I fantasmi amano apparire durante le vacanze, specie a Natale

Anche quest'anno non potevano certo mancare le letture natalizie; e, infatti è in libreria la nona edizione di “Natale a Torino”, l’antologia della Neos edizioni, curata da Teodora Trevisan. Sono 174 pagine per 17 racconti, 15 euro il prezzo. Dopo i musei nell’edizione del 2019, quest’anno le storie della raccolta sono ambientate nelle piazze di Torino.

Una città, le sue vie e soprattutto le sue celebri piazze dove i diciannove Autori dell’antologia ci accompagnano attraverso i soggetti e i protagonisti più vari; dopo i musei nell’edizione del 2019, quest’anno le storie della raccolta sono ambientate nelle piazze di Torino. Le piazze auliche, i salotti signorili o i vivaci mercati di Torino sono le tappe narrative di un percorso di visita nel tempo e nella fantasia; spazi dove le parole volteggiano come fiocchi di neve nei giorni di Natale e ricamano storie che incantano e invitano a riscoprire la bellezza dei luoghi.

Il volo della donna cannone e lo strano incontro con il bibliofilo; Cavour che non ne può più di fare la statua e le trecce tagliate per ribellione; i fratelli con le facce gaglioffe, una canzone di Theodorakis e le vittime di una rappresaglia fascista; e poi ancora il ladruncolo ai tempi della peste, Padre Beccaria e le nougatine, e tanti altri spunti fra ricordi, amori, miracoli...

L'idea che farà piacere a molti estimatori delle bellezze artistiche di Torino  è rappresentata dal fatto che a questi racconti, scritti con sensibilità e partecipazione e spesso resi lievi da una buona dose di umorismo, si alternano le schede storico-artistiche dedicate alle magnifiche piazze di Torino in cui si svolgono le vicende narrate. Per lasciarsi coinvolgere da queste, è sufficiente  mettersi al centro della piazza, chiudere gli occhi e ascoltare il racconto.

Tra gli autori di zona, hanno partecipato anche il castelnovese, Giuseppe Milano, e il pinese Riccardo Marchina. Milano, 58 anni, lavora all’Andriano di Castelnuovo, dove insegna meccanica. E’ autore di racconti per diverse pubblicazioni. Ha esordito nel 2018, con “Il venditore di racconti”, contenuto nell’antologia, Spirito d’estate,” della Neos edizioni. La sua “Suite sotto le stelle”, questo il titolo del contributo, ripercorre gli ultimi 40 anni della sua vita. “Ho scelto piazza Cavour per una questione affettiva e sentimentale. In quella piazza ho trascorso due anni, tra il 1982 e il 1984, del mio periodo universitario – spiega Milano - Al numero civico 5;è uno dei tanti collegi universitari presenti a Torino. Lì ho conosciuto quella che oggi è mia moglie. Lei frequentava architettura e io ingegneria”. Il narratore ritorna sotto Natale in quella piazza perché la figlia ha avuto un brutto incidente ed è in coma alle Molinette. Mentre è seduto alla solita panchina, che occupava nei momenti di relax durante l'università, viene avvicinato da un barbone. Tra i due si instaura un bel rapporto che si consuma in quelle poche ore di quel pomeriggio. Poi si salutano dandosi appuntamento per il giorno dopo. Al suo ritorno in ospedale dove c'è la moglie, fuori dalla terapia intensiva,riceve la notizia che la figlia è uscita dal coma. “Il giorno dopo, che è la vigilia di Natale, sipresenta all'appuntamento in piazza Cavour ma non trova il suo amico. Riesce a raggiungere il posto dove lui era solito andare insieme ad altri sfortunati e scopre che il suo amico è morto il pomeriggio del giorno prima, nelle stesse ore in cui lo aveva incontrato”. 

"Come è nato il suo racconto?", chiediamo a Giovanni Casalegno

“A Natale ci sono tante storie di fantasmi, qualcuna è già stata raccontata. Questa l’ho vissuta ieri ed è talmente vera che questa notte non sono riuscita a dormire”. Inizia così “Fantasmi in piazza Savoia”.

 “Ho scelto piazza Savoia per il fascino dell’obelisco – rivela Casalegno – E’ la vigilia di Natale: una ragazza è in centro a Torino per gli ultimi acquisti. L’impegno più importante è recarsi in una libreria antiquaria in piazza Savoia per trovare una mappa della città per la collezione di suo padre”. Casalegno, classe 1962, insegna italiano all’Andriano di Castelnuovo e ha all’attivo diversi romanzi e raccolte di racconti. E’ presente in quattro edizioni dell’antologia natalizia. Come prosegue la storia? “Il negozio è pieno e bisogna mettersi in fila con il numero. La ragazza inciampa e finisce tra le braccia di un signore grande e grosso che non appena la vede le dice che è identica alla protagonista di una storia che ha in mente di scrivere. Si tratta di una vicenda di cronaca avvenuta proprio in quella piazza più di un secolo prima”. La ragazza ascolta incantata il racconto e ne resta colpita, tanto da non dormire la notte, o quasi. Il giorno di Natale trova sottol’albero un pacco inaspettato… “E’ un piccolo omaggio allo scrittore spagnolo Zafon, recentemente scomparso. L’ho scritto subito dopo aver appreso della sua morte”.

Il giornalista pinese Marchina, classe 1972, alla sua settima partecipazione nella raccolta della Trevisan, ambienta invece la sua storia in piazza Galimberti, dove un tempo c’erano i mercati generali.

“Il potere dello specchio in frantumi”, una storia d’amore impossibile tra un carrettiere e la segretaria di una società ortofrutticola che opera nei mercati degli anni Settanta. Su di loro aleggia un’evanescente presenza di una zingara bambina. “E poi giocava con un pezzo di specchio, quasi sbriciolato. La zingarella rubava la luce dei lampioni e la dirottava un po’ ovunque. Avessero potuto farsi materia, quei fasci di luce ci sarebbero stati alla grande su di un albero di Natale…”. La zingarella ha uno stivale solo.

"Come è nata la sua idea?"

“E’ un ricordo della mia infanzia. Abitavo lì vicino, tra Santa Rita e Mirafiori. Ero molto piccolo, ma quella zingarella, la sua tristezza, non mi hanno mai abbandonato. Ho voluto quindi omaggiarla così, rendendola co-protagonista del racconto”. In quale modo partecipa alla storia principale? “Diciamo con poteri soprannaturali, ma non dico di più per non fare spoiler”. “In quegli anni si diceva che poi un giorno il sole si sarebbe spento per sempre. E allora a me, piaceva pensare che, magari nel 2000, tutti avrebbero sconfitto il buio grazie allo specchio rotto della zingarella con uno stivale solo…”.

Numerosi ed altrettanto intriganti sono i rimanenti racconti presentati nel volume natalizio, una raccolta di letture capaci di aiutare il lettore a superare lo sgomento e la  sensazione di innegabile  fastidio che tutti proviamo al vederci costretti nelle case, limitati nei nostri spostamenti.

Situazione incresciosa, ma ottimale per poter finalmente gustare una serie di letture che potranno aiutare a   riscoprire l'importanza vitale ed essenziale dei libri e della lettura, soprattutto in questi tempi tormentati che  ci auguriamo possano vedere presto la fine.

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Articolo pubblicato il 25/12/2020