Imago. Il tesoro dei templari

Il nuovo romanzo di Silvano Nuvolone ci porta in una lettura avvincente, permeata di luoghi del vercellese e di altri di alta valenza storico-culturale

Imago. Il tesoro dei templari” è il nuovo romanzo di Silvano Nuvolone uscito per i tipi di Baima, Ronchetti & C. di Castellamonte lo scorso mese di maggio.

Nuvolone ci porta abilmente in una lettura avvincente e convincente, permeata anche di luoghi prossimi del vicino vercellese e di altri luoghi noti di alta valenza storico-culturale che diventano i cardini del suo romanzo, stagliandosi sullo sfondo torbido e tragico della guerra e dell’occupazione tra il 1943 e il 1945.

Una storia che prende il via dal “cuore del Male” riunito al castello di Wewelsburg nell’estate del 1943. Si tratta del “Forschunsgemeinschaft Deutsche Ahnenerbe” quella “Società dell’eredità ancestrale” fondata nel 1935 da Himmler e altri nazisti studiosi alla ricerca della superiorità ario-germanica.

Ombre che nella realtà storica erano scese in Italia e nel 1939 avevano studiato la civiltà della Val Camonica. Il romanzo si evolve a stretto giro di valzer: siamo ad Aigues Mortes nel 1289 tra Cavalieri del Tempio, poi a San Giovanni d’Acri. Intorno a Livorno Ferraris nel medioevo e ancora nella guerra di Liberazione, si aggirano personaggi ben tratteggiati che animano la chiesa di Santa Maria Ysena e il percorso terreno di Jean Baptiste Miolans. 

Poi ancora l’Ahnenerbe a caccia della reliquia dell’Imago charitatis, un “giocattolo per il Führer”.

Un primo epilogo della vicenda è rappresentato da un volo speciale da Lonate Pozzolo di un ricognitore Fieseler Fi 156 “Storch”, cicogna che non arriverà mai a Berlino.

La seconda parte del romanzo è ambientata dapprima negli USA tra studenti di storia in procinto di arrivare in Italia. I giovani intelligenti di oggi scioglieranno l’arcano prima del bell’epilogo intitolato “Castello di Miolans, Francia. Giorni nostri.”

Silvano Nuvolone è nato a Chivasso e risiede a Cavagnolo ove esercita la professione di farmacista.

Poeta e scrittore, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Gocce d’inchiostro”, nel 1990 e l’anno dopo, una raccolta di racconti, “Incontri sul Fiume”.

Esordisce in prosa nel 1998, con il romanzo “La pianura di nebbia” per l’editore Lighea.

Con i tipi dell’editrice Piemonte in Bancarella, ha pubblicato nel 2002 il romanzo dolciniano “I fuochi del tempo oscuro”, e due anni dopo, il romanzo “Il cammino di Antares”, dove si narra dell’epopea dei Longobardi in Italia, con particolare riferimento al Piemonte.

Nel 2007, con l’editrice Baima Ronchetti per la collana “Biblioteca degli scrittori piemontesi” diretta da Giancarlo Sandretto e Mauro Baima Besquet, pubblica il romanzo “La stagione della neve”, delicato affresco, poetico e storico, ambientato nel Piemonte del 1491, fra le terre di Ivrea e le valli Orco e Soana.

Del 2008 è la silloge poetica “Figli incontrati”, Primo premio al concorso nazionale di poesia e narrativa Città di San Gillio, 2008. Nel 2010 sempre con Baima Ronchetti & C. ha pubblicato “Il dono dell’acqua”, poi “Vite silenziose. Storie di gente intorno al Po” nel 2012 e "La danza del girifalco" nel 2015.

Fra i numerosi riconoscimenti si ricordano i primi premi ai concorsi Maria Cumani Quasimodo - Milano 1995, Ravasenga - Casale Monferrato 1977, Genova poesia 2000, Biennale di Poesia Palazzo Grosso - Riva di Chieri 2003, Premio Ettore Ottaviano per la narrativa 2008, Primo premio assoluto S. Domenichino Città di Massa 2008.

“Imago. Il tesoro dei templari”, 263 pagine, 15 €.

Fabrizio Dassano

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Articolo pubblicato il 23/11/2020