Il senso della vita è concreto come tutti gli altri sensi ...

... e aggiunge nuove prospettive alla visione dei fatti della vita.

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Parte prima del decimo incontro dei dialoghi sul senso della vita tenutosi nel pomeriggio del giorno 15 novembre 2013 presso la biblioteca di San Raffaele Cimena (To) sede dell’UNITRE locale.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Buongiorno a tutte/i.

Come ho avuto modo di capire qualcuno di voi ha già preso visione degli opuscoli riguardanti gli incontri dello scorso anno; questo ci aiuterà a ricordare alcuni punti trattati che ci serviranno per meglio comprendere quanto seguirà. Non si preoccupino coloro che non lo hanno potuto fare; tali punti verranno ripresi più volte per necessità di esposizione.

 

Sono poche le informazioni che servono veramente, anche se queste informazioni relative alla nostra vita, di cui sono permeate tutte le nostre esperienze, interagendo con ogni cosa formano una complessa rete di possibilità reali.

 

All’inizio dello scorso incontro ho evidenziato come il senso della vita sia un vero e proprio senso come tutti gli altri, cioè non un concetto astratto ma un vero senso operativamente praticabile ed utilizzabile in ogni istante della nostra quotidianità.

 

Il fatto di ritenerlo astratto è semplicemente dovuto alla consolidata convinzione che tale senso appartenga ad un livello del nostro sistema che normalmente si ritiene superiore, impalpabile, sfuggente, non ancora presente, situato in un ipotetico futuro, … il che, in parte, è corretto.

 

Infatti il nostro sistema biologico fisico comprende molti componenti semplici o complessi, visibili o invisibili, in piccola parte conosciuti e per la gran parte sconosciuti; ciò che è sconosciuto è facilmente classificato, da quasi tutti noi, come astratto o irreale. Però tutti i componenti conosciuti o sconosciuti funzionano ed interagiscono tra di loro per permettere al nostro intero sistema di esprimere la vita. Così, pur conoscendo così poco di noi stessi, sappiamo che dentro di noi ci sono sistemi sanguigni, ormonali, nervosi, energetici, emotivi, di pensiero, ed altro ancora che interagiscono con i nostri sensi e permettono di elaborare i segnali provenienti dai nostri sensi oppure di indirizzarli per interscambiarci con ciò che è interno o esterno a noi.

 

I nostri sensi si sono sviluppati di conseguenza alle mutate esigenze di vita dell’essere umano, ma non tutti i sensi si sono ancora completamente sviluppati; alcuni sono appena in fase di apparizione (relativamente al tempo in cui l’essere umano è apparso e si è sviluppato su questa terra); tra questi vi sono il senso della vita e il senso dell’intelligenza (che non sono la stessa cosa come potremo scoprire da noi stessi!). La nostra attuale capacità di esprimere pensieri non significa automaticamente che siano pensieri intelligenti! 

 

I sensi di cui dispone normalmente ogni essere umano sono stati previsti per permettergli un sufficiente sviluppo quale base per attuare il compito che gli compete, ma per completare il quale saranno necessari quei sensi ritenuti “inesistenti, o astratti, o fantastici”! Sensi che non si presenteranno per semplice evoluzione naturale, ma attraverso un processo di completa trasformazione del sistema essere umano, un autentico salto quantico!

 

Fino a quando ciò non avviene, fino a quando l’agire dell’essere umano rimane confinato all’interno del tutto chiuso dei suoi sensi biologici, egli potrà fare di tutto ma senza mai comprenderne il vero senso, … agendo di conseguenza come un benintenzionato, ma maldestro, apprendista stregone.

