente spostare altrove la manifestazione dei violenti di professione.

Se ne fa interprete Mino Giachino che in una lettera inviata alla sindaca, rimasta al momento priva di risposta, sostiene:

“Quando è stato chiaro che gli organizzatori di piazza Castello non erano pacifici, occorreva evitare in ogni modo di farli venire in centro e fare quello che poi hanno fatto. Non so da chi sono stati mandati ma sicuramente dovevano rovinare il messaggio della manifestazione dei commercianti.

Ringrazierò tutta la vita le forze dell’ordine che hanno impedito il peggio ma Tu come Sindaca dovevi difendere preventivamente la Città facendoli spostare in Piazza d’armi.” 

Ma lo stesso Giachino, già ideatore delle manifestazioni SI TAV che senza violenze hanno coinvolto oltre  90.000 piemontesi in piazza Castello, il quesito lo rivolge anche al Prefetto di Torino Palomba chiedendogli ”Perché sia stata concessa quella Piazza quando si sapeva che a cinquecento metri in Piazza Vittorio si sarebbe tenuta una manifestazione pacifica dei commercianti e seri ristoratori? ” Si sapeva che poteva succedere qualcosa, precisa Giachino. Non era possibile spostarli in Piazza d’Armi? Per poi concludere “Una manifestazione quella di Piazza Castello che voleva offendere la piazza della Prefettura oltre a sporcare e indebolire la giusta e pacifica protesta di commercianti, baristi, ristoratori in piazza Vittorio. Il Centro della Città è stato offeso e danneggiato.”

E’ poi seguita la “Ferma condanna per le violenze e devastazioni di lunedì sera nelle vie del centro di Torino, anche da parte del Presidente del Consiglio Regionale Stefano Allasia e dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e di altri esponenti politici. In particolare Cirio, oltre ad esprimere solidarietà alle categorie economiche scese in piazza per manifestare, sottolinea la posizione dei presidenti delle Regioni, orientata a difendere le attività del commercio, ma soccombente dinanzi alla mannaia del governo.

Purtroppo la manifestazione spontanea  dei commercianti e degli operatori economici, della Cultura e dello Sport, danneggiati dalle scelte avventate del Governo, a causa delle violenze di piazza, ne è uscita depotenziata. Casualità o no?

Intanto a Roma ieri sera si e ripetuto uno scenario ancor più carico di violenza, senza che il Governo abbia disposto efficaci misure di contrasto.

 

 

 

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Articolo pubblicato il 28/10/2020