L’Autocertificazione scatta da stamane. Siamo tutti in zona rossa

Come compilarla e come si potrà (legalmente) aggirare le regole

Dalla mezzanotte di ieri 23 dicembre in tutta l'Italia si applicano le disposizioni inerenti la zona rossa in virtù del decreto legge n.172 del 18 dicembre che introduce nuove restrizioni per l'emergenza coronavirus. Così, fino al 6 gennaio 2021 per muoversi sarà in molti casi necessaria l'autocertificazione (quella di ottobre 2020 è valida). Riteniamo utile ed opportuno, anche a tutela dei nostri lettori, mettere in evidenza, nel dettaglio cosa succede da oggi, 24 dicembre con l'Italia in zona rossa e arancione, le regole in vigore, le deroghe per gli spostamenti e le scappatoie per il pranzo di Natale, il Cenone e il Veglione.  

"Il Natale alle porte rappresenta un momento di serenità per le nostre comunità, ma allo stesso tempo siamo chiamati proprio ora a tenere alta la guardia", ha detto intanto oggi Conte in un videomessaggio con gli altri capi di Stato e di Governo del Consiglio europeo per sensibilizzare la cittadinanza al rispetto delle norme anti-Covid-19 anche durante le feste. 

La circolare pubblicata  sul sito del ministero dell'Interno ricorda che nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 (vale a dire 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre 2020  e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio 2021) si applicano sull’intero territorio nazionale le misure previste dall’art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre 2020 per la cosiddetta “area rossa”, cioè i territori caratterizzati da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto. In zona rossa gli spostamenti sono consentiti soltanto per ragioni di lavoro, salute o estrema urgenza e necessità e vanno certificati tramite il modulo autodichiarazione. Nei giorni 28, 29 e 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021 si applicano invece sul territorio nazionale le misure previste per l'area arancione. A questi divieti si applicano tre diverse deroghe da motivare tramite autocertificazione: 

  • c'è una deroga che riguarda gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore ai 5mila abitanti, i cui residenti possono spostarsi per una distanza non superiore ai 30 chilometri rispetto ai confini. Non si può andare però nei capoluoghi di provincia;
  • c'è poi un'altra deroga che invece riguarda tutti i cittadini: è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05 e le ore 22.00 e nei limiti di due persone. Non vengono ricompresi, in tale limite numerico, i minori di 14 anni sui quali le persone interessate allo spostamento esercitino la potestà genitoriale e le persone disabili o non autosufficienti con esse conviventi;
  • a questo si aggiunge, come deciso dal decreto legge n. 158 2 dicembre, che il ritorno a casa è sempre consentito a qualsiasi ora del giorno e della notte e che per "casa" si intende la residenza, il domicilio o l'abitazione. Il Viminale ha precisato nei giorni scorsi, che se si utilizza una delle tre precedenti deroghe "la relativa ragione giustificativa potrà essere addotta tramite ricorso alla consueta modulistica di autodichiarazione, nella parte in cui si fa riferimento a "motivi ammessi dalle vigenti normative".

Vista quest'ultima precisazione, poiché il Ministero dell’Interno non ha diffuso un nuovo modulo autodichiarazione per consentire l'autocertificazione nel periodo che va dal 24 dicembre al 6 gennaio, rimane valida quella che porta ancora la data dell'ottobre 2020 e che è scaricabile sul sito del ministero dell'interno. In questo caso, oltre a barrare la casella, va spiegato nella riga successiva il motivo che determina lo spostamento, l'indirizzo di partenza e l'indirizzo di destinazione. Non va specificato il nome dell'eventuale persona che si va a incontrare (parenti o amici che siano) per ragioni di privacy.

La circolare conclude ribadendo che "l’accesso ai luoghi di culto e la partecipazione alle funzioni religiose restano comunque consentite, ai sensi dell’art.1, comma 9, lett. p) e q) del d.P.C.M. 3 dicembre 2020. Anche in questi casi troveranno peraltro applicazione i limiti orari imposti dal cosiddetto “coprifuoco”", e che "sono consentiti, senza limiti di orario, gli spostamenti che si riconnettono ad attività assistenziali svolte, nell’ambito di un’associazione di volontariato, anche in convenzione con enti locali, a favore di persone in condizione di bisogno o di svantaggio. Conseguentemente, per lo spostamento legato a tali attività, potrà addursi a motivo giustificativo l’espletamento del servizio di volontariato.

