Torino. La Regione riconosce un contributo di 2000 euro ad ogni maestro di sci del Piemonte. L’impegno dell’on. Claudia Porchietto

Il presidente Cirio: “È una delle misure del Bonus Montagna che presenteremo la prossima settimana a sostegno di tutto il comparto invernale e del suo indotto”

La chiusura degli impianti sciistici disposti dal Governo sin al 7 gennaio, rappresenta un duro colpi a tutte le attività inerenti lo sci e gli sport invernali, nel periodo dell’anno di maggior intensità. Altre categorie si trovano a subire la fermata forzata, con tutte le conseguenze immaginabili. Tra queste le scuole di sci. Ferma la posizione della Regione Piemonte e del Presidente Cirio. «La Regione Piemonte erogherà un contributo ai maestri di sci, come bonus per compensare i mancati incassi dei 15 giorni delle vacanze natalizie, che per molti di loro vogliono dire anche il 50% del fatturato annuale»: lo ha annunciato il presidente Alberto Cirio ai rappresentanti delle scuole di sci che ieri mattina hanno manifestato davanti al Palazzo della Regione per testimoniare le difficoltà che la mancata partenza della stagione invernale, a causa delle misure di contenimento del Covid, sta provocando a un settore che rappresenta in Piemonte il primo prodotto turistico e una industria che dà lavoro a migliaia di persone.

Sono 3000 in Piemonte in maestri di sci iscritti all’albo. La misura della Regione prevede un bonus fino a 2000 euro per i circa 1500 impegnati nella professione a tempo pieno, ma anche un ristoro per chi la esercita in modo saltuario. Nei prossimi giorni verrà definita con la categoria il meccanismo tecnico di attribuzione, in modo da garantire la massima equità al provvedimento.

Il bonus per i maestri di sci è una delle misure del Bonus Montagna predisposto dalla Regione Piemonte a sostegno di tutto il comparto invernale e del suo indotto, che verrà presentato la prossima settimana.

«Lo sci non è solo sport, hobby e divertimento, è anche un mestiere dietro il quale ci sono tante famiglie, tanti posti di lavoro, attività di ristorazione e turistiche che non possono essere dimenticate- sottolineano il presidente Cirio e il vicepresidente Fabio Carosso con delega alla Montagna -. Se da una parte incalziamo il Governo perché i ristori devono essere certi e immediati, dall’altra abbiamo voluto fare la nostra parte. Abbiamo pronta una misura a sostegno di tutto il comparto che coinvolge i nostri maestri di sci e gli impianti, ma anche migliaia di attività economiche che sono la vita delle nostre montagne. Inoltre, c’è l’impegno di continuare a lavorare sulla possibilità di trovare una modalità in sicurezza per avere da gennaio piste e impianti operativi, perché stiamo parlando del primo prodotto turistico del Piemonte». 

L’assessore regionale al Turismo Vittoria Poggio aggiunge che «i maestri di sci hanno giustamente richiamato l’attenzione di tutti su un problema vero e reale. La loro attività, con le chiusure imposte, sono fortemente compromesse. In questo periodo dell’anno si basa la metà del fatturato del loro anno. Per questo come Regione abbiamo deciso di sostenerle fortemente con un contributo».

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore regionale allo Sport Fabrizio Ricca«Le montagne sono le spiagge del Piemonte. Il comparto invernale, con i suoi sport e il suo turismo, sono uno snodo strategico indispensabile per l’economia del nostro territorio. Per questo chiediamo che il Governo si impegni attivamente per garantire le migliaia di posti di lavoro che gli ruotano intorno».

Anche l’on. Claudia Porchietto, responsabile nazionale Attività Produttive per gli Azzurri si farà interprete di questo disagio nei confronti del Governo: ”Ieri ho partecipato alla manifestazione organizzata dai maestri di sci in piazza Castello per rappresentare la mia vicinanza alle loro richieste. In sede di discussione del Dl ristori quinquies chiederò adeguati stanziamenti per venire incontro al crollo del fatturato dovuto al "tutto chiuso" delle festività natalizie.  Non è pensabile, prosegue Claudia Porchietto, lasciare da solo uno dei settori economici più importanti dal punto di vista di produzione di Pil e occupazione di una regione montana come la nostra regione. Dobbiamo stare al fianco degli operatori e accompagnarli in questo momento difficile cercando di ridurre i danni e permettendo che l’economia montana non subisca un colpo da ko”.

 

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Articolo pubblicato il 15/12/2020