Covid Piemonte. Oggi diventa operativo l’Hotspot Allianz Stadium per i test rapidi. Raggiunta l’intesa sull’assistenza domiciliare

Icardi: “Mettiamo a sistema i processi di cura a casa”

Anche ieri si è allungato il tempo di raddoppio dei contagi da Coronavirus in Piemonte, ma l’attenzione e la messa in campo di soluzioni organizzative efficaci per ridurre l’impatto sulle strutture ospedaliere, deve intensificarsi.

 Ieri i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, sono stati 61, elevando il totale a 4.964 deceduti risultati positivi al virus. I  casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 117.312 (+5.258 rispetto a giovedì, di cui 2.113, il 40%, asintomatici). I ricoverati in terapia intensiva sono 353 (+5 rispetto a giovedì), mentre i ricoverati non in terapia intensiva sono 4.890 (+57 nelle ultime 24 ore).

 E’ una situazione che relega ancora il Piemonte nella zona rossa che, da domani si estenderà anche alla Toscana ed alla Campania. Intanto come annunciato nei giorni scorsi, si conferma che  da stamane è operativo, con orario 8-14 dal lunedì al sabato, l’hotspot Allianz Stadium per tamponi rapidi (naso-faringei) voluto dalla Regione Piemonte e realizzato in collaborazione con il Comune di Torino Juventus Football Club. Il progetto è stato realizzato dall’Unità di crisi della Regione e Arpa Piemonte con la collaborazione anche dell’Asl Città di Torino e del CSI Piemonte. Parte dell’area è stata messa a disposizione da GTT.

All’hotspot potranno accedere, esclusivamente con l’automobile, gli utenti prenotati dai medici di medicina generale sulla piattaforma sanitaria regionale. Non sarà possibile scendere dall’auto fino alla conclusione delle operazioni di test. Come precisa l’assessore Marnati, questo è il primo hotspot piemontese per tamponi rapidi e a breve ne arriveranno altri nella nostra regione.

I medici di medicina generale possono prenotare il tampone rapido per i propri assistiti. La Regione da agosto ha quadruplicato il numero dei tamponi molecolari processati al giorno, un numero che aumenterà ancora grazie agli hotspot che si allestiranno in Piemonte e a cui si aggiungeranno anche i test rapidi. I risultati dei test rapidi saranno consegnati agli utenti circa 15 minuti dopo l’esecuzione del test e saranno caricati sulla piattaforma sanitaria Covid regionale. 

In caso di positività al test rapido, direttamente presso l’hotspot, verrà eseguito il tampone molecolare per la conferma della positività e sarà sottoposto alle misure di isolamento previste dal protocollo sanitario.

Nella prima settimana di collaudo saranno eseguiti circa 120 test rapidi al giorno per arrivare a regime, dal 23 novembre, a circa 500 test rapidi al giorno, con una ulteriore implementazione a step che ne incrementerà al massimo la potenzialità.

L’altra misura che da più parti veniva invocata, riguardava l’assistenza domiciliare ai malati di Covir-19, da inserire nei processi di cura. Un verbale d’intesa su ulteriori misure di contenimento covid 19 e indicazioni operative sull’assistenza territoriale a livello domiciliare è stato approvato ieri pomeriggio tra la Regione Piemonte, la Direzione Sanità e Welfare, il Dipartimento interaziendale regionale malattie ed emergenze infettive (Dirmei), l’Unità di crisi covid-19 regionale, la Prefettura di Torino (anche per le altre prefetture del Piemonte), le Aziende sanitarie locali, le Organizzazioni sindacali medici di  medicina generale e pediatra libera scelta e gli Ordini professionali.

“Potenziamo e mettiamo a sistema i processi di cura domiciliare che abbiamo via via implementato dalla scorsa primavera ad oggi – dichiara l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi -, con l’obiettivo di evitare che la situazione dei ricoveri delle persone che possono essere curate a domicilio, cosi come delle degenze prolungate oltre l'effettiva necessità clinica, determini una consistente occupazione di posti letto e l’impossibilità di erogare assistenza a chi versa in condizioni più gravi e con altre patologie di maggiore complessità. Sono grato ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e agli altri livelli professionali e istituzionali che hanno responsabilmente collaborato alla stesura dell’accordo per assicurare modalità di assistenza condivise e replicabili su tutto il territorio regionale”.

Nello specifico, l’accordo recepisce il protocollo di cure domiciliari che già esisteva, aggiornato, potenziato e ora sottoscritto da tutti gli attori istituzionali coinvolti nella presa in carico dei pazienti covid a domicilio, tra Unità speciali di continuità assistenziale, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, riportando in dettaglio organizzazione, personale, sedi e dotazioni, tipologia di interventi per gestione dei pazienti covid a domicilio, compiti del medico Usca, interazione tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, Usca e farmacie, oltre che gli aspetti specifici dell’integrazione tra territorio e ospedale (Pronto soccorso, Radiologie, consulenze specifiche…).

Entrando nel merito dell’intesa, la Regione Piemonte implementa la struttura dell’Unità di crisi Covid-19 con un’area riferita alla Medicina territoriale, alla domiciliarità e ai rapporti con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, impegnandosi ad aggiornare e monitorare il protocollo delle cure domiciliari, ad attivare uno specifico gruppo di lavoro tra i firmatari dell’intesa per dare piena attuazione alla funzionalità della piattaforma regionale Covid-19 e per monitorare le procedure di acquisizione di personale nell’ambito dell’area dell’assistenza primaria.

La Prefettura di Torino assicura il raccordo con le competenti Autorità regionali in materia sanitaria e di Protezione Civile ed effettua il coordinamento con le altre Prefetture della Regione anche al fine di monitorare le situazioni a livello territoriale e domiciliare in ordine all’emergenza epidemiologica in atto.

Per ogni Azienda sanitaria locale e per ogni Distretto sono individuate le specifiche figure di riferimento per i medici di medicina generale e per i pediatri di libera scelta. Gli Ordini professionali e le Organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta si impegnano a sensibilizzare i colleghi ad attuare quanto previsto dall’intesa, collaborando altresì attivamente alla diffusione e al monitoraggio dell’implementazione del Protocollo ad ogni livello.

Il primo incontro di verifica e monitoraggio dell’accordo è previsto tra dieci giorni, con il vivo augurio che qualche personalismo deleterio, non inceppi o rallenti l’iter di questo provvedimento, assolutamente necessario ed opportuno.

 

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Articolo pubblicato il 14/11/2020