il virus covid 19 e la difficile battaglia per neutralizzarlo

Il vaccino anti influenzale di difficile reperimento in questi giorni, deve essere adattato ogni anno per far si che possa  affrontare i vari ceppi mutanti del virus, responsabile della fastidiosa infezione. Per questo motivo, al pari del vaccino antiinfluenzale,  il successo del vaccino anti Covid prossimo venturo, dipenderà dal comportamento del ceppo virale che ormai, pur se ben conosciuto, potrebbe essere in grado al pari del virus della influenza comune, di ingannare l'organismo con frequenti mutazioni, annullando di fatto l'efficacia del vaccino usato per la cura.

Un virus, di fronte ad un vaccino iniettato per combatterlo con il compito di eliminarlo, può divenire molto abile a modificare le proprie caratteristiche strutturali, in modo da opporsi all'azione del farmaco mantenendo pressoché intatta la propria capacità di attacco con il conseguente perpetrarsi del danno al fisico in cui si è annidato.

Il corpo umano possiede notevoli difese per proteggersi dall'invasione di agenti patogeni che costituiscono la causa delle  infezionì, ma queste possono essere sopraffatte nel caso di un attacco da parte di elementi estranei all'organismo  particolarmente insidiosi. Nel sangue, oltre ai globuli rossi deputati al trasporto dell'ossigeno in ogni distretto del corpo, vi sono i globuli bianchi costituiti da elementi che presentano caratteristiche diverse;  fra questi si trovano i macrofagi che hanno il compito di ripulire l'organismo dai detriti di cellule morte e possono orientarsi verso elementi estranei come i virus, attaccandoli, e lasciando alcuni residui definiti  antigeni, di cui l'organismo riconosce la pericolosità e li attacca per eliminarli.

Semplificando si può affermare che le squadre di difesa deputate all'attacco di un elemento potenzialmente invasore,  sono costituite dai linfociti B e T  il cui compito è quello di attaccare le cellule infettate e produrre anticorpi in modo tale che, una volta superata l'infezione, l'organismo ricordi le caratteristiche del'ospite indesiderato che ha avuto l'ardire di introdursi nell'organismo. L'organismo memorizzerà i dati dell'ospite indesiderato  e sarà pronto a scatenare la difesa, nel momento in cui questi dovesse introdursi nuovamente.

Il problema è che di norma  sono necessarie  alcune settimane perché il corpo produca i linfociti T e i linfociti B dopo la vaccinazione ed è così  possibile che una persona possa essere infettata dal virus che causa COVID-19 poco prima o poco dopo la vaccinazione, potendo sviluppare la malattia perché il vaccino non ha avuto abbastanza tempo per fornire protezione. Inoltre in ogni paziente il farmaco potrebbe funzionare per un periodo limitato e la causa sarebbe imputabile al fatto che il virus riesce a sviluppare una resistenza al farmaco, mutando spontaneamente in modo da non essere riconosciuto subito dalle difese dell'organismo.

L'immunità dell'organismo è infatti garantita quando gli anticorpi si legano alle molecole sulla superficie del virus. Se le mutazioni in quelle molecole sulla superficie del virus mutano acquisendo caratteristiche differenti, gli anticorpi non possono agganciarsi a  queste  in modo efficace. Il virus riesce in questo modo a  sfuggire alla cattura ed è in grado di riprodursi causando i danni che, purtroppo, in questo periodo sono sotto gli occhi di tutti.

E' questa la causa che porta ad un aggiornamento annuale del vaccino antiinfluenzale: individuato infatti il ceppo che causa la malattia, è possibile studiare una difesa efficace contro le caratteristiche del virus in questione.

Se questo processo si presenterà anche con il virus del Covid 19, vi sarebbe la necessità di un aggiornamento frequente di tale farmaco, la qual cosa permetterebbe comunque di poter disporre di efficaci difese capaci di alleviare in maniera significativa i disagi che attualmente stanno rallentando la nostra vita.

E' questo il motivo dell'impegno frenetico delle case farmaceutiche alla rincorsa di un vaccino, ormai già realizzato e pronto per essere immesso nei circuiti sanitari. Non bisogna comunque dimenticare che, fino a quando non disporremo di un'arma sicura e di comprovata efficacia, non bisognerà abbassare la guardia nei confronti di quanto fino ad ora ci è stato indicato, ovvero il distanziamento sociale, il lavaggio frequente delle mani e l'uso della mascherina, armi altrettanto efficaci che, insieme al vaccino,  consentiranno di eliminare il pericolo  della diffusione della malattia e la ripresa di una vita  normale che, come tutti ci auguriamo, possa avvenire il più rapidamente possibile anche se siamo coscienti che  i tempi non saranno brevi.

 

 

 

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Articolo pubblicato il 01/12/2020