Conte è ormai delegittimato

Nove italiani su dieci non lo vogliono più

Anche ieri le trasmissioni televisive e le conventicole romane hanno formulato ipotesi su quel che potrà seguire al prossimo dibattito parlamentare. Qual è il dilemma? Renzi affonderà o no la lama al collo del premiere?

Alla politica politicante fa eco un recentissimo sondaggio; Conte non lo vuole più nessuno. E’ il campione statistico che suona il de profundis a Giuseppe Conte, l'avvocato del popolo alla guida del governo a trazione Pd-M5s. L'ultimo sigillo arriva dalla rilevazione di Analisi Politica. La domanda clou del sondaggio della società di ricerca diretta da Arnaldo Ferrari Nasi è: "In questi giorni ci sono state forti tensioni nella maggioranza che sostiene il governo Conte. Se dovesse cadere l'esecutivo, tra queste possibilità, per l'Italia sarebbe meglio...".

E via quattro ipotesi: il 32 per cento degli italiani chiede di sciogliere subito le Camere e indire al più presto nuove elezioni "per verificare la volontà dei cittadini".

Un elettore su cinque (21%) vede bene un nuovo incarico a Giuseppe Conte ma, solo per formare un governo ponte con tutti dentro che accompagni il paese alle elezioni. Opzione, spiega Ferrari Nasi, invisa ai simpatizzanti di centrodestra mentre spopola tra i grillini (50%) e convince uno su tre tra gli elettori di Pd e ItaliaViva. Insomma, pure la maggioranza ha mollato il premier. Solo il 13 per cento degli intervistati apre a un terzo governo dell'avvocato foggiano.

"Sappiamo già che per 2 italiani su 3 il premier non sa governare e tra coloro che non hanno per nulla fiducia in lui ci sono anche elettori del Pd e dei Cinquestelle", spiega il sondaggista illustrando la quarta opzione, scelta dal 22 per cento dei mille intervistati. Ovvero quella di un governo guidato da una personalità riconosciuta non politica come Mario Draghi.

Quali saranno i tempi di questa gestazione? Gli occhi dai prossimi giorni saranno puntati indubbiamente al Colle più alto. Emerge il disgusto e la diffidenza degli italiani nei confronti dei pastrocchi romani, volti a salvaguardare poltrone ministeriali, con il  Paese sempre lontano, rispetto ai famelici ed incontenibili appetiti dei leader, sempre pronti ad alzare la posta e trovare il compromesso per mantenere la poltrona. Ma questa volta,il giocattolo forse si è rotto.

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 04/01/2021