Torino, la sindaca Chiara Appendino a processo per i fatti di piazza San Carlo

Il Pubblico Ministero chiede un anno e otto mesi per la sindaca

E’ una ferita che ancor pesa per la leggerezza con la quale la civica amministrazione ha affrontato un grande evento. Il 3 giugno 2017, in piazza San Carlo a Torino era stato allestito un maxi-schermo per la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid.

Quella che doveva essere una notte di festa si è trasformata in tragedia quando alcuni giovani di origine magrebina, giò condannati con pene variabili dai 3 ai 10 anni di reclusione, spruzzarono spray al peperoncino tra la folla allo scopo di creare scompiglio e rapinare le persone presenti.

In pochi minuti la piazza, nella quale erano presenti più di 30.000 persone, si sarebbe trasformata in una trappola mortale. Il bilancio finale sarebbe stato di 2 vittime e 1.600 feriti. Dopo lunghi accertamenti, anche la sindaca Appendino è a processo ed  ha scelto la formula del rito abbreviato. Le accuse a suo carico sono quelle di omicidio, lesioni e disastro colposi.

Il Pm, nell’udienza di ieri, 20 novembre 2020, ha chiesto per la Appendino una condanna ad un anno e otto mesi, incluso lo sconto di pena previsto per il processo con la formula del rito abbreviato.

Secondo l’accusa, Chiara Appendino avrebbe dovuto annullare la manifestazione in quanto non sarebbe stato possibile garantire le condizioni di sicurezza all’interno della piazza.

Inoltre non sarebbe stato acquisito il parere della Commissione provinciale di vigilanza, che avrebbe dovuto controllare e verificare le condizioni di sicurezza. Inoltre la sindaca di Torino non ha firmato alcuna ordinanza per vietare la vendita di bottiglie di vetro nella piazza. Proprio i cocci delle bottiglie avrebbero ferito anche gravemente centinaia di persone in fuga.

Tra gli altri imputati a processo, hanno scelto la formula del rito abbreviato anche Angelo Sanna, ex questore di Torino, Maurizio Montagnese, presidente di Turismo Torino, Paolo Giordana ed Enrico Bartoletti, architetto che si occupò dell’allestimento della piazza.

Il pm ha chiesto 3 anni e 6 mesi per Enrico Bertoletti, un professionista che si occupo di un progetto per conto degli organizzatori della serata; un anno e sette mesi per Maurizio Montagnese, responsabile dell'agenzia turismo Torino; un anno e otto mesi per l'allora questore Angelo Sanna; 2 anni per l'ex capo di gabinetto del comune, Paolo Giordana. La prossima udienza si terrà al 25 novembre, mentre la sentenza slitta a gennaio del prossimo anno.

 

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Articolo pubblicato il 21/11/2020