Sbarcato a Lampedusa il tagliateste tunisino che ha barbaramente assassinato tre francesi a Nizza.

Nonostante le arcinote problematiche legate al contenimento del Coronavirus, sbarcano senza sosta (anche con barche a vela per un maggiore confort) sulle nostre coste centinaia di “migranti” provenienti dalla Tunisia,  paese dove ci risulta non via sia la guerra. Circa le dinamiche di questo ennesimo lutto che ferisce la Francia, riportiamo l’articolo apparso in data di ieri su repubblica.it.

 

Attacco al coltello nella chiesa di Notre-Dame a Nizza. Tre persone sono state uccise all'interno della chiesa nel cuore della città stamattina verso le nove: una donna è stata decapitata, un uomo - il sacrestano - sgozzato.

La terza vittima, una donna, è morta per le ferite riportate in un bar dove aveva cercato rifugio fuggendo. C'è poi un ferito grave, colpito sul sagrato antistante il luogo di culto.

È il secondo attacco simile che avviene in Francia in poco tempo: già dieci giorni fa nella banlieue di Parigi era stato decapitato il professore Samuel Paty. Con un messaggio inviato al vescovo di Nizza, il Papa ha condannato l'attacco, definendolo "un atto selvaggio".

 

L'assalitore, ferito dalle forze speciali intervenute sul posto, è stato fermato e portato in ospedale. Secondo le prime informazioni avrebbe agito da solo: avrebbe 21 anni, sarebbe di origine maghrebina e non sarebbe stato segnalato nelle liste di potenziali sospetti della polizia francese.

 

L'attentatore sbarcato a Lampedusa a settembre

L’assalitore si chiama Brahim Aoussaoui, nato in Tunisia il 29 marzo 1999. È arrivato sull’isola di Lampedusa a settembre. Dopo aver passato il periodo di quarantena, è stato sbarcato a Bari il 9 ottobre. Ha ricevuto il foglio di via dalle autorità italiane, ma lasciato libero, ed è arrivato in Francia in modo clandestino. Non aveva ancora fatto nessuna domanda di asilo e non era schedato dalle associazioni che si occupano dei migranti.

 

"Non ci sono dubbi sul fatto che fosse un militante islamo-fascista" dice il sindaco di Nizza Christian Estrosi secondo cui l'assalitore ha continuato a urlare "Allah Akbar" mentre i soccorsi lo stavano portando in ospedale.

 

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Articolo pubblicato il 29/10/2020