GOVERNO: Il confronto richiesto da Renzi, si conclude tra tarallucci e vino e Teresa Bellanova rimane in poltrona

Il Milleproroghe oggi in Cdm, dai Covid hotel a concorsi nella Pubblica Amministrazione

C’è un nesso imprescindibile tra la vocazione dei nostri esponenti politici e il cruccio per la continuità della colazione. Nei giorni scorsi alcuni commentatori facevano presagire crisi di governo imminente e cambio repentino di maggioranza, invece, ancora una volta, il miracolo dell’appetito e l’amore per il seggiolino, ha trovato concreta  soddisfazione.

Ieri pomeriggio è terminato il nuovo giro di incontri a Palazzo Chigi dove il premier Giuseppe Conte, assieme al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri e a quello degli Affari europei, Vincenzo Amendola, ha incontrato  la delegazione di Italia Viva prima e quella di Leu dopo. Confronti che fanno seguito a quelli avuti lunedì con M5s e Pd e che vedono sul tavolo anche la questione Recovery Fund. Per capire come gli italiani siano sempre destinati a diventare “prenditori” e quale peso comporti il valore intrinseco delle intese raggiunte, è opportuno rileggere e centellinare le dichiarazioni rese.

“Oggi (ieri) c’è stato un passo avanti. Finalmente il presidente del Consiglio ha preso atto che le proposte avanzate da Iv sul metodo di lavoro sono assolutamente positive. Perché è scomparsa tutta la questione della governance, che si voleva portare con un emendamento in legge di Bilancio e finalmente si inizia a discutere con i numeri, nel merito, dei vari progetti”, ha dichiarato la capodelegazione di Iv, Teresa Bellanova, al termine dell’incontro col Premier a cui hanno partecipato Luigi Marattin, Maria Elena Boschi, Ettore Rosato e Davide Faraone oltre alla ministra Elena Bonetti.

“Oggi abbiamo posto alcune questioni, ci siamo riservati di poter consegnare un nostro documento, sulla base di quello che ci è stato consegnato ieri sera. Stiamo parlando di 207 miliardi che devono essere utilizzati per risolvere i problemi di questo Paese”, ha spiegato ancora la ministra delle politiche Agricole, alimentari e forestali che ha poi aggiunto: “Abbiamo posto una domanda: se nel documento che ci è stato consegnato ieri sera continuano ad esserci solo 9 miliardi per la sanità, settore in cui sappiamo esserci grosse difficoltà, dal punto di vista delle strutture e del personale, perché non si riflette sulla possibilità di utilizzare i 37 miliardi del Mes, che hanno minori condizionalità rispetto a quelle del Recovery?”. 

Dopo l’incontro con Italia Viva, a cui era assente Matteo Renzi perché in questa fase non partecipano i leader politici, è toccato a Leu sedersi al tavolo con Conte. “È stato un confronto molto costruttivo, siamo entrati nel merito delle due grandi questioni: la ripartizione dei fondi e le metodologie, dunque sulla necessità di arrivare ad avere pochi progetti ma molto incisivi, che possono cambiare realmente la vita delle persone”, ha detto il capogruppo di Leu alla Camera, Federico Fornaro. “Abbiamo ribadito che serve mettere in campo una strategia di lungo respiro, che intrecci – queste per noi sono le priorità – il green, la salute e le infrastrutture sociali. Questo significa anche un riequilibrio delle risorse”, ha invece dichiarato la capogruppo di Leu al Senato, Loredana De Petris che ha poi sottolineato: “La salute è l’elemento che tiene tutto insieme e ha bisogno di una diversa allocazione delle risorse, di un incremento dei progetti a più lungo termine”.

Era sconcia la pretesa di Conte di gestirsi in proprio il pacchetto di miliardi, senza nessun controllo, che un giorno o l’altro i nostri nipoti dovranno restituire alle banche o alle istituzioni europee, senza poter protestare su come saranno stati  impiegati. Il riscontro per il cittadino, dubitiamo non sarà molto diverso. Non si abbatte la burocrazia, le 300 così dette teste pensanti che Conte voleva arruolare, diverranno la traslazione plastica  e spartitoria dei partiti di governo, ma essendo le deliberazioni tutte lottizzate, le proteste scemeranno.

Per capire come, nonostante la dubbia indole moralizzatrice di Renzi, le minacce abbiamo vita breve, gli italiani dovrebbero porsi una semplice domanda. Quale altra  compagine governativa, a Teresa Bellanova avrebbe potuto assicurare la poltrona ministeriale? Ergo, per permettere di continuare la vita stentata ed inconcludente del Governo Conte, si è disposti a trangugiare di tutto e lascar correre, così una mano lava l’altra.

Su sperperi e disfunzioni, recentissimi esempi non mancano. Di nodi da sollevare, ce ne sarebbero ben altri. Due documenti del dipartimento della Salute confermerebbero lo spreco di denaro pubblico riguardante l’acquisto dei banchi a rotelle  che avrebbero dovuto essere pronti a settembre, all’inizio del nuovo anno scolastico, ma che non sono mai arrivati, con un esborso di  3 miliardi di euro spesi per nulla.

Intanto, come si evince dalle bozze, oggi il CdM approverà di un altro provvedimento pasticciato.

Dai Covid hotel ai concorsi e assunzioni nella pubblica amministrazione: dovrebbe arrivare oggi, nel Cdm convocato per le 16 il tradizionale dl Milleproroghe di fine anno che fa slittare al 31 dicembre 2021 numerose scadenze.

Nella bozza del testo, che attualmente conta 22 articoli, c'è spazio per misure molto eterogenee tra cui il rinvio delle celebrazioni ovidiane, il completamento del progetto Mantova hub e norme per la semplificazione per i collegamenti in fibra ottica delle scuole e degli ospedali. Ci sarà tempo fino a luglio 2021 per "perfezionare" i nuovi piani economico-finanziari delle concessioni delle autostrade, cui sono legati gli "adeguamenti delle tariffe", e quindi l'eventuale aumento (o il calo) dei pedaggi, che sarebbero altrimenti scattati a fine anno. Lo prevede la bozza del decreto Milleproroghe.

Inoltre ci sarà più tempo per sostenere gli esami di guida per ottenere la patente. Secondo quanto si legge in una bozza del dl Milleproroghe, per le domande presentate nel 2020 la "prova delle cognizioni" potrà essere svolta entro 1 anno dalla richiesta. Il rinvio è motivato dalle difficoltà dovute all'emergenza covid.

Dagli specializzandi e i medici pensionati in corsia fino alla produzione in deroga delle mascherine, passando per l'operatività del commissario Domenico Arcuri, cè di tutto e di più ne decreto Milleproroghe una serie di prolungamenti di misure messe in campo dall'inizio dell'emergenza e che altrimenti si fermerebbero alla fine dell'anno. La proroga, precisa la bozza del decreto, sarà valida "fino alla cessazione dello stato di emergenza e comunque non oltre il 1 marzo 2021". Se si decidesse di proseguire oltre con lo stato di emergenza, quindi, sarebbe necessario un ulteriore intervento normativo per consentire tutte queste misure in deroga.

Per giungere al sommo sconcio. L’Alitalia avrà sei mesi in più per restituire il prestito da 400 milioni concesso a fine 2019 per il trasferimento di complessi aziendali. La norma sposta la scadenza della restituzione dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2021. Alla prossima!

 

 

 

 

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Articolo pubblicato il 23/12/2020