Merla un cannone

I giorni della merla: la ragione si perde nella notte di tempi.

Gli ultimi tre giorni del mese di gennaio dovrebbero essere i più freddi dell’inverno. Per antica consuetudine, sono ricordati come “I giorni della merla”: la ragione si perde nella notte di tempi.

Vi sono varie notizie in proposito. Riteniamo più aderente al vero, per la attendibilità della fonte anche con riguardo alla data, quella riportata da un erudito teologo che, nel 1740, dette alle stampe a Venezia una ricca raccolta dei “Modi di dire toscani ricercati nella loro origine”. Di questo libro di Sebastiano Pauli circola, nel mondo dei bibliofili, qualche rara copia stampata a Venezia nel 1761 “appresso Simone Occhi”, della quale è stata fatta una ristampa anastatica, introvabile oggi, dall’Editore Arnaldo Forni nel 1996.

Scrive così il nostro dotto referente: <<“I giorni della Merla” in significazione di giorni freddissimi. L’origine del quel dettato dicon esser questo: dovendosi far passare oltre Po un Cannone di prima portata, nomato la Merla, s’aspettò l’occasione di questi giorni: ne’ quali, essendo il fiume tutto gelato, poté quella macchina esser tratta sopra di quello, che sostenendola dié il comodo di farla giugnere all’altra riva>> (*).

Merla, dunque, era il nome d’un cannone. Il Museo Storico Nazionale d'Artiