Lo sterminio della Famiglia Reale del Laos (1977-1980)

Il nuovo saggio di Giulio Vignoli (di Aldo A. Mola)

“Ab uno disce omnes...”. A poca distanza dai saggi sull'olocausto sconosciuto degli italiani in Crimea e del corposo volume Repubblica italiana. Dai brogli e dal colpo di Stato del 1946 ai giorni nostri, sempre per le Edizioni Settimo Sigillo lo storico Giulio Vignoli, già docente di Diritto internazionale all'Università di Genova, avvocato e Componente Emerito della Consulta dei Senatori del Regno, pubblica un nuovo libro-denuncia su “un crimine comunista”. Frutto di un viaggio in Laos “a occhi aperti” e dello studio di rarissime opere (mai tradotte in Italia), il libro documenta lo sterminio della Famiglia Reale del Laos, chiusa in un “campo di rieducazione” e condannata a morire di stenti e di fame.

Il Laos, ricorda Vignoli nella Premessa, è tuttora una repubblica comunista totalitaria, o meglio una tirannide militare di “comunisti duri e puri”, come tanti ancora sono anche nell' “Occidente”, sotto mentite spoglie buoniste. Ma è anche un Paese visitato da turisti, attratti dalla bellezza dei suoi paesaggi, dalla sua storia millenaria e dai suoi suggestivi monumenti, incluso il Palazzo Reale a Luang Prabang. Lì, per illudere l'ignaro visitatore, ogni stanza trabocca di fotografie dell'ultimo Re, Savang Vatthanà, della Regina e del Principe ereditario, ma nulla vi si legge né si dice della loro tragica sorte.

Giunti al potere con un colpo di Stato i comunisti deportarono la Famiglia Reale nel campo “rieducativo” numero 1, destinato a militari e a funzionari del regno. Vi giunse il 24 novembre 1977. Il sovrano fu condannato ai lavori forzati. Morì di senti dopo tre anni di fatiche, come il Principe ereditario. Due anni dopo fu la volta della Regina, già operaia in una distilleria. Identica amara sorte toccò a tutti i componenti della Famiglia Reale.

Nell'ampia rassegna fotografica Vignoli pubblica la rarissima immagine dei sovrani in prigionia, probabilmente a Vengxai nel 1977 (riprodotta nella copertina del libro).

La tragica vicenda della Famiglia Reale del Laos richiama alla memoria lo sterminio dei Sovrani attuato sistematicamente dai regimi comunisti, a cominciare da quella di Nicola II, zar di Russia: una scia di sangue che ha la sua anticipazione negli attentati anarchici dell'Ottocento, che una certa storiografa anche nostrana celebra quali coraggiosi tirannicidii.

Il nuovo saggio di Vignoli, molto apprezzato dallo storico e collega Luciano Garibaldi, è un ulteriore contributo della meritoria battaglia culturale e civile condotta dal suo Autore “per non dimenticare” e per mettere in guardia dalle sirene del totalitarismo rosso, non meno disumano e criminale di quello “nero”.

Aldo A. Mola

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Articolo pubblicato il 18/11/2020