Il Garante per i diritti degli animali della Regione Piemonte presenta il Rapporto zoomafie 2020

Un quadro impressionante di maltrattamenti e crudeltà gratuite

Il maltrattamento degli animali, praticato da “sedicenti umani”, è senza ombra di dubbio l’espressione più bassa e abietta che conferma la regressione morale ed etica delle persone che si rendono deliberatamente responsabili di queste azioni.

Diventa quasi impossibile attribuire attenuanti a comportamenti innaturali e incomprensibili di questo genere.

L’animale, per la sua condizione evolutivo-biologica, non può esprimere in modo evidente il suo stato psicologico, la sua sofferenza se non, nel caso degli animali superiori, tramite il malessere o il dolore espresso dagli occhi e dalla mimica facciale.

Davanti a questa triste realtà, sarebbe doveroso maturare una coscienza etica animalista per interpretare e rispettare le esigenze minime di questi esseri viventi, che devono essere considerati “amici dell’uomo” e non oggetti senza diritti e considerati privi di emozioni e di affetti.

Nessuno può stabilire con certezza il grado di percezione della sofferenza che può patire l’animale per il comportamento vessatorio dei suoi “padroni-irresponsabili”, anche se tale stato di malessere appare terribilmente evidente alle persone dotate di un minimo di sensibilità e senso di umanità.

L’animale potrebbe essere lo specchio critico in cui si riflette il comportamento benevolo o crudele dell’uomo che da sempre ha assunto arbitrariamente il ruolo di dominatore di tutti gli altri esseri viventi, considerati talmente inferiori da essere disponibili senza alcun limite.

È ancora fortemente diffuso il concetto che l’uomo sia il “padrone” dell’animale e non il suo amico, attento “custode” e che, come tale, debba rendere conto sulla qualità di questa funzione.

Tuttavia, se quanto sopra espresso resta un aspetto con tante miserevoli macchie, il tutto assume un risvolto drammatico e allarmante allorché entra in gioco la “criminalità organizzata” con azioni delittuose ed efferate nello sfruttamento spietato degli animali.

Enrico MoriconiGarante per i diritti degli animali della Regione Piemonte - nel Rapporto zoomafie 2020, documenta un quadro di maltrattamenti preoccupante e nello stesso tempo di dimensioni rilevanti, radicato e ovviamente alimentato da interessi economici illeciti se non criminali.

Rapporto zoomafia 2020

“Esprimo preoccupazione per i dati ufficiali, soprattutto per l’aumento del numero dei procedimenti, sottolineando come rimanga fondamentale l’attività sia delle Forze dell’Ordine addette alla repressione, sia l’attività di formazione e informazione dei cittadini affinché pongano più attenzione alle modalità di mantenimento degli animali e nel riferire situazioni di trattamento irregolare”: è quanto dichiara Enrico Moriconi, il Garante per i Diritti degli animali della Regione Piemonte, commentando il Rapporto annuale zoomafia 2020 della Lav (Lega anti vivisezione) del Piemonte.

L’Osservatorio nazionale ha analizzato i dati ricevuti da sette Procure ordinarie su nove (non hanno risposto le Procure di Verbania e Vercelli). Proiettando la media dei dati pervenuti su scala regionale, si può stabilire che nel 2019 nella nostra regione sono stati registrati circa 580 fascicoli (circa il 6,11% di quelli nazionali), con un tasso di 13,20 procedimenti ogni 100.000 abitanti; e circa 270 indagati (circa il 4,62% di quelli nazionali), con un tasso di 6,14 indagati ogni 100.000 abitanti.

“In Piemonte nel corso degli anni sono stati registrati diversi reati riconducibili a gruppi organizzati, come il traffico di cuccioli, i combattimenti tra animali, il traffico di fauna selvatica ed esotica. Sono stati accertati anche casi di macellazione clandestina, di frodi nel settore zootecnico, di doping di cavalli da corsa che correvano in gare ufficiali” spiega Moriconi.

“Ovviamente i dati analizzati sono relativi a tutti i reati a danno di animali e non solo a quelli attribuibili ad organizzazioni criminali. Anzi, proprio le forme di maltrattamento di animali comuni rappresentano la maggioranza dei casi e non devono essere sottovalutate: la violenza a danno di animali è sempre grave, anche quella perpetrata nella quotidianità da parte di singoli” sottolinea Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio.

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Articolo pubblicato il 10/12/2020