Biella- Le corone di Oropa in un elegante libro

Ogni pagina motivo di bellezza di studio di riflessione sul Santuario della Madonna Nera del Monte d’Oropa - prezioso ricordo della V Incoronazione della Vergine Maria

Un bellissimo, emozionate, approfondito volume curato da don Angelo Stefano Bessone e Gianni  De Stefanis «La Regina e le sue corone -paralipomeni alla storia di Oropa», il libro composto da  678 pagine in grande formato finemente rilegato  in copertina cartonata bianco con una sovraccoperta blu, presenta  in 104 brevi ma esaurienti  capitoli  costituiti da immagini – all’incirca mille -   importanti documenti iconografici, che vanno principalmente dalle corone del rosario, e si completano  con  altri  preziosi oggetti devozionali,  tra cui anche preziosi libri,  curiosi articoli,    di  giornali.

Una importante testimonianza di documenti   legati alla Madonna Nera di Oropa e al suo culto, frutto di un ‘appassionata ricerca che dura da oltre vent’anni e che ha  impegnato  i due autori, realizzando un’opera editoriale di grande pregio sotto tutti i punti di vista. Il libro  pubblicato dalle Arti Grafiche di Gaglianico (Biella)è uscito l’anno appena che abbiamo lasciato alle spalle in occasione della V Incoronazione della Vergine che era in programma ad Oropa lo scorso agosto (rinviata al  29 agosto 2021 a causa dell’emergenza Covid-19).

Uno degli autori è   Don Angelo Stefano Bessone che ha sua volta  è autore  di parecchie importanti pubblicazioni sul tema oropeo. Negli anni  dal 1995 al 1999 ha   studiato all’incirca ottocento ex voto, i suoi studi    sono  poi stati raccolti in quattro volumi,   e pubblicati dal Centro Studi Biellesi (DocBi):«I quadri votivi del santuario di Oropa».  Il sottotitolo del volume  in questione riporta  il termine  «Paralipomeni», parola greca che significa cose tralasciate e che ora in questa occasione dopo essere state studiate a fondo sono state riprese e considerate, e aggiunte al prezioso testo.

Nella pubblicazione,”La Regina e Le sue corone” viene privilegiato lo studio delle corone del rosario riportate in  due importanti collezioni private una quella del collezionista Sergio Trivero (1933-2011) formata prevalentemente da corone povere, popolari ma non per questo destituite del pregio della rarità, mentre la parte più corposa proviene dalla collezione sempre privata di Gianni De Stefanis – il coautore del libro - costituita prevalentemente da corone del rosario antiche, preziose.

La collezione,  cresciuta di anno in anno  è frutto di un’intera vita, fatta di studi di ricerca di acquisti sfogliando cataloghi delle aste tedesche e soprattutto di ricerche nei  numerosi viaggi effettuati in Francia Germania per acquisire questi pezzi importanti, che ora vengono presentati nelle pagine patinate all’ammirazione del lettore. Lo studio dedicata alle corone,  ha sua volta porta al capitolo  delle medaglie.

Apprendiamo, che queste  medaglie erano appese  ai rosari come termine dell’appendice come il crocifisso, molti di questi esemplari riprodotto sono del Seicento – Ottocento erano  fabbricate  in argento dagli orefici e coronari di Oropa: gli Ottino ed i Regis, molte altre medaglie erano in oro e smalto, oggi sono di una estrema rarità, se ne contano  pochissimi esemplari. Inoltre i medaglioni destinati a ricordare il battesimo avevano tassativamente in recto l’immagine di Gesù battezzato nel fiume Giordano da Giovanni, in verso i santi che fornivano i nomi di battesimo.

Il libro è arricchito anche da rarità bibliografiche di Oropa ( provenienti sempre dalla collezione De Stefanis), formato da preziose rilegature: di libri in qualche modo anche qui c’entra l’incoronatura. Una di queste pregevoli rarità è la «Historie della Madonna SS. d’Oropa, Torino 1659, con l’ex libris di Giannalisa Feltrinelli».

Ogni pagina di questa monumentale monografia di Oropa trasmette al lettore devozione. Non bisogna mai dimenticare, il ruolo che avevano  è hanno avuto questi oggetti: la preghiera. Si percepisce come la “preghiera del santo rosario” era, nei tempi passati, una forma di preghiera domestica, un pio esercizio, non liturgico: la casa era il suo ambiente naturale.

Per  i meno  giovani, questo libro, può recare nostalgia in quanto ricorda molte cose passate: sono riprodotte le scodelle, gli scodellini le tazze e le tazzine di ceramica, le tovaglie che le nostre nonne o bisnonne le tenevano bene in vista sulla  mensola  della cucina,  che oltre all’uso quotidiano  era anche per  ricordare  della visita fatta al Santuario, o chi te li  avessero portate  come tale oggetto di regalo, e   si erano ricordate di te  e della famiglia nella preghiera ai piedi della Madonna del Monte d’Oropa.

Un altro esauriente  capitolo  è quello che riguarda ai  Santi e Beati canonizzati dalla Chiesa, che sono stati pellegrini ad Oropa, tra queste l’emozionanti visite, non possiamo menzionare   quella  di Sua Santità Giovanni Paolo II  (ora santo) avvenuta il 16 luglio 1989.

Una grande pubblicazione che racchiude oltre un quarto di secolo di studi ricerche approfondimenti, integrando appunto le cose tralasciate nelle precedenti pubblicazioni, sarebbe stato una vero peccato non inserire questi studi effettuati che col tempo sono diventati importanti. Nell’introduzione del volume si legge  per la completezza del tema sulla devozione della Madonna Nera venerata nel Santuario di Oropa  mancherebbe il censimento delle edicole o piloni sparsi lungo le strade, i sentieri e le mulattiere con le relative pitture murali …  Un libro bello sotto tutti i punti di vista.

Descrizione immagini:

Foto  sovraccoperta del libro

Foto 1 Copertina di rilegatura

Foto 2 Medaglione battesimale in filigrana d’argento, ceramica dipinta medaglia d’oro ( dorata?)

Foto 3 Rarissima corona interamente in oro frlla seconda metà dell’Ottocento  

Foto 4 Corona di cinque decine. Ave Maria e Pater Noster in globuli di plastica celeste, stampati su corda e nailon.

Foto 5 Corona in sei decine in filigrana d’argento. Questa corona (quanto riportata nella descrizione) forse del secolo XVIII secolo ben conservata, ha le caratteristiche di un gioiello e non si può escludere che potesse essere stata usata anche come collana

Foto 6 Medaglia commemorativa della Peregrinatio Mariae a Biella. Metallo argentato (1949)

Foto  7 Medaglia ovale di  smalto, incorniciata in oro forse posteriore al 1910

 Foto 8 tazza grande con manico di ceramica bianca esternamente colorata in giallo oro

Le foto riprodotte sono state tratte dalla pubblicazione”La Regina e le sue corone”.

“La Regina e le sue corone- paralipomeni alla Storia di Oropa”, a cura di Angelo Stefano Bessone e Gianni De Stefanis, pp. 678 ill. col. e b/n, Arte della Stampa Gaglianico, Biella 2020, €50.00

 

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Articolo pubblicato il 01/01/2021