Sanremo (IM) - Lettera aperta di Giuliana Tofani Rossi al Dott. Visco Governatore della Banca d'Italia

I reali motivi per cui L’INPS si trova ora in stato comatoso

La nostra preziosa ed affezionata lettrice ci invia questa assai attenta disamina sul tema contributivo e sugli "attacchi trasversali" subiti dall'INPS per effetto di che, nell'arco dei tempi, ha impoverito uno dei pochi Enti funzionanti per l'assistenza ai cittadini al termine della vita lavorativa. E Civico20News, come consuetudine, dà spazio ai lettori pubblicando un documento che, a parer nostro, va letto attentamente e con spirito critico costruttivo per non innescare semplicemente un dedalo di polemiche bensì per indurre alla meditazione coloro che hanno in mano la sorte del quieto vivere di un popolo che la pandemìa ha portato allo stremo delle forze.

 

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Dott. Ignazio Visco,

 

in occasione dell’incontro Deutsche Bank e Università Bocconi sul tema "Gli Stati Generali delle Pensioni", Lei ha sostenuto che  la pandemia peggiora i problemi  e  che,  se non si interviene   sul sistema della spesa,  fra qualche anno non ci saranno più soldi per pagare le pensioni. Giusto, ma come rimediare? Lei, Dott. Visco asserisce che bisognerebbe  tagliare gli assegni,  non solo di chi dovrà andare in pensione, ma  anche   dei pensionati con pensione calcolata   col sistema retributivo. Cioè a chi è in pensione da 10 o 20 anni,  si dovrebbe ricalcolare la pensione col sistema contributivo. Così, gli assegni pensionistici in essere saranno pesantemente tagliati,  e l'INPS avrà un notevole risparmio.

Dott. Visco, perché non ricalcolare la pensione anche ai defunti e chiedere agli eredi la restituzione di quanto percepito in più?

 

Con tutto il rispetto dovuto al Governatore della Banca d'Italia, mi chiedo se Lei conosce i reali motivi per cui  L’INPS si trova ora in stato comatoso.

Nel 1933,  L'ISTITUTO NAZIONALE FASCISTA DELLA PREVIDENZA SOCIALE, nacque sotto la giurisdizione dello Stato perché, lo Stato concorreva alla costituzione delle pensioni. Inoltre pagava metà' di quelle  dei superstiti dell'assicurato premorto,  e si faceva carico di altre spese.

Dott. Visco Lei non può ignorare che all'epoca , i contributi previdenziali dei lavoratori dipendenti erano inferiori al 10 per cento dello stipendio lordo e che,   per il diritto al pensionamento,  bastavano meno di 10 anni di contributi.

Lei non può ignorare che attualmente, in Italia, anche se furbescamente non viene indicato nella busta paga, l’importo dei contributi  rappresenta, mediamente, il 33 per cento dello stipendio lordo e che,  per il  diritto alla pensione,  ci vogliono almeno 20 anni di contributi.  Molte donne, con  17 o 18 anni di versamenti,   per non perdere tutto, hanno dovuto sborsare ingenti somme  per   salatissimi contributi volontari.  

Dott. Visco esiste un altro  paese al mondo in cui è obbligatorio versare  il 33 per centro dello stipendio lordo e,  se non si hanno almeno venti (20)anni di contribuzione si perde ogni diritto?

Ecco, secondo me,  quali sono  le principali  cause che hanno portato l'INPS allo sfascio:

 

1)  Con  la legge 242 del 1974, meglio conosciuta come legge MOSCA, dal nome del suo ideatore, il sindacalista della CGIL Giovanni Mosca, sono andati in pensione circa 40.000 lavoratori, senza che i propri datori di lavoro, cioè partiti politici, sindacati, istituti di patronato, abbiano mai versato all’INPS i contributi previdenziali.

