L'EDITORIALE DELLA DOMENICA DI CIVICO20NEWS - Massimo Calleri: "Cui prodest?"

Senza strateghi si è condannati a perdere

Prendo spunto dalla locuzione pronunciata da Lucio Cassio Longino Ravilla per ricordare come Medea, nella tragedia di Seneca che porta il suo nome, la ampliò affermando "cui prodest scelus, is fecit", il che equivale a dire "colui al quale il crimine porta vantaggi, egli l'ha compiuto".

Nella trasposizione contemporanea mi chiedo a chi possa giovare, nel “colorato balletto delle Regioni”, la continua incertezza governativa in cui vive il popolo italiano dall’avvento dell’era Covid.

Resto pertanto basito dinnanzi all’alternanza quotidiana che vive gli stati d’animo di chi non sa decidere e cerca semplicemente di interpretare, giorno per giorno, il male comune danneggiando, in effetti, tutto il popolo con uno stillicidio di provvedimenti che non hanno finora prodotto gli effetti desiderati.

Nello stesso tempo, però, promette a dritta e a manca quel sostegno economico che dovrebbe, a parer suo, consentire la sopravvivenza mentre si risolve in ulteriore disappunto per la sua insufficiente consistenza che si è risolta in molti, anzi troppi casi in una presa in giro per chi ha avuto la “fortuna” di usufruirne mentre la maggior parte della gente lo aspetta ormai da mesi.

Palliativi, in pratica, che dimostrano l’impreparazione ed inefficienza di chi non sa mettere da parte un ostentato e costante protagonismo per dare ascolto a chi, con ogni probabilità, può collaborare nella scelta decisionale trovando la soluzione, anche dolorosa, che godrebbe tuttavia del riscontro generale, anche di chi oggi è soggetto a repentine e devastanti improvvisazioni.

La situazione è grave, nessuno lo può negare, ma non la si può incrementare favorendo ora l’uno ora l’altro soggetto quasi per volersi giustificare, bensì occorre mettere in campo le strategie che fanno vincere la guerra e non semplicemente una battaglia.

Ma la storia insegna che senza strateghi si è condannati a perdere ed è ciò che sta accadendo in maniera esponenziale su tutto il territorio con gli ospedali giunti alla saturazione e falcidiati dal virus che sta decimando anche il personale, medici ed infermieri.

A nulla serve il continuo scaricabarile fra le varie istituzioni, locali o centrali, ricordando gli errori commessi nel passato più o meno recente.

Per cui, novello Cyrano de Bergerac, al fin della licenza io tocco” con l’invito a Giuseppi ed ai suoi “collaboratori” a mettersi da parte lasciando il campo a chi può ridare al popolo la volontà di continuare.

  

      

      Civico20News    

Il Direttore Responsabile                                   

      Massimo Calleri     

 

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 15/11/2020