 

Solo quando il sistema sarà sufficientemente maturo per essere utilizzato per il suo vero scopo cominceranno ad apparire alla sua coscienza interrogativi che esigono risposte provenienti da un piano operativo diverso da quello di semplice sopravvivenza: da un piano di vera intelligenza. A causa di ciò i suoi atti seguiranno logiche completamente differenti da quelle comunemente ritenute sensate, anche se ciò non sarà evidente a nessun altro che non abbia fatto lo stesso tipo di esperienza. Per meglio chiarire il concetto di logica diversa, diversa non significa eccentrica, stravagante, contestatrice, opposta a qualcosa; semmai ciò che più si avvicina a darne un’idea è … onnicomprensiva.

 

Comincia ad evidenziarsi ed imporsi, nella pratica del quotidiano, la sensazione che ci debba essere un scopo diverso dal semplice nascere, crescere, moltiplicarsi e morire. Sarebbe veramente riduttivo che tutto si risolvesse così (anche se per alcuni casi è proprio così!).

 

Per tentare di dare risposte coerenti a queste domande nascenti si sono strutturati sistemi filosofici, religiosi, medici, scientifici, artistici, di potere e dogmatici che sono diventati dominanti al punto che la quasi totalità degli esseri umani ha delegato a questi l’autorità di prendere decisioni al suo posto in ogni occasione. Ciononostante è ormai evidente che tale situazione non sia più sufficiente a dare risposte a coloro che desiderano veramente conoscere; per questo avviene periodicamente che i sistemi consolidati “entrino in crisi”. È fondamentalmente inevitabile! (crisi = momento di riflessione propedeutico ad un cambiamento resosi necessario nel corso di un processo di continua trasformazione)

 

Ogni singolo individuo è un compendio dell’universo in dimensioni ridotte e non può essere ricondotto ad un semplice “animale con capacità di produrre pensieri”; prima o poi il bozzolo entro il quale costui cerca di proteggersi si rompe. Così scopre che “un certo tipo di morte” è l’inizio della vera vita. Di alcuni aspetti di questo processo abbiamo già trattato; oggi mi limiterò a ricordarvi che non mi riferisco alla morte così come la conosciamo né a una vita dopo la morte.

 

Quindi queste domande sono stimoli indirizzati alla coscienza affinché colui che ne viene toccato inizi a lavorare in sé stesso e su sé stesso per cominciare a comprendere come funzionano le cose e per quale motivo devono funzionare così.

 

Quando ciò avviene, quando il sistema è maturo per affrontare sufficientemente equipaggiato il compito che lo attende, viene richiamata ed attivata la condizione necessaria perché possa iniziare il processo di realizzazione del piano o progetto relativo. Per evitare malintesi, deve essere chiaro che tale iniziazione è rivolta al nuovo sistema che si viene a creare e non al sistema biologico esistente, sebbene questo sia una componente strumentale indispensabile. Quindi è inutile cercare il modo di forzare il sistema biologico esistente in tale direzione, come si tenta molte volte di fare in buonafede, perché, mancandone evidentemente i presupposti, si finirebbe per provocare solo delle situazioni caricaturali o pericolose. Ad ognuno la sua responsabilità! Non si può pretendere di far diventare una cosa diversa da quella che è! Però la si può usare correttamente con grande vantaggio per tutti!

 

Ed ecco che, come abbiamo detto già più volte, si permette al sistema biologico di sopportare la presenza di una “depressione”, uno spazio a disposizione in grado di accogliere un nuovo organo avente la funzione di collegamento tra il sistema biologico maturo e le componenti originali che devono esprimersi attraverso di esso.  

Fino a quando il sistema biologico non è sufficientemente adatto esso si autoprotegge da qualsiasi “interferenza” e richiama, come una calamita, solo ciò che è compatibile con la propria sopravvivenza ad ogni costo, esattamente come un animale minacciato dal pericolo di scomparire. Questo avviene sempre, anche se noi ci sforziamo di classificare questo modo di operare come “buono o cattivo”.