Dopo la legge Mosca,  sono state emanate   altre leggi che trasformano i contributi  previdenziali dei poveri e ignari lavoratori italiani  in “contributi figurativi" di chi è in aspettativa per cariche sindacali o per cariche elettive. In pratica, a domanda, viene garantita sullo stipendio lordo, (che è piuttosto alto)  la copertura contributiva utile:

a) per il diritto alla pensione

b) per l’aumento della stessa

 

Non so per Lei Dott. Visco, ma per me trafugare i contributi dei lavoratori, cioè la quota  dello stipendio che, per legge, viene accantonata per maturare la pensione, sembra un reato da corte marziale. Da notare che in altre nazioni, ad esempio negli USA, il lavoratore può scegliere di rinunciare alla pensione e avere in busta paga  lo stipendio lordo intero.  E' grave anche che la TV di Stato, pagata da noi, non informi  sul questo furto perpetrato sotto apparenze legali dei contributi figurativi. Soltanto giornali on line hanno il coraggio di pubblicare queste notizie.

 

2)Nella  “repubblica democratica fondata sul lavoro”, in   base  al  comma 41 dell'art. 1 della legge 335/1995,  le pensioni di reversibilità sono  soggette a tagli fino al 50 per cento, qualora il reddito del percettore superi,  anche di un solo euro,  i limiti  stabiliti dalla tabella F allegata alla legge suddetta. Il risultato è che i titolari di pensione di reversibilità spesso  sono costretti a restituire all'INPS anche  somme ingenti (10000/20000 euro).

Per contro,  se da una parte sono state falcidiate le pensioni  dei lavoratori italiani, i parenti dei lavoratori stranieri beneficiano della pensione sociale, con la quale possono vivere agiatamente nei loro paesi dove il costo della vita è bassissimo.

 

3) L’INPS è alimentata con i contributi previdenziali dei lavoratori e dovrebbe occuparsi unicamente di previdenza, invece deve supportare tutto il carico delle innumerevoli pensioni assistenziali, “compreso il reddito di cittadinanza”. Anzi, addirittura è  l’INPS che  paga i Patronati  che ricevono le domande relative all’assistenza.

 

4) Quando l’Italia era un Regno,  l'Istituto   aveva un prestigioso e redditizio patrimonio immobiliare. Da Mario Giordano, apprendo che attualmente l’INPS non amministra più autonomamente gli immobili di proprietà. Dal 2002, il controllo è stato affidato alla ROMEO Gestioni Spa. Il risultato è che, dei circa 30.000 immobili acquistati con i soldi dei lavoratori, 18.580 sono vuoti e, addirittura, dall’ultimo bilancio risulta una perdita di 67 milioni di euro.

 

Con il Regno dei Savoia è nata l'Italia unita. Dal referendum costituzionale è nata  la Repubblica democratica  fondata sul lavoro. Passo dopo passo, esaminando anche soltanto come viene gestita l'INPS, è innegabile che l'Italia  si è trasformata in una repubblica corrotta, come  le "repubbliche delle banane".

L'art. 69 della Costituzione repubblicana prevede che i parlamentari abbiano una indennità. Fregandosene altamente del contenuto della Costituzione, sulla base di regolamenti interni, che non sono leggi e non hanno valore di legge, vengono elargite agli ex parlamentari, ricche pensioni, dette VITALIZI. Sembra che anche l'ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano goda del vitalizio.

 

La Costituzione repubblicana ha attribuito il potere legislativo al Parlamento, il potere esecutivo al Governo e il potere giudiziario alla Magistratura.

Approfittando della pandemia, l'attuale Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte,  emana DPCM, cioè atti amministrativi, e li fa pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale, come se fossero leggi.

Tutti i riferimenti costituzionali sono saltati, siamo al caos,  molti che hanno giurato di rispettare la Costituzione e le altre leggi dello Stato, le hanno violate.   

 

Per riprendere il potere che la Costituzione ci ha dato, a NOI che siamo il popolo, non ci resta che fare la rivoluzione. Una rivoluzione senza spargimento di sangue, beninteso!!. Una rivoluzione moderna fatta utilizzando facebook, instagram ecc.. 

 

Lei, Dott. Visco, Governatore della Banca d'Italia, che cosa ne pensa? 

 

Giuliana Tofani Rossi

anni 78 pensionata 

Sanremo (IM)

 

 

    

 

 

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Articolo pubblicato il 16/11/2020