Urge correggere in Parlamento le misure previste per il 25/26 dicembre e 1° gennaio

Le istanze inoltrate a Conte dal Presidente Cirio, dagli On. Carlo Giacometto (FI) e Alessandro Panza (Lega)

La maggioranza governativa è ancora in fibrillazione sulla risoluzione di maggioranza che sarà votata mercoledì dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte sulla riforma del Mes. In teoria mancano i numeri al Senato e Conte potrebbe andare in minoranza, ma i saggi ci dicono che siccome i parlamentari dissidenti del M5S tengono famiglia, in articulo mortis è difficile che preferiscano  accelerare lo scioglimento anticipato delle Camere.

 

Ieri sera s’è poi aggiunto il rischio del contagio per l’intero Governo, di cui sarebbe causa la asintomatica ministra Lamorgese, per cui ulteriori confronti tra i partiti sono rimandati alla giornata festiva di oggi, in remoto. Intanto il Paese reale deve fare i conti con problemi concreti. Tra questi, il rispetto delle inspiegabili ed illogiche norme previste dal DPCM del 2 dicembre in materia di ricongiungimento famigliare. Ieri il Piemonte (Cirio, Giacometto deputato Forza Italia e Panza eurodeputato della Lega) ha mosso passi significativi, nel confronti del Governo  per  auspicare aggiustamenti interpretativi sensati

 

Il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, con un’articolata lettera, ha significato al presidente del consiglio Conte, la necessità di una modifica al Decreto Legge 158 del 2 dicembre scorso e, di conseguenza, al DPCM entrato in vigore il 3 dicembre. Cirio si riferisce “in particolare alla possibilità di spostamento per un ricongiungimento familiare per le persone che sono residenti nei piccoli Comuni del Piemonte nei giorni delle festività natalizie, per i quali sono state previste restrizioni particolarmente rigide il 25/26 dicembre e 1 gennaio”.

 

Il presidente del Piemonte, non manca di ricordare a Conte  che nella nostra regione, comuni di piccole dimensioni demografiche rappresentano la stragrande maggioranza dei municipi: sono 1.046, infatti, i Comuni nei quali la popolazione è al di sotto dei 5000 abitanti, vale a dire oltre l’88% del totale (1.181 Comuni).

 

Sono 571 i Comuni al di sotto dei 1000 abitanti, soprattutto nelle zone montane e collinari, che qui in Piemonte rappresentano circa il 70% dell’intero territorio regionale. E palese, prosegue Cirio “quanto sia grande il sentimento di scoramento che numerosissimi cittadini stanno vivendo – e mi stanno dimostrando – relativamente alle misure restrittive previste per le prossime festività. È spontaneo, infatti, il metro di paragone con le grandi città: uno spostamento da Roma nord a Roma sud è di circa 20 km, ed è così per tutte le grandi città d’Italia”.

 

In molte aree piemontesi, invece, l’arco di 20 km ricomprende una vera e propria costellazione di Comuni, una sorta di “città diffusa” che non raggiunge la densità demografica delle metropoli, ecco alcuni esempi: Balme (TO) ha una densità di meno di 2 ab/kmq, Entracque (CN) di 5,30 ab/kmq, Rosazza (BI) di 10 ab/kmq, Macugnaga e Formazza (VCO) rispettivamente di 5,40 e 3,40 ab/kmq, Castellazzo Novarese (NO) di 30 ab/kmq, Carcoforo (VC) di 3 ab/kmq, Roccaforte Ligure (AL) di 6 ab/kmq e Roccaverano (AT) di 13 ab/kmq.

 

La sofferenza che crea la solitudine, la lontananza dai propri affetti si è acuita con l’andamento dell’epidemia e sta divenendo una triste peculiarità per alcune zone del Paese.” Chi vive nei piccoli Comuni, sostiene Cirio, non riesce a comprendere perché sia impossibile spostarsi di pochi chilometri per raggiungere i propri cari al fine di celebrare il Natale in famiglia.

 

E, a questo proposito, sono numerose le statistiche che ci raccontano quanto si sta verificando e che mi viene evidenziato, quotidianamente, da Sindaci ed Amministratori locali, soprattutto per quanto riguarda le persone più anziane: l’ISTAT ci dice che tra le persone sopra i 75 anni che vivono sole ed hanno figli, il 56,4% è abituato a vederli giornalmente e sono numerosissimi i casi nei quali la distanza è rappresentata da un confine amministrativo che, in tanti piccoli paesi, divide la stessa borgata”.

 

La lettera, firmata anche dalle Associazioni degli Enti Locali (UNCEM, ANPCI, ANCI, UPI, invita il Presidente del Consiglio a “voler ulteriormente approfondire quanto illustrato, al fine di individuare regole maggiormente corrispondenti, e comprensibili, per le realtà locali, a partire dal consentire la possibilità di spostamento per un ricongiungimento familiare nel raggio nella propria vallata alpina o appenninica e all’interno di omogenee aree geografiche del nostro territorio, nei giorni 25/26 dicembre e 1 gennaio.

