Torino. Contro il declino e città per le donne: due sfide al futuro sindaco della città
Antonella Parigi

In questa settimana la maratona delle idee, con il programma di Giachino ed il manifesto che ha come prima firmataria Antonella Parigi

E’ probabile che, in previsione della terza ondata della pandemia, anche la tornata delle elezioni amministrative della prossima primavera, potrà ottenere un rinvio. Così i torinesi, oltre a subire l’onta della giunta Appendino sempre più concentrata in iniziative controproducenti e costose, attenderanno ancora lumi sulle alternative che la partitocrazia tarda a presentare al cospetto degli elettori.

E’ uno spettacolo deprimente e deludente quello che i due principali schieramenti stanno, da mesi, riservando ai torinesi. Cosa ci è toccato assistere in questi mesi? Oltre al proseguo di anni di malgoverno, la crisi economica dovuta alla pandemia ha ancora più fiaccato le iniziative imprenditoriali, commerciali e turistico-culturali della città. La lotta intestina tra i caporioni del centro sinistra, è volta principalmente a sistemare le diatribe correntizie, mortificare le personalità all’interno del PD, che con esperienza amministrativa e professionalità, potrebbero proporsi alla sindacatura, a vantaggio di due fantomatici candidati civici, sconosciuti ai più e alieni nel mettersi in competitività, passando dalle ormai consolidate primarie.

Non si parla di programmi salutari per la città e auspicati dai cittadini, ma di dosaggi correntizi. Poi c’è il nulla, con la solita sciarada sull’ambiente, lo sviluppo(ma quale!) e botte da orbi tra chi e per chi, all’interno del PD, avrebbe  voce per esprimere posizioni e candidature.

Non va meglio nel centro destra. Il conforto tra i partiti per far emergere il candidato sindaco che potrebbe riscontrare il maggior appeal, è di natura muscolare e forse rinviato ad un lontano nel tempo, tavolo romano. Intanto impazza il nome di un imprenditore, peraltro poco conosciuto dalla maggior parte dei votanti, che dovrebbe essere investito dalla candidatura, ovviamente dall’alto, tralasciando di ricordare che costui,  per ricoprire una carica pubblica di terz’ordine, riportando modesti risultati, si è trastullato, negli anni, con disinvoltura, tra destra e sinistra. Anche qui, non si tengono neppure in considerazione candidati interni ai partiti di riferimento, dotati di carisma e capacità già riscontrate nell’attività amministrativa  e parlamentare. Di programmi neppure l’ombra.

L’aspetto preoccupante di questo quadro sconfortante, risiede nella mancata considerazione dei voto critico e consapevole dei cittadini. I reggitori dei due schieramenti sono convinti che sarebbe sufficiente calare dall’alto uno pseudo demiurgo che, senza aver partecipato neppure alla competizione di consigliere di circoscrizione, pretenda di ottenere l’avallo elettorale, così a scatola chiusa. Ma costoro si rendono conto in qual  infimo livello è caduta la nostra città? Questo significa non rispettare il cittadino e non possedere i requisiti basilari per comportarsi e disquisire in un contrasto democratico.

Per converso, al di fuori dei paludati politicanti, sul campo qualcosa di muove. Il mese scorso si è presentato all’opinione pubblica il già collaudato Mino Giachino con la  lista “SITAV, SI Lavoro per Torino”. In pratica si tratta della trasposizione, con maggior portata, a livello comunale dei due cavalli di battaglia dell’azione pluriennale di Mino Giachino, ossia l’impegno per le infrastrutture e per creare occasioni effettive e stabili di  lavoro, dopo i disastri perpetrati a Torino, dalle giunte degli ultimi vent’anni.

Qualcuno, all’inizio ha pure ironizzato sul fatto che l’ideatore di una lista civica, in solitaria, potesse competere con i partitoni romani.

