Il Maestro Franco Battiato č gravemente malato

Vi sono artisti che accompagnano la storia di una vita, non si vorrebbe mai fare a meno di loro.

La prima volta che andai a un concerto di  Franco Battiato erano i primi anni 70. Si teneva al teatro Nuovo di Torino e vi trascinai un amico di chitarra all’oscuro sia della musica che del personaggio. Il teatro contava 60 spettatori, ma il concerto non ci lasciò delusi, anzi. Era evidente che quel musicista siciliano, pupillo di Giorgio Gaber e membro della avanguardia milanese, era destinato a fare strada.

 

A quell'epoca avevo già avuto modo di apprezzare l’artista catanese e alcuni dei suoi primi dischi: “Pollution” & “Sulle Orme di Areas”; 33 giri caratterizzati da ricercate sonorità elettroniche e da calde arie mediterranee. I tempi della musica etnica, della parentesi esoterica, della teoretica filosofica e della erudita canzone d’autore, erano ancora là da venire. Momenti che negli anni 80 avrebbero consacrato “Maestro” Franco Battiato, sempre alla ricerca di nuovi effetti e di importanti cooperazioni con raffinati solisti, quale il violinista Giusto Pio e cantanti del calibro di Antonella Ruggero, Giuni Russo, Milva, e più gruppi musicali.

Quello a cavallo degli anni 80 è stato un periodo illuminato per il musicista siciliano che, con album quali: La Voce del Padrone, L’era del Cinghiale Bianco, Fisiognomica, Giubbe Rosse,” ha inciso intensi brani da ascolto meditativo, quanto suggestivi da suonare sulla spiaggia attorno al fuoco.

Sempre impegnato ad offrirsi al suo pubblico in tournée, raffinate esibizioni da selezionati palchi o in saltuari appuntamenti televisivi, da tempo però, di Franco Battiato sembravano essersi perse le tracce.

Ipotesi su un suo grave problema di salute hanno iniziato a circolare sottovoce già dal 2018, senza mai penetrare un protettivo, familiare riserbo e senza alcuna conferma ufficiale. Le supposizioni ruotavano intorno a un probabile morbo di Alzheimer, ma le voci sono sempre state smentite

Informazioni recenti che provengono da una fidata fonte catanese invece, sussurrano di un morbo poco conosciuto che procura un rapido invecchiamento precoce. 

Franco Battiato, che oggi ha 75 anni, sembra accusarne molti di più, colpito da questa malattia rara che accelera il degrado delle cellule, e a meno di un eventuale e auspicabile decorso reversibile, purtroppo non tornerà a cantare.

Le severe pretese della malattia hanno imposto già da tempo la cancellazione di ogni tour e i tantissimi fan che il maestro Battiato conta in Italia e all’estero, dovranno accontentarsi di ascoltare la sua voce attraverso le incisioni impresse nei tanto amati dischi di vinile.

Sono innumerevoli i testi di Battiato che hanno scolpito la storia della musica italiana: poetiche melodie come “La cura”, “La stagione dell’amore” o “E ti vengo a cercare”, ma anche taglienti brani ironici come “Bandiera Bianca”, di vergogna politica, come “Povera Patria” o di intenso contenuto sociale come “Per Elisa”, portata in duetto con Alice al Festival di San Remo del 1981.

Il suo carattere ermetico, inquieto, sovente introverso e antidivo, ma schietto, che ha sempre accompagnato le sue esibizioni in pubblico, mancherà a tutti gli amanti delle sue raffinate sonorità.

Con questo incolmabile vuoto che inaridisce il mondo della musica, il Maestro ci pone ancora, seppur in modo indiretto, di fronte a uno dei tanti percorsi mistici affrontati nel corso della sua carriera; filosofie secolari intorno alla labile fugacità dell’essere, laddove non esistesse “La Cura”.

Tanti auguri personali a Franco Battiato & una preghiera per la più benevole decorrenza, dedicata alla sua salute compromessa, auguri sinceri ai quali certamente si aggiungono quelli di ogni lettore. Il titolo dell’ultimo album è: “Torneremo ancora”. È quanto meno di buon auspicio.

 

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Articolo pubblicato il 10/01/2021