Stellantis non sacrifichi l'industria automobilistica piemontese

Le critiche osservazioni e preoccupazioni di MPP sull'operazione

Dal nostro corrispondente

"Il 2021 vedrà la nascita del quarto gruppo mondiale dell’automotive con Stellantis, società nata dall’unione tra FCA e PSA; la creazione di grandi gruppi di livello mondiale  è inevitabile per la sopravvivenza dell’industria automobilistica ma questa operazione pone diverse domande e suscita timori".

Così esordisce il Presidente di MPP anticipando i sentori di una situazione che presenta tuttavia aspetti poco rassicuranti per l'occupazioe futura dei dipendenti italiani.

In effetti FCA ormai da tempo non è più un’azienda italiana, ha sede legale, decisionale e finanziaria all’estero e della Fiat che ha reso grande Torino, il Piemonte e l’Italia nel mondo resta ben poco.

Il Presidente MPP insiste:

"L’operazione Stellantis, venduta alla stampa lo scorso anno come matrimonio alla pari con il gruppo PSA, nei documenti presentati alle autorità di finanziarie si configura per quello che in effetti è, una acquisizione di FCA ( col poco di italianità che restava) da parte di PSA che è partecipata direttamente dallo Stato francese, presente in forze nell’azionariato.

Il CDA di Stellantis avrà la maggioranza di consiglieri espressi dai francesi oltre all’amministratore delegato, mentre a FCA andrà la minoranza dei posti nel CDA, oltre ad una presidenza del gruppo sicuramente importante a livello di immagine ma poco influente sulle scelte gestionali del nuovo gruppo industriale".

Il timore è che le “sinergie” garantite da queste grandi fusioni si traducano in un taglio dei posti di lavoro e, considerata la presenza statale francese nel gruppo, non è difficile immaginare che eventuali tagli di personale vadano a colpire gli stabilimenti italiani.

"Il settore automobilistico, tanto importante per Torino ed il Piemonte - prosegue -  è stato fortemente ridimensionato negli ultimi anni e l’ipotesi che lo Stato francese non ci pensi due volte a risparmiare licenziando in Italia non è tanto campata in aria".

Per cui è auspicabile che le Istituzioni locali piemontesi, oltre ovviamente al Governo nazionale, incontrino al più presto i vertici di Stellantis

"per tutelare i lavoratori italiani del nuovo gruppo industriale; un ulteriore ridimensionamento di quella che è stata la gloriosa Fiat sarebbe il colpo di grazia per l’industria automobilistica  piemontese".

 

Luigi Cabrino

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Articolo pubblicato il 10/01/2021