In effetti alla luce dell’indecoroso spettacolo che destra e sinistra continuano a proporci, sono oggi in molti ad apprezzare la coerenza di colui che si mette in gioco e lancia una sfida. Un sfida non certo solo nominale, perché nel programma di Mino Giachino che l’ABC dell’inversione della tendenza al declino, alla deindustrializzazione e alla politica vacua delle isole pedonali, dei pattini ed il disco rotto di un turismo privo di  contenuti e linee direttrici dinamiche e di spessore.

Intanto Torino continua a perdere punti e nel contempo si demonizza l’industria dell’auto ed il manifatturiero in genere . Situazione che sarà analizzata, da Mino Giachino con Augusto GRANDI, giornalista e scrittore, giovedì 26 novembre alle 17,50 su ZOOM, con il tema “Sistema Torino”, calato a  “Sottosistema Torino”

Sempre sul filone di chi si muove e non attende ulteriori prese per i fondelli da parte di destra e sinistra, sta partendo il confronto su ”Torino città per le donne, a misura di donna e vista con gli occhi delle donne”.

E’ la sfida lanciata da un gruppo di donne, capitanate dalla ex assessore regionale Antonella Parigi, per il nuovo sindaco della capitale piemontese. “Le donne rappresentano una risorsa fondamentale per una politica che abbia come obiettivo un totale cambiamento dell’approccio. È il tempo di una profonda mutazione: favorire l’inclusione, l’attenzione al prossimo e al nostro pianeta, porre al centro il benessere dell’essere umano e di pensare alle future generazioni” si legge nel manifesto diffuso sabato scoro.

“È il tempo di abbandonare una politica predatoria, aggressiva e muscolare per abbracciare la cura, l’attenzione e la gentilezza. È il tempo di una città sana, pulita, non inquinata, verde, sicura, rispettosa delle differenze e attenta ai bisogni delle sue cittadine e dei suoi cittadini. È il tempo delle donne, pensando al beneficio di tutte e tutti, di qualsiasi età, identità di genere, scelte di vita, appartenenza etnica e religiosa. È il tempo delle donne, è il tempo che Torino diventi una città pensata “per le donne”, come laboratorio per un mondo inclusivo e sostenibile” prosegue il documento.

Sabato 28 novembre dalle 10 alle 17.30, il gruppo lancia la MARATONA DELLE IDEE, l’evento online attraverso il quale verrà presentata ufficialmente la piattaforma Torino per le Donne. Otto i concetti sui quali si concentrano i lavori: lavorare, abitare, decidere, educare, amministrate, convivere, curare e promuovere benessere, “con l’obiettivo di ascoltare problemi e proposte e inaugurare un lungo lavoro collettivo per l’elaborazione di un programma per la città con un punto di vista di genere” spiegano le organizzatrici. Alla maratona parteciperanno oltre 200 tra imprenditrici, esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo, giornaliste e molto altro.

Ormai gli steccati ideologici sono accantonati e due sole  iniziative coinvolgenti e concrete, in autonomia dal gregge, si presentano, per il momento, agli elettori, basate sul “Fare”. Mino Giachino, ha una storia politica alle spalle caratterizzata anche con l’appartenenza, quale sottosegretario di Stato, ai Governi Berlusconi. Nell’impegno per la Tav, le infrastrutture e contro le decadenza  del Piemonte e di Torino, ha basato la sua azione, su elementi concreti ed oggi espone un programma capillare e fattibile.

Antonella Parigi ha ricoperto il ruolo di Assessore al Turismo ed alla Cultura nella giunta Regionale del presidente Sergio Chiamparino. In questa contesa ci presenta un programma fattivo, aperto e verificabile.

Poi, vinca il migliore, ma entrambi si presentano al di fuori della barbarie dei bilancini e delle carriere fabbricate a tavolino, che prescindono dalle esigenze del cittadino ed il molti casi, purtroppo, sono composte dal nulla che cerca di avanzare.

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Articolo pubblicato il 24/11/2020