Torino. A due anni dalla grande manifestazione per la TAV cosa rimane? Ne parliamo con Mino Giachino

Giachino:” Meno male che la abbiamo fatta allora.

L’abbiamo salvata, oggi  sarebbe molto più difficile e dopo la botta del COVID, la TAV è l’unica certezza per il futuro di Torino”.

Sembra un secolo, ma sono appena trascorsi due anni dall’oltraggio compiuto da Chiara Appendino, il 29 ottobre del 2018 ai danni di Torino, con il voto del consiglio comunale, determinato a  bloccare i cantieri della TAV. Quella seduta, per certe versi agghiacciante, Civico20News, l’ha ampiamente documentata, come tutte le fasi successive, con Mino Giachino che inaspriva il suo impegno a favore dell’Opera fondamentale per lo sviluppo di Torino e non solo. In primis con l’organizzazione della  prima delle manifestazioni popolari a favore della TAV e dello sviluppo economico, fondamentale per la sopravvivenza del Piemonte. Ne parliamo,  un po’ con lui, a ruota libera.

 

Mino Giachino l’uomo della TAV come Ti ha chiamato Il Direttore di Repubblica, cosa rimane di quella Grande Manifestazione del 10 novembre di 2 anni fa e del Tuo applauditissimo intervento?

“Rimane tutto. Perché oggi la TAV è il più grande cantiere della nostra provincia e in seguito si ingrandirà ancora di più. Penso sovente alle famiglie degli operai che vi lavorano e come è cambiata in meglio la loro vita.

Inoltre l’aumento dei treni merci dalla Cina all’Europa dimostra che ciò che dissi sul palco quando parlai di EURASIA ( il mega continente da quasi 3 miliardi di abitanti che produce oltre il 40% del PIL mondiale unito dalla ferrovia che passerà anche dalla Pianura Padana e da Torino), era vero. Con la TAV oltre ad avere milioni di turisti internazionali in più avremo anche più logistica e più trasporti per gli italiani”.

 

Mino, non per finire nel gossip, ma perché molti giornali l’hanno chiamata Manifestazione delle Madamine quando sia l’idea , che la richiesta alla Questura,  è stata Tua? Se li capitava qualcosa l’unico responsabile eri Tu...

“Infatti,  ma i Tuoi colleghi giornalisti a volte sono superficiali.. Pensa che sono io che ho invitato le Madamine alla riunione riservatissima nella quale sempre io proposi la data di sabato 10 novembre e decidemmo di farla in piazza Castello mentre gli industriali preferivano farla alle OGR. Ricordo che io avevo già parlato di una Marcia dei 40.000 per le Infrastrutture ai primi di Ottobre dopo averne parlato con un gruppetto di amici trai i quali Piermario Cornaglia, Angelo Pramaggiore e Giorgio Marsiaj.

Il 30 Ottobre quando la mia Petizione su chang.org ,che avevo lanciato il 14.6.2018 , superò le 30.000 adesioni mi fu facile rispondere a Lodovico Poletto de La Stampa che mi chiese, cosa fai ora? Così ebbi il coraggio di dichiarare che volevo fare una Marcia per le Infrastrutture e il Lavoro ma solo con gli industriali. L’intervista uscì il 31.10. Nel pomeriggio del 31 Ottobre quando anche a Roma avevano letto di questa manifestazione SITAV  mi richiama Poletto e mi dice: “ Mino perché non la fai con le Madamine?” Mi feci dare il numero di telefono di Patrizia Ghiazza. Lei aveva perplessità ma io la invitai a una riunione riservata venerdì 2 novembre nella quale decidemmo insieme a due amici dell’Unione Industriali la data e l’ora.

Uscito dalla riunione, io inviai la prima richiesta alla Questura e il lunedì firmai la richiesta ufficiale a nome di SILAVORO l’associazione che avevo fondato ad aprile 2016 quando di lavoro a Torino nessuno parlava. 

Se fosse successo qualcosa in piazza l’unico responsabile civilmente e penalmente , sarei stato io. E alcuni Tuoi colleghi facendo un falso storico l’hanno chiamata la manifestazione delle Madamine.

Talmente falsa questa immagine che il Direttore di Repubblica mi chiama ancora oggi  “l’uomo della TAV”.

