Il crollo dello Stato centralizzato nell'Antico Egitto

Avvenne al termine dell’Antico Regno (di Riccardo Manzini)

Le diverse civiltà antiche per secoli o millenni hanno espresso specifiche forme istituzionali, sociali, economiche che, grazie alla loro efficienza e stabilità, hanno sfidato con successo quanto nel tempo veniva ad opporsi. Queste realtà hanno sostanzialmente caratterizzato la struttura portante delle civiltà, anche se non sempre adeguatamente considerate nella didattica e nella ricerca storica.

Un vasto panorama di svariati elementi ha condizionato l’evoluzione di queste civiltà e, di sicuro, hanno svolto un ruolo determinante le reazioni ancestrali dell’uomo nei confronti della paura dell’ignoto, delle sfide esistenziali e di tutte quelle domande che richiedevano, allora come ora, ineludibili risposte rassicuranti.

Rientra in questo contesto l’articoloUna vera rivoluzione nell’Antico Egitto” del dottor Riccardo Manzini - medico chirurgo ed egittologo - che riportiamo con il ricco corredo di immagini.

Nel ringraziare l’Autore, per la sua precedente e attuale collaborazione, auguriamo buona lettura (m.b.).

Una vera rivoluzione nell'Antico Egitto

Escludendo il periodo di formazione che precedette l’unificazione del Paese, la storia egizia viene schematicamente suddivisa in Antico Regno, Medio Regno, Nuovo Regno e Periodo Tardo, separate da tre fasi genericamente etichettate come Periodi Intermedi (slide 1).

Ma se il Secondo ed il Terzo di questi possono vagamente giustificare il termine generico di “Periodi di anarchia” con cui vengono frettolosamente indicati, avendo avuto prevalentemente un significato politico, il Primo Periodo Intermedio ha invece costituito un radicale cambiamento che ha interessato profondamente la società e soprattutto la cultura egizia in ogni suo aspetto.

Il crollo dello Stato centralizzato avvenuto al termine dell’Antico Regno comportò infatti non solo una fase di confusione politica e di sovvertimento della società, ma coinvolse ben più radicalmente la cultura, la religione e la stessa sicurezza esistenziale dell’uomo egizio.

Contemporaneamente però, come in tutti i periodi storici di vera svolta, lo spaesamento conseguente a questa rivoluzione portò anche al nascere di nuovi concetti, di un’etica e di una società che costituirono le indispensabili basi che produssero successivamente il fecondo, seppur breve, Medio Regno e poi il grandioso Nuovo Regno.

Per comprendere la vera portata di questo periodo e le sue conseguenze bisogna analizzare sommariamente la società e la cultura egizia del periodo precedente (Antico Regno), i motivi della sua fine e soffermarsi su alcuni di questi cambiamenti.

Uno dei concetti che ebbero maggiore influenza nella cultura egizia per tutta la sua storia fu quello cosmogonico, secondo il quale l’Universo era stato creato dal demiurgo da un oceano primordiale, identificato nel dio Nun (slide 2), in cui già esisteva tutto ma allo stato disperso. In un momento imprecisato, ma già previsto dal destino, il tempo però si fermerà e l’Universo, divinità comprese, ritornerà a disperdersi nel Nun.

Affinché la fine di tutto avvenisse nei tempi previsti dal destino ed il tempo non si fermasse anticipatamente gli eventi avrebbero dovuto fluire senza interruzioni, per il cui rispetto fu concepita la dea Maat (slide 3) che costituiva quindi l’Ordine Cosmico cui gli stessi dei dovevano sottostare.

Questi concetti, derivati dalla constatazione della fugacità della natura, generarono nell’animo degli egizi una costante sensazione di imminenza della fine dell’Universo e quindi di perpetua precarietà, che non trovava una sicurezza nelle divinità in quanto anch’esse erano destinate a morire.

A questa sensazione di insicurezza si cercava rimedio confidando nella figura del faraone che costituiva non solo l’unica entità che assicurava l’unione del Paese (slide 4), ma proclamandosi custode della continuità degli eventi (Maat) garantiva che il tempo non si sarebbe fermato prima di quando era stato previsto dal destino.

