Regione Piemonte, Si allunga il tempo di raddoppio dei contagi. Misure restrittive in arrivo per il weekend
Vittoria Poggio

Per pazienti Covid positivi, asintomatici e paucisintomatici, sono disponibili 2.271 camere negli alberghi del Piemonte

Dalle ultime rilevazioni risulta che si allunga il tempo di raddoppio dei contagi da Coronavirus in Piemonte. Se lo scorso 20 ottobre era del 6.4 giorni, martedì, cioè tre settimane dopo, era di 8.9 giorni Rallenta dunque la velocità di diffusione del virus, dato che viene valutato in modo positivo dei tecnici dell'Unità di crisi regionale, che il governatore Alberto Cirio tornerà a riunire nel  pomeriggio per fare il punto sulla pandemia a una settimana dall'entrata in vigore delle misure previste per le zone rosse, come appunto il Piemonte. Non sono escluse nuove misure per il fine settimana, soprattutto per evitare gli assembramenti all'aperto.

L'obiettivo è quello di non vanificare i sacrifici di questi giorni che, report alla mano, stanno dando i primi risultati e contribuire in questo modo a ridurre la pressione sugli ospedali, che è ancora critica. In tale ambito, la Regione ha concluso un importante accordo con la Federalberghi.

Sono infatti 63 gli alberghi del Piemonte che ad oggi hanno risposto alla manifestazione di interesse pubblicata la scorsa settimana dall’Unità di crisi, per mettere a disposizione le proprie stanze per l’accoglienza di pazienti covid dimissibili dagli ospedali, ma ancora positivi e quindi impossibilitati a rientrare al proprio domicilio, e di pazienti covid asintomatici o paucisintomatici che non possono efficacemente essere isolati nel proprio nucleo famigliare. In tutto, le camere messe a disposizione sono 2.271, che possono accogliere uno o più pazienti, sulla base delle specifiche situazioni, così suddivise per provincia: 34 Alessandria; 20 Asti; 57 Biella; 61 Cuneo; 65 Novara; 1644 Torino; 90 Vercelli; 300 Vco.

In queste ore, le Aziende sanitarie stanno provvedendo a contrattualizzare le strutture ed altre se ne aggiungeranno nei prossimi giorni, visto che la procedura rimane aperta e che diverse aziende hanno già provveduto di propria iniziativa a individuare strutture idonee e a contrattualizzarle (come Asti ed Alessandria), per arrivare allo standard imposto dal Dirmei di acquisire 1 posto letto ogni 4.000 residenti.

All’interno degli alberghi, l’assistenza verrà assicurata da operatori che abbiano o stiano conseguendo una qualifica da oss, oppure abbiano un attestato di qualifica di assistente domiciliare, un diploma di tecnico dei servizi socio-sanitari, una laurea in educazione professionale, o persone che abbiano svolto per almeno sei mesi assistenza al domicilio di anziani non autosufficienti, figure per reclutare le quali la Regione ha anche aperto una nuova procedura di manifestazione d’interesse. Le eventuali necessità di cura verranno garantite da medici e infermieri delle Asl stesse.

“Con questa misura- dichiara l’assessore alla Sanità, Luigi Genesio Icardi -l’amministrazione regionale intende contribuire a fare in modo che il ricovero ospedaliero sia limitato ai soli casi in cui questo sia effettivamente necessario, al fine di mantenere la piena funzionalità dei servizi sanitari essenziali. Inoltre, si fornisce una risposta concreta a quelle persone, che, risultate positive al virus, abbiano bisogno di un luogo dove trascorrere la quarantena, per evitare di trasmetterlo ai famigliari”.

“Ancora una volta - commenta l’assessore regionale al Turismo, Vittoria Poggio - la collaborazione tra pubblico e privato si rende proficua ed indispensabile. Un ringraziamento a tutte le strutture ricettive che hanno partecipato, andando così ad aiutare quelle realtà assistenziali in difficoltà a causa del complesso momento storico che stiamo vivendo”.

 

 

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Articolo pubblicato il 13/11/2020