 

Qualcuno ha scritto che di quella Piazza oggi non c’è più niente, sovrastati come siamo dal COVID e dalla crisi economica ....

“Dico che non hanno capito nulla. Dopo la crisi del COVID pesante dal punto di vista sanitario sta arrivando la crisi economica ancora più grave. In questa situazione se Torino era in declino a fine anno lo sarà molto di più e allora la gente capirà che la TAV è manna dal cielo.

Dovranno dire grazie che ho avuto il coraggio di farla , un coraggio che gli altri, tutti gli altri, non hanno avuto. Se non facevamo allora quella Manifestazione avremmo perso la TAV perché come vedi  ancora oggi quante minacce, gli attacchi al cantiere etc. Oggi il cantiere più grande della nostra provincia è quello di Chiomonte e molti altri italiani stanno lavorando dalla parte francese.

Oggi quella manifestazione non si potrebbe più fare con le attuali divisioni tra i partiti e alla vigilia delle elezioni comunali.

Ringrazio il cielo che nel 2018 a giugno ebbi la intuizione della PETIZIONE che oggi ha superato 114.000 adesioni e che ebbi il coraggio di voler fare quella Manifestazione. E’  la TAV. la cosa più importante per Torino e per il Piemonte del futuro”.

 

Tu nel tuo discorso, hai affermato che tutte le Scuole dovrebbero riascoltarlo. Hai espresso una VISION per Torino e per il Paese. E’ ancora valida oggi?

“Certo. So che qualche Scuola ha fatto rivedere la registrazione  ai ragazzi. Tutto quello che dissi trova conferma oggi. Ogni anno dalla Cina arrivano 10.000 treni merci in Europa e quando la TAV arriverà a Budapest la metà di quei  treni passerà dalla Pianura Padana e dal Piemonte .

Aumenterà il turismo internazionale e il lavoro logistico. Aumenterà il lavoro per le nostre aziende di logistica e trasporti.  L’informatica applicata alla logistica e al turismo creerà posti di lavoro per i nostri futuri Ingegneri o Ingegnere visto che le ragazze sono più sveglie.

L’EURASIA di cui parlai per la prima volta a una folla di 40.000 persone diventerà il nuovo Continente da studiare a Scuola”.

 

Cosa dici, che le Madamine si sono sciolte? 

“Che mi dispiace molto perché insieme abbiamo scritto  una pagina importante della Storia di Torino, una cosa di cui si stanno rendendo conto gli operai e i tecnici che lavorano nel cantiere e che nel 2030 stravolgerà Torino facendola uscire definitivamente dal suo declino e dalla sua posizione periferica.

Nel 2030 Torino sarà una delle fermate più importanti della nuova Rete di trasporti di Europa o come la chiamano i miei amici ex allievi di Valsalice della Metropolitana d’Europa”.

 

Alla luce di quanto ci hai detto è chiaro che la lista SITAV SILAVORO per le Comunali ha un senso più che logico.

“Certo. Per rilanciare Torino non bastano i Professori, men che meno quelli che l’hanno amministrata negli ultimi vent’anni e che non si sono accorti del declino.

Chi ha portato una Azienda al declino non ha più la fiducia dei suoi azionisti. Credo che i torinesi, gli azionisti della Torino spa, debbano e vogliano cambiare amministratori, per sperare che i nuovi la rilancino. 

Torino ha bisogno di un Sindaco che conosca la realtà, che abbia competenze, che sia determinato e che abbia la passione per una impresa grande come rilanciare Torino.

Quando ho  pensato alla Manifestazione della TAV, non pensavo solo alla tratta ferroviaria, pensavo a tutto ciò che quella Linea poteva dare a tuta la nostra economia. Sottolineo che nel mio discorso in quella Piazza ( che potete rivedere sulla pagina FB SITAV SILAVORO) c’è la VISION per la Torino di domani e di dopodomani. E siccome il coraggio di organizzare quella manifestazione c’è l’ho nel sangue vuol dire che quel sangue contiene anche l’energia per fare tutte le cose che servono a rilanciare economia e lavoro a Torino. La esperienza di tre anni e mezzo al Governo è una cosa importante che altri non hanno”.

 

Grazie Mino. Seguiremo gli eventi!

 

 

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Articolo pubblicato il 10/11/2020