Coronavirus: Il Piemonte si muove e punta a creare un rete di “Alberghi assistiti” per ultra 65enni positivi, asintomatici o paucisintomatici

Forse domani il governo varerŕ l’ennesimo DPCM con ulteriori restrizioni ancora allo studio. Confronto acceso nel Governo e con gli Enti Locali

Anche ieri in Piemonte è proseguita la corsa della pandemia. E' di 11 decessi e di 2.024 contagi, il bilancio delle ultime 24 ore, con ulteriori 5 ricoveri in terapia intensiva, 161 in altri reparti ospedalieri e  31391 persone in isolamento domiciliare. Dinanzi a questa situazione, si è mosso anche l’Ordine dei medici: Lockdown "immediato", "un provvedimento drastico ma assolutamente necessario a causa dell'aggravarsi dell'emergenza sanitaria".

Lo chiede l'Ordine dei Medici di Torino, dopo le "numerosissime richieste e segnalazioni ricevute nelle ultime ore da medici ospedalieri e di medicina generale. Siamo consapevoli che il provvedimento causa enormi disagi - dice il presidente Guido Giustetto - ma è in gioco la stessa tenuta del sistema sanitario".

Il Governo stamane si confronterà ancora con le Regioni per affinare ancor più la stretta. C’è chi parla della creazione di zone rosse che potrebbero interessare le città metropolitane( con Torino inclusa) che rientrino in un algoritmo di prossima emanazione. Altri sono propensi ad anticipare il coprifuoco alle 18, bloccando ogni attività commerciale a quell’ora. C’è poi l’ipotesi di segregare i 70enni. Ipotesi enunciata, con un’espressione a dir poco sprezzante, pronunciata dal presidente della Liguria, Toti. Considerazione che, prima ancora di essere infelice ed inopportuna, emana cinismo, se non disprezzo verso gli anziani che a dir il vero, sono tra le poche categorie che si sono sempre attenute al rispetto delle disposizioni governative.

La priorità del confronto governo –enti locali, dovrebbe vertere la tutela della salute dei cittadini. Assistiamo invece allo scarico delle responsabilità sulle decisioni da assumere, in capo alla regioni, da parte di un presidente del consiglio che sta perdendo ogni giorno credibilità e non si decide a togliere l’incomodo.

In attesa di quel che partorirà il tavolo politico romano, la Regione Piemonte, a differenza della Liguria, corre ai ripari. 

L’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha emesso un avviso per la creazione di “alberghi assistiti”, ovvero strutture alberghiere con supporto socio-sanitario da riservare per pazienti ultra 65enni, autosufficienti o parzialmente autosufficienti, risultati positivi al Covid-19 in forma asintomatica o paucisintomatica. Possono presentare domanda con la massima urgenza tutti i soggetti già coinvolti in progetti di assistenza e cura (imprese, cooperative, enti no profit) e tutte le strutture ricettive in grado di fornire i servizi richiesti attraverso raggruppamenti di impresa con realtà specializzate del settore.

Ogni “albergo assistito” dovrà garantire un minimo di 20 camere provviste di bagno all’interno, il servizio di colazione, pranzo e cena, il cambio e la sanificazione della biancheria al massimo ogni tre giorni, 2 operatori socio-sanitari ogni 20 ospiti, un infermiere professionale che effettua 3 passaggi diurni di due ore per 20 ospiti, la reperibilità infermieristica h24. La fornitura dei dispositivi di protezione individuale sarà a carico del gestore. I medici di medicina generale o delle Usca garantiranno, invece, il supporto medico.

Illustrando le motivazioni dell’avviso, l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, rileva che “un numero considerevole di ricoveri in ospedale riguarda persone autosufficienti o parzialmente autosufficienti positive al Covid-19 asintomatiche o paucisintomatiche che, pur non necessitando di un livello di cure di tipo ospedaliero, vengono ricoverate per la difficoltà di mantenere una condizione di isolamento o per l’assenza di una rete sociale valida. In questo modo possiamo offrire l’assistenza necessaria a questo tipo di pazienti e al contempo liberare posti letto per gli altri ammalati”.

Le aziende sanitarie potranno procedere a stipulare i contratti sulla base dei rispettivi fabbisogni e di tariffe ritenute congrue in relazione ai servizi richiesti. Parallelamente al progetto degli alberghi assistiti, la Regione Piemonte ha messo in campo una seconda misura che coinvolge il sistema alberghiero per pazienti totalmente autosufficienti, dimessi dagli ospedali ma ancora positivi, che non necessitano di supporto sanitario ma non possono stare a casa in attesa di diventare negativi. Il servizio è pensato in generale anche per chiunque non può fare la quarantena a casa e ha bisogno di uno spazio.

Al momento sono stati già individuati 1000 posti disponibili presso le strutture alberghiere di tutte le provincie piemontesi. 815 posti sono disponibili negli alberghi della provincia di Torino, 34 nell’Alessandrino, 20 nell’Astigiano, 20 nel Cuneese, 65 nel Novarese, 31 nel VCO e 16 nel Vercellese. “Il lavoro è stato fatto con la Protezione civile tramite le Federalberghi provinciali – sottolinea l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi - avendo cura di selezionare le strutture con il maggiore comfort per gli ospiti tra i 3, 4 e 5 stelle disponibili. Una volta individuate le strutture, le Asl valutano l’adeguatezza di spazi e servizi e procedono a contrattualizzare gli alberghi. Si tratta di un’attiva in progress, per cui potrebbero arrivare ancora ulteriori disponibilità”.

“Ancora una volta - commenta l’assessore regionale al Turismo Vittoria Poggio - la collaborazione tra pubblico-privato si rende proficua ed indispensabile”.

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Articolo pubblicato il 02/11/2020