Questa veste di unicità del sovrano, che non venne mai considerato un dio ma l’unico degli umani ad avere rapporti con gli dèi per il benessere del Paese, giustifica quindi l’accettazione nel laico Antico Regno della sua figura come di un’entità stabile che dava sicurezza.

Essendo l’unico che potesse garantire il previsto regolare scorrere degli eventi, compreso indirettamente il giornaliero sorgere del sole o la salutare piena del Nilo, in quel periodo si giunse ad immaginare un oltretomba concepito esclusivamente per lui, cui gli altri umani potevano partecipare solo per sua tacita concessione.  

La concomitanza di lunghi e documentati periodi di carestia, la progressiva espansione dei possedimenti sacerdotali esentati dalle tasse e l’eccezionale durata del regno di Pepi II (slide 5), ultimo sovrano del periodo, portarono alla fine dell’Antico Regno ed al tracollo di questo mondo.

Il successivo Primo Periodo Intermedio fu quindi caratterizzato socialmente dallo smembramento dello Stato per l’illegittima autoproclamazione a sovrano di decine di funzionari periferici, ma gli sconvolgimenti maggiori avvennero per il conseguente crollo dei precedenti concetti morali.

Questo caos nella successione dei sovrani interrompeva infatti il regolare scorrere degli eventi esponendo il Creato al rischio dell’anticipata fine del tempo, ma soprattutto il ridimensionamento del ruolo e la perdita di unicità del sovrano non forniva più quella sicurezza che fino allora era stata riposta nella sua figura. Tale sensazione si può sintetizzare nel concetto che se il sovrano non era in grado di tutelare il suo ruolo come avrebbe potuto fornire sicurezze alla gente?

Questo sconvolgimento morale è emblematizzato dall’eloquenza dei titoli pessimistici o intimistici dei racconti comparsi nel Primo Periodo Intermedio, quali Le lamentazioni di Ipuur, Il dialogo del disperato con la sua anima o L’insegnamento per Merikara, nettamente in contrasto ed impensabili nell’aulico periodo precedente.

Ma il crollo della figura del sovrano e soprattutto della sua unicità aprì anche la strada alla cosiddetta “democratizzazione” dell’Aldilà, in quanto ne derivò che anche tutti gli altri uomini confidarono di poter accedere all’oltretomba senza la sua mediazione.

Ma anche la religione ebbe conseguenze dai cambiamenti di questo periodo.

Poiché il concetto stesso egizio di religiosità rendeva inconcepibile il contrasto religioso e quindi la prevalenza di un dio rispetto agli altri, la maggior diffusione di alcune divinità trovava una giustificazione nella maggior semplicità della loro teologia o perché i sovrani di un periodo storico si dichiaravano devoti ad esse, senza con questo soppiantare o prevalere sugli altri.

Sebbene fin dagli albori di quella cultura il culto del dio dell’oltretomba Osiri (slide 7) avesse avuto una grande diffusione, prevalentemente come religione intima, per tutto l’Antico Regno la divinità dinastica era stato il dio-sole Ra (slide 6). Con il crollo della società dell’Antico Regno anche questo concetto subì un cambiamento, tanto che i sovrani del successivo Medio Regno conservarono Ra come divinità dinastica, ma associandogli quasi paritariamente Osiri, che nel Primo Periodo Intermedio superò la valenza intimista per assurgere ad un ruolo più “ufficiale”.

Se questi sono gli avvenimenti drammatici che sconvolsero questo periodo, in esso comparvero quindi anche i cambiamenti che generarono e si concretizzarono nella florida cultura del Medio Regno e perdurarono fino al termine della storia egizia.

Così gli insegnamenti oltretombali riservati al sovrano, i cosiddetti “Testi delle Piramidi” riportati sulle pareti delle cripte di alcune piramidi (slide 8), furono adattati e modificati anche per la gente comune divenendo i “Testi dei sarcofagi” (slide 9), e nell’architettura comparvero riferimenti alla simbologia del dio Osiri che come la natura era risorto, testimoniati da quelli botanici dei Complessi funerari regali di quel periodo (slide 10).

Ma soprattutto i sovrani non ebbero mai più quell’aura di taumaturghi dell’animo che avevano avuto nel passato.

 

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Articolo pubblicato il 22/12/2020