Roma. Le Camere approvano il Mes bancario su misura per le banche di Berlino e Parigi

Il pensiero del Professor Francesco Forte

"Sono tranquillo, certo". Lo dice il premier Giuseppe Conte rispondendo ai cronisti che gli chiedono se è "tranquillo" dopo le parole di Renzi.  "Mi stanno aspettando a Palazzo Chigi", spiega ancora il premier lasciando Palazzo Madama. 

Si è conclusa con il fatidico voto sul Mes bancario, con la carica di  incognite non ancora dissipate per il governo, il tormentato  9 Dicembre.

 

In mattinata c’è stato il via libera dell'Aula della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del prossimo Consiglio europeo. I voti a favore sono stati 314, i contrari 239, 9 gli astenuti. I deputati M5S Andrea Colletti, Pescarese, Pino Cabras, Fabio Berardini, Alvise Maniero, Maria Lapia, Francesco Forciniti hanno votato contro.

 

"Il governo - ha detto il premier in Aula - ha bisogno anche della massima coesione delle forze di maggioranza per continuare a battersi in Ue. Il confronto dialettico è segno di vitalità e ricchezza ma è senz'altro salutare che sia fatto con spirito costruttivo e che non ci distragga dagli obiettivi". Intanto Iv, dopo aver ascoltato le comunicazioni del premier Giuseppe Conte alla Camera, ha firmato la risoluzione di maggioranza sulla riforma del Mes.  Nella serata di ieri, al Senato Il documento del governo ha ottenuto 156 voti favorevoli, 129 contrari e 4 astensioni. L’intervento più atteso è stato quello di Matteo Renzi, sempre critico sulla spartitoria “cabina di regia” difesa da Conte ad  oltranza.  "La task force - ha detto Renzi - non può sostituire il parlamento: dov'è il sindacato? Ma non è solo un problema di metodo, anche di merito.

 

Come si fa a dare 9 miliardi alla Sanità". "Io al governo misi 7 miliardi alla Sanità e si parlò di tagli, per me ce ne vogliono il doppio, il triplo". "Dico una cifra: 36, quelli del Mes...". "Siamo pronti a discutere ma non a usare la manovra come veicolo di quello che abbiamo letto sui giornali, compresi i servizi. Se c'è una norma che mette la governance con i servizi votiamo no". Poi rivolto a Conte, "Se i suoi collaboratori telefonano ai giornali per dire che vogliamo una poltrona in più, sappia che se ha bisogno di qualche poltrona ce ne sono tre, due da ministro e una da sottosegretario, nostre a sua disposizione. Se invece vuole ragionare sul serio spieghi che questo non è un talk show, non è il Grande Fratello ma la politica", ha detto ancora Renzi applaudito al termine del suo intervento anche dagli scranni della Lega.

 

Cosa nasconde la vibrata presa di posizione di Renzi? L’ex premier non si avventurerebbe mai a far cadere il governo da solo se non ci fosse pronta un'alternativa politica, che non conosciamo e che possiamo solo sospettare". Lo ha sostenuto ieri sera Alessandro Sallusti,  nel corso di una trasmissione televisiva ed aggiunge: "Vuol dire che Renzi sa che dietro le quinte sta maturando un'alternativa a Conte o al governo Conte. Per questo è passato agli ultimatum. Ma è difficile credere che stia giocando da solo", conclude Sallusti. Resta il fatto che, anche per il direttore de “Il Giornale”, questa volta Conte potrebbe essere davvero ai titoli di coda.

 

Intanto salta ancora la riunione del Consiglio dei Ministri prevista per la serata di ieri che è rinviata a data da destinarsi. Nel corso delle notte circolava la voce che Italia Viva potrebbe non votare la Legge di Bilancio, con le conseguenze immaginabili.


Se Governo e maggioranza invece di inebriarsi in pratiche spartitorie ed in ultima analisi, avventurarsi nello spreco dei prestiti europei, i cui oneri ricadranno sulle generazioni future, avessero approfondito la materia, le scelte sarebbe state forse differenti. Pro veritate sottoponiamo all’attenzione dei lettori l’articolo pubblicato ieri dal professor Francesco Forte, accademico di fama internazionale, Professore Emerito di Scienza delle finanze e già ministro delle Finanze e delle Politiche Comunitarie in diversi Governi.

 

La scelta obbligata sulla sanità

 

“La tesi secondo cui il voto contro il Mes bancario sarebbe anti- europeista è completamente errata. Esso è una struttura anomala dal punto di vista dell'Unione economica e monetaria europea. Non lo sostengono da epoca non sospetta solo Berlusconi, Tajani, Mariastella Gelmini, leali membri del Partito polare europeo.

 

Lo dice Corte Costituzionale tedesca, con una sentenza del 2012, che fa parte della sua giurisprudenza. Il Mes bancario, chiarisce tale sentenza, non è un organismo facente parte delle Istituzioni pubbliche europee, sottoposte alle regole dell'Unione Economica Europea, stabilita nel Trattato e nelle norme derivate. La Corte Costituzionale tedesca con la sentenza del 2012 ha dichiarato illegittimo il Mes bancario, in quanto esso è una grande banca regolata dal diritto privato, che gestisce denaro pubblico al di fuori del controllo della Commissione e del Consiglio Europeo.

 

La Corte Costituzionale tedesca pertanto ne ha ammesso la legittimità in Germania solo a condizione che sia controllato dal parlamento tedesco , in relazione alla conformità dei suoi comportamenti alle regole europee, dal punto di vista dei contribuenti tedeschi. La Corte Costituzionale Tedesca ha potuto stabilire questa regola, sulla base di ricorsi ad essa di cittadini, che hanno chiesto e ottenuto di togliere quel segreto bancario e la connessa discrezionalità delle decisioni prese.

 

Quindi se l'Italia non firma il nuovo Mes bancario sostenendo che esso, attualmente, non può esser controllato dal Parlamento italiano e che, comunque, sarebbe opportuno che esso rispondesse al Parlamento Europeo, non adotta una linea antieuropeista, ma una linea di richiesta di maggior trasparenza e conformità alle regole democratiche europee.

 

D'altra parte la Corte costituzionale tedesca ha stabilito che il ricorso al Mes sanitario per l'emergenza pandemia consente di giustificare un deficit di bilancio non considerato legittimo dalle regole del patto di stabilità europeo, sottoscritto dai vari governi europei, che consente solo deroghe per il deficit connesso a capacità produttiva non utilizzata. In effetti il deficit di bilancio per le spese sanitarie eccezionali, al di fuori del Mes sanitario comporta la violazione del patto di stabilità e crescita che noi abbiamo sottoscritto.

 

E poiché gran parte di queste spese sono spese correnti per personale della sanità, della scuola, dei trasporti e per medicinali, tamponi e loro analisi, vaccinazioni, e indennizzi per attività chiuse per esigenze di riduzione dei contagi esse non possono esser finanziate con il Recovery Fund che serve solo per investimenti.

 

Sicché il sì al Mes sanitario è una scelta obbligata, soprattutto se destinato alle Regioni, che hanno un grande bisogno d questi fondi, soprattutto ora che dovranno gestire le vaccinazioni. Ecco perché è giusto il no al Mes bancario così come si presenta ora insieme al «si» a quello sanitario”.

 

Professor Francesco Forte

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Articolo pubblicato il 10/12/2020