Conte va alla conta

Forse arriva a 154 voti al Senato, ma gliene servono almeno 158. Allora?

Il Presidente del Consiglio si presenta oggi alle 12 alla Camera dei Deputati e poi martedì mattina al Senato. Conte farà comunicazioni di carattere fiduciario. Quindi, dopo il dibattito, la votazione che seguirà si svolgerà con le modalità del voto di fiducia, con chiamata per appello nominale.

Il suo obiettivo è mostrare che Italia Viva non è decisiva. La speranza è che il partito renziano si spacchi e che altri abbandonino la scialuppa per tornare al Pd, Ma non fa i conti con Renzi che ribadisce l’imprescindibilità del Mes per Italia Viva. “Non voterò mai in governo che si ritiene migliore del mondo con 80 mila morti e che non prende il Mes”. “Domani Conte viene in Aula. Noi gli avevamo chiesto »ritieni di cambiare qualcosa su quanto è stato fatto o nel governo? Il presidente del Consiglio ha risposto «ho il governo migliore del mondo”.

A quel punto abbiamo chiesto possiamo metterci sulle cose da fare? Il presidente del Consiglio ha risposto di no, ha detto vado in Aula. E io non credo avranno la maggioranza”. Posizione inequivocabile anche se in Politica è da sempre pregiudizievole farsi trovare con il cerino in mano

Chi pare fuori dal mondo è Zingaretti che alla direzione PD sostiene: ”Nel Parlamento esistono sensibilità democratiche, liberali ed europeiste che possono unirsi, noi facciamo un appello alla luce del sole e abbiamo il dovere, non il diritto, di rivolgerci al Parlamento per chiedere la fiducia perché l'Italia deve affrontare il Recovery, il piano di vaccinazione, le riforme sociali e del lavoro”.

Per poi proseguire “Partiamo da questo appello alla responsabilità a tutte le sensibilità democratiche liberali ed europeiste che sono presenti in Parlamento - ha concluso - Dopo il voto torneremo a riunirci per stabilire la strada migliore” Il leader PD non si è accorto che il tentativo raccogliticcio messo in opera da Clemente Mastella, emerso dal nulla per l’occasione, non è riuscito a raggruppare i cani sciolti dal Senato che, pur tenendo famiglia, conservano un briciolo di dignità. Anche se i ben informati sostengono che il furbone Clemente abbia preteso, in cambio del sostengo al morituro Conte posti e prebende, rifiutate da Conte o da chi per lui.

La notizia certa è che Il Governo Conte non ha i numeri al Senato.

Cosa potrà succedere stamane, non sottovalutando gli ultimi sviluppi notturni?

E’ bene tenere presente che le indicazioni filtrate dal Quirinale in questi giorni hanno sempre richiesto “una maggioranza solida sul piano parlamentare” e, almeno per onestà intellettuale, bisogna riconoscere che un governo di minoranza strutturalmente non lo è. Per Conte sarebbe meglio salire al Quirinale - prima o dopo il voto sicuro della Camera poca importa -, rimettere il mandato e affidarsi alle liturgie canoniche di una crisi.

Il centro destra unito nel respingere le sirene di Conte, sostiene che la crisi dovrebbe essere veloce per il bene del Paese. Se Conte seguirà la via della risolutezza, cosa potrebbe accadere? Potrebbe responsabilmente dimettersi augurandosi un reincarico motivato. C’è sempre la possibilità che il mandato conferito da Mattarella sia ampio, ma con paletti ben precisi, tenuto conto della situazione precaria del nostro Paese.

Seguendo quest’ipotesi che potrebbe aver seguito, invece di traccheggiare su voti raccogliticci, ricattatori e clientelari, su nuove base, accantonato il massimalismo becero dei grillini, sulle macerie di questo governo, potrebbe nascere  un progetto politico capace anche di ridare prestigio, nobiltà e qualità alla stessa politica. Il miraggio rimane sempre la “buona politica volta al Bene Comune” che in questa legislatura non abbiamo ancora riscontrato. Dopo anni di ribrezzo e di abiura, se la saggezza di qualcuno guardasse al Centro, potremo forse aver imboccato la strada vincente, oltre che decente. Accantonato gli imbecilli, i nostri parlamentari non dovrebbero dimenticare che  si può morire e, se si è capaci di mettere da parte le meschinità, anche risorgere.

 

 

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Articolo pubblicato il 18/01/2021