L’Associazione italiana Sicurezza Sussidiaria (A.I.S.S.) ottiene dal Governo i ristori a favore delle agenzie di sicurezza e investigative coinvolte dalla crisi economica legata all'emergenza epidemiologica da Covid-19.

La soddisfazione del presidente Franco Cecconi

Esprimiamo soddisfazione per l’esito della nostra azione che ha portato il Governo ad approvare l’Ordine del Giorno a firma dell’On. Carmelo Miceli”, dichiara Franco Cecconi, Presidente dell’A.I.S.S. (Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria) dopo aver appreso dell’approvazione da parte del Governo: “erano mesi che chiedevamo alla politica ascolto e finalmente la risposta è arrivata”.

La Sicurezza, uno degli aspetti più significativi nella vita dei singoli e delle comunità, entra finalmente a far parte dell’agenda di Governo, grazie ad AISS.

L’Esecutivo ha infatti dato parere favorevole a un emendamento chiesto da AISS – Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria – Federterziario e presentato dall’On. Carmelo Miceli, Responsabile Sicurezza del PD. Il testo è frutto di una proficua collaborazione con l’A.I.S.S., sostenuta con forza dal Responsabile Relazioni Istituzionali dell’associazione Claudio Verzola.

Nel documento (9/2790-bis-AR/133.Miceli) la Maggioranza assume formalmente l’impegno “a valutare l’opportunità di inserire, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, le Agenzie di Sicurezza Private (Codici Ateco: 80.20.00 servizi connessi ai sistemi di vigilanza; 80.30.00 servizi di investigazione privata; 81.10.00 servizi integrati di gestione agli edifici) tra le imprese beneficiarie dei provvedimenti adottati nell'interesse delle aziende in difficoltà”.

Un ottimo proposito per il 2021, alla luce di tutte le difficoltà scontate da un settore che, di fatto, è fermo dall’inizio della pandemia, con migliaia fra addetti ai servizi di controllo e steward lasciati a casa. Da sottolineare il notevole risultato ottenuto dall’A.I.S.S., che ha incessantemente incalzato la politica riuscendo a intrattenere interlocuzioni valide e costruttive, continuando così a farsi concretamente carico dei problemi e della sofferenza di un settore di rilevanza strategica per il Paese.

Un patrimonio, quello della cultura della Sicurezza, già fortemente svilito prima del Covid da dumping e sperequazioni ma che deve tornare a essere riconosciuto e apprezzato per quello che è: ovvero un settore cruciale, composto da Professionisti le cui qualifiche (tecniche e morali) sono verificate e ben codificate nella normativa. Tra le tante elargizioni assai discutibili disposte dal Governo, almeno emergono valori positivi

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Articolo pubblicato il 29/12/2020