Sarà inoltre necessario indicare nel modulo di autocertificazione: il proprio abituale domicilio, un contatto telefonico valido, di non essere sottoposti alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al Covid-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie), di essere "consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale" regolate dall'articolo 495 del Codice di procedura penale. Cosa rischia chi non è in regola? In primo luogo una multa da 400 a mille euro, come previsto dal decreto. Decifrando le ultime indicazioni ministeriali, pare sia consentito l'utilizzo di una serie di scappatoie per il pranzo di Natale, il Cenone, il Veglione e per le uscite per andare a trovare gli amici. Il governo ha autorizzato esplicitamente: 

-il pranzo di Natale, perché rientra nei limiti temporali del coprifuoco;

-il pranzo del primo dell'anno, per lo stesso motivo.

Ma, e questa è la novità, non essendo esplicitamente vietati sono consentiti anche il Cenone di Natale e il Veglione di Capodanno con due ospiti più gli under 14 e i non autosufficienti. Sostanzialmente in tre modi: 

-il primo è il più semplice: si possono anticipare gli orari delle cene in modo da rispettare il coprifuoco; 

-il secondo è più complicato: essendo consentito dal decreto legge 2 dicembre a qualsiasi ora il ritorno a casa (e quindi anche durante il coprifuoco) si può farlo dopo aver cenato e brindato oltre mezzanotte;

-il terzo modo è quello che era stato ipotizzato nei giorni scorsi: basta rimanere a dormire la sera del 24 e quella del primo gennaio e tornare a casa quando sarà scaduta l'ora del coprifuoco.

Chi va a trovare un parente o un amico nella seconda casa può fermarsi a dormire. Unica condizione: "La seconda casa dev’essere nella regione di residenza sia del proprietario che degli amici o parenti che vengono ospitati, poiché dal 21 dicembre al 6 gennaio sono preclusi spostamenti tra regioni e province autonome". È importante ricordare di portare con sé il modulo dell’autocertificazione sia nei giorni “rossi” (a dicembre il 24/25/26/27/31 e a gennaio 1/2/3/5/6) che in quelli “arancioni” (28/29/30 dicembre e 4 gennaio). Di fatto le due categorie sono pressocché indistinguibili. 

Va inoltre ricordato che il domicilio è inviolabile e quindi i controlli in casa sono impediti alle forze dell'ordine, a meno che queste ultime non abbiano il fondato sospetto che nell'abitazione stia avvenendo qualcosa di illegale. "Un sistema liberal-democratico non manda la Polizia in casa, a meno che non ci sia una flagranza di reato - ha spiegato Conte in diretta rispondendo alle domande dei giornalisti sul decreto - noi non entriamo nelle case degli italiani, è un decreto concepito come forte limite alla circolazione. Si esce con l’autocertificazione". Ecco quindi che con la regola delle due persone e il fatto che si debba specificare l'indirizzo di destinazione ma non la persona a cui si sta facendo visita c'è il pericolo che più coppie di persone (o intere famiglie) si vedano nella stessa casa senza che tecnicamente nessuno possa impedirlo. 

Un altro problema riguarda la possibilità di visitare una ed una sola casa durante l'uscita prevista dalla deroga. Anche in questo caso la norma è facilmente aggirabile. Se si vogliono per esempio visitare due parenti che abitano in due case diverse, basta uscire per recarsi dal primo muniti di autocertificazione compilata in ogni punto tranne che per l'indirizzo di destinazione. Se non si viene fermati - e quindi non si è costretti a consegnarla, considerando che i controlli possono essere effettuati anche successivamente - poi si può tranquillamente recarsi nella seconda casa a cui si vuole far visita: nessuno può essere in grado di provare che prima ci si è fermati da un'altra parte e quindi se si viene fermati si può scrivere soltanto il secondo indirizzo di destinazione. 

 

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Articolo pubblicato il 24/12/2020