Cavalcare il mare all’insaputa del Cielo

Il Manuale di autodifesa per sovranisti di Francesco Carraro

Forse non sono moltissimi quelli che seguono Claudio Messora e la sua piattaforma Byoblu, sia su internet (byoblu.com) sia -sotto il nome di DavveroTV- sui canali 607 (per il Piemonte),  606 (per la Lombardia), 632 (Lazio), ma neppure pochissimi. Si tratta di un binomio comunicativo di indubbio interesse, sopratutto per chi oggi non ce la fa più ad avere come unica fonte informativa i media che gli anglofili chiamano mainstream e che, col passare del tempo, perdono sempre più credito dimostrando la loro dipendenza dai grandi poteri che li indirizzano.

Byoblu non è il Santo Graal dell’informazione, nel senso che non può arrogarsi evidentemente il crisma della verità, e presenta ancora alcuni evidenti difetti tecnici, sopratutto nella versione televisiva, ma permette comunque di accedere a visioni alternative che rappresentano una boccata d’aria nella pesante atmosfera conformistica delle altre fonti, sopratutto oggi che la vera o presunta pandemia le ha trasformate in ossessivi megafoni di politica sanitaria. In Byoblu si potrà anche trovare un sano e moderato complottismo fondato su opinioni comunque autorevoli e libere.

Ma nelle settimane scorse Byoblu si è anche trasformato in casa editrice e ha immesso sul mercato il suo primo titolo. Si tratta del Manuale di autodifesa per sovranisti di Francesco Carraro, un libro documentato, agile, scritto piacevolmente e in molte parti anche divertente che mette in fila e impallina i luoghi comuni dell’europeismo.

Francesco Carraro è avvocato, scrittore, giornalista che collabora a La Verità e a Ilfattoquotidiano.it, ma è anche esperto di tecniche comunicative e di PNL (programmazione neuro-linguistica). Ed è proprio sulla base di queste esperienze che nel suo Manuale riesce ad amalgamare le tematiche storico-giuridiche a fondamento della costruzione europea e le tecniche di persuasione a cui, nel corso di più decenni, gli europeisti di professione hanno fatto ricorso per convincere i popoli del continente di quanto bella, grande, necessaria sia l’Unione europea e quanto desiderabili siano gli Stati Uniti d’Europa prossimi venturi.

Carraro analizza queste tecniche usando uno strumentario che include la teoria delle fallaciae aristoteliche e un’opera come I 36 stratagemmi, composta tra il XIV e il XVII secolo, che compendia la tradizionale strategia militare cinese, ma utilizzando anche le moderne tecniche psicologiche come la PNL.

Il disegno oligarchico europeo, partito nel secondo dopoguerra e perfezionatosi con una serie di trattati più recenti come quelli di Maastricht e Lisbona, ha portato all’attuale struttura dell’UE caratterizzata da una fondamentale mancanza di democraticità, da una monumentale burocrazia e da una invadenza dirigista e normativa che ha sottratto ai singoli paesi porzioni crescenti di sovranità. Ma sopratutto l’UE contemporanea si è dimostrata una fenomenale macchina da guerra al servizio dei grandi poteri economici e finanziari che hanno messo le mani sul continente.

Carraro procede alla demolizione controllata di molti falsi ragionamenti (le fallaciae aristoteliche, appunto) usati dai cantori dell’Europa unita: la bellezza della globalizzazione ma, contemporaneamente, anche i suoi pericoli che possono essere affrontati solo a livello europeo; l’Europa unita che ha impedito le guerre nel continente e vi ha imposto la pace; l’impossibilità dell’uscita dalla UE o -in alternativa- il disastro che investirebbe i paesi che la praticassero; la fondamentale democraticità dell’UE;  la perversione del sovranismo e dei sovranisti; la compatibilità dei trattati europei con la Costituzione repubblicana; la necessità di una moneta unica e l’impossibilità di monete alternative all’euro, e molte altre pseudo-verità e assurdità vendute come assiomi teologicamente inconfutabili secondo la ferrea logica del TINA (there is no alternative).

Il progetto europeo ha avuto però, secondo Carraro, un encomiabile pregio: quella soffice ma implacabile progressività che sta alla base della favola di Noam Chomsky sulla lenta bollitura delle rane, che si accorgono del loro tragico destino solo quando non sono più in grado di reagire.

La costruzione europea è avvenuta proprio così, senza imposizioni traumatiche, senza forzature autoritarie, ma attraverso una stratificazione di interventi parziali e settoriali che hanno steso sui popoli del continente l’asfalto di un progetto intrinsecamente elitario, senza peraltro le connotazioni positive che abitualmente si attribuiscono al concetto di élite.  “Cavalcare il mare all’insaputa del cielo”, come consigliano I 36 stratagemmi, vale a dire distrarre il proprio interlocutore focalizzando la sua attenzione su aspetti di secondaria importanza rispetto alla vera posta in gioco: esattamente quel che avvenuto coi popoli europei che oggi pagano care le distrazioni imposte loro nei decenni passati.

Il mostro buono di Bruxelles, per usare una famosa espressione di Hans Magnus Enzensberger, ci ha presi con gentilezza, con bontà appunto, ma oggi rivela la sua vera natura: un totalitarismo sempre meno soffice ma anche sempre più inefficiente. Basti vedere come l’ondata di aiuti finanziari promessi dall’UE in occasione della crisi pandemica -che aveva fatto dire ai nostri eurolirici che “l’Europa c’è e ci è vicina”- si sia progressivamente ritirata trasformandosi in un tremolante miraggio per gli anni a venire, anche per un consistente problema di reperimento di risorse, mentre l’Europa, e sopratutto l’Italia, boccheggia disperatamente in questo preciso momento.

La lettura del libro di Carraro non è solo la conferma dei grandi dubbi che molti di noi hanno sulla religione europeista, ma è anche uno spiraglio aperto sulla dignità del sovranismo, che trasferisce questo vocabolo dal lazzaretto delle idee ignobili al livello di un corretto dibattito intellettuale.

Decisamente qualcosa di più, nonostante il titolo, di un semplice manuale di autodifesa.

 

 

 

 

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Articolo pubblicato il 05/11/2020