 

Quando la connessione è stabilita, iniziano a farsi notare alla coscienza alcune suggestioni, dapprima fugaci e sporadiche, che, se non si ostacola tale processo, tenderanno a diventare più persistenti e numerose fino a diventare una presenza stabile in grado di diventare il “riferimento” riconosciuto dalla nostra coscienza come “linee operative per vivere realmente”. Queste “suggestioni”, “riferimenti”, “linee operative per vivere realmente” sono adatte o adattate al singolo individuo e quindi diverse per ognuno; per questo si dice che ognuno ha una propria strada da percorrere e ogni strada provvede al viandante che la percorre! Non ci possono essere errori in questo processo che, in piccolo, è lo stesso che regola i processi dell’universo, o meglio degli universi, di ogni universo, in cui anche gli scontri tra astri o le esplosioni di stelle non rappresentano eventi negativi da evitare, ma momenti di un processo complessivo intelligente che ha un senso profondo e grandioso anche se sfugge alla nostra limitata “attuale coscienza attiva”.

 

Quando tutto ciò inizia noi non possiamo più continuare a vivere la nostra esistenza come abbiamo sempre fatto; nascono domande di un nuovo tipo che necessitano di risposte altrettanto nuove, nasce la responsabilità di agire coerentemente con quanto si è compreso, anche se non potremo condividerlo con altri come ci piacerebbe fare. Ci renderemo conto che ognuno sta percorrendo la propria strada e rispetteremo tutti perché stanno facendo esattamente quello che stiamo facendo noi, ognuno in modo coerente con il proprio compito assegnatogli dalla vita. Questa è la vera necessità vitale! Ogni sistema sta lavorando per “ritornare ad essere” o “diventare” un vero essere umano vivente secondo il piano archetipico originale previsto per ognuno!

 

Ciò che in origine è un’idea, grazie alla connessione operativa dell’anima con lo strumento biologico, può disporre dello strumento necessario per rivelarsi nella materia, realizzando ed espandendo il piano originale. È esattamente quello che vediamo accadere nell’universo in continua espansione! Come nel grande, così nel piccolo!

 

Ora notiamo che ciò che ho chiamato “anima” ha spesso ingenerato incomprensioni perché quella a cui mi riferisco è diversa da quella di cui generalmente si parla. Quest’ultima è una parte costituente del sistema biologico, quella che serve ad animarlo, più o meno come un animale evoluto e pseudointelligente (meglio sarebbe dire ammaestrato come se fosse intelligente al punto di crederlo). Anima biologica animale! Solo che in questo caso essa è presente in ogni singolo individuo anziché esterna e comune ad una specie!

 

Tutto ciò che sto dicendo ora si situa in una condizione precaria, instabile, transitoria e facilmente equivocabile, in quanto non è la verità, ma serve per aiutarci a cercare la verità del senso della vita sperimentandolo direttamente. Quindi vi chiedo ancora di avere pazienza nei miei confronti per via degli inevitabili errori e dimenticanze insiti in queste parole. Questo è un avvertimento che ogni tanto ripeto per evitare malintesi e cantonate. Non sono niente di più di uno a cui è permesso parlare di certi argomenti poco usuali per stimolare ognuno a fare la sua parte nell’approfondirli e correggerne contorni e contenuti alla luce della propria esperienza. La verità non si può che vivere!

 

Ciò che si cerca di fare in alcune scuole “spirituali”, termine che, continuo a dire, mi provoca allergia per l’uso improprio che ne fa comunemente, è cercare di fare in modo che la connessione sistemica tra le varie parte descritte diventi stabile come rappresentato al punto 3 dello schema sottostante.

 

 

Quando l’essere umano è completo si può dire che è un “essere diventato adulto”! Prima di questo momento è ancora un bambino che, avendo in sé tutte le potenzialità per diventare adulto, attraverso varie fasi della sua esistenza dovrà trovare il modo di lasciare che si esprimano, senza però alcuna garanzia che per ciò divenga automaticamente adulto!

 

Perché ciò avvenga esse devono interagire con una coscienza in grado di utilizzarle ed elaborarle per tale finalità.

 

... prosegue nel prossimo articolo

 

foto, schemi e testo

pietro cartella

 

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 08/12/2020