 

“E’ superfluo ribadire, conclude il presidente del Piemonte, che tale richiesta. contempla misure equilibrate e di buon senso, che non precludono la sicurezza e ci permettono di tutelare un altro aspetto fondamentale che è il benessere psicofisico delle persone più fragili e di chi rimane solo”.

 

In sintonia con la presa di posizione di Cirio, il parlamentare piemontese di Forza Italia Carlo Giacometto, componente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, ci espone l’iniziativa di Forza Italia che denuncia“Le evidenti storture e iniquità del decreto legge 158 del 2 dicembre scorso e del conseguente Dpcm 3 dicembre che dovranno essere corrette in Parlamento e non tramite FAQ sul sito del Governo, che rischiano di aggiungere confusione a confusione”.

 

Bene, dunque, l'istanza di Forza Italia e dell'intero centrodestra finalizzata ad avviarne subito l’iter di conversione nelle Aule parlamentari, introducendo quelle modifiche richieste a gran voce da Regioni, Comuni e da tanti cittadini che, in questi giorni, stanno facendo sentire la propria contrarietà  rispetto ad alcune restrizioni palesemente insensate.

 

Fra queste, certamente l’irragionevole tema dei confini comunali che non si possano varcare, neanche in zona gialla, a Natale, Santo Stefano e Capodanno:” si tratta, sostiene Giacometto, di una limitazione agli spostamenti che molto probabilmente è stata ideata da chi ha scarsa dimestichezza con la geografia del nostro Paese, specie del nord, dove ci sono centinaia di Comuni sotto i mille abitanti, costituiti magari da frazioni raggiungibili solo attraversando altri confini comunali e il più delle volte totalmente sprovvisti di attività commerciali”.

 

Oppure, la necessità di chiarire, eliminandolo, il concetto giuridicamente indefinito di “seconde case” introdotto al comma 2 dell’articolo 1, e il conseguente divieto di raggiungerle dopo il 21 dicembre se situate fuori Regione. Nella legislazione italiana, infatti, quella locuzione non esiste e già questo dovrebbe imporre una modifica.” Ai fini fiscali, infatti, si parla di abitazione principale e di altri fabbricati, a loro volta classificati nelle varie categorie.

 

In più, è da sanare la disparità di trattamento di chi si trova a non poter disporre per legge di un proprio bene, perché al di là di un confine amministrativo, rispetto a chi abbia la fortuna di essere proprietario di un immobile nella Regione di residenza: il tassametro, costituito da IMU e TARI, continua infatti a girare e a costituire una spesa importante per tutti, senza che, né ora, né per il precedente lockdown, sia stato previsto alcuno sgravio fiscale o tariffario per chi è stato, di fatto, espropriato del proprio diritto di proprietà”, conclude il deputato di Forza Italia.

 

Anche l'europarlamentare Alessandro Panza, responsabile del dipartimento aree montane della Lega, prende posizione a favore degli abitanti dei nostri comuni. “Il divieto di spostamento fra comuni imposto dal Dpcm del 3 dicembre per le festività natalizie non ha senso, afferma Panza,.” Con questa regola si è andati a creare cittadini di serie A e di serie B. In questo modo l'abitante di un piccolo comune che vive in pochi chilometri quadrati non avrà inspiegabilmente la stessa libertà di movimento di un abitante di una qualunque città”.

 

“E' necessario, prosegue l’Eurodeputato, agire con buonsenso, tutelare la salute ma conciliare le esigenze della popolazione. Nel totale invito al rispetto delle misure precauzionali e nella massima attenzione per la salute di tutti, bisogna con intelligenza avere anche riguardo degli affetti e dei sentimenti delle persone -commenta Panza.- Non si può impedire per legge ai genitori divorziati di passare il Natale separati dai propri figli, o ai nonni di non vedere i nipoti perché vivono in comuni diversi, ma magari a un chilometro di distanza gli uni dagli altri.

 

Fatta così è una norma che verrà inevitabilmente infranta e che, dalle prenotazioni di treni e aerei, si capisce come causerà esodi nelle date vicine alle festività natalizie in cui sarà ancora possibile spostarsi, venerdì 19 e sabato 20 dicembre.”

 

“Questo provvedimento, sostiene ancora l’on. Panza, è stato preso senza interpellare le Regioni ed è necessario sottolineare, senza provvedere agli adeguati ristori per le attività penalizzate. Il governo ha scelto di far calare dall'alto una linea dura, con regole assurde. Ricordiamo che gli impianti sciistici sono chiusi dal 4 dicembre al 6 gennaio. Gli italiani che andranno all'estero (anche a sciare) dal 21 dicembre al 6 gennaio al rientro dovranno sottoporsi a quarantena. Basterà quindi tornare il 7 gennaio...

 

Invece di imporre regole che verranno disattese, sarebbe bastato confrontarsi con le Regioni, che stavano già preparando protocolli attuativi per normare questa anomala situazione, senza creare ulteriori disagi alla popolazione già sufficientemente provata dalla pandemia e dalla crisi economica”.

 

 

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Articolo pubblicato il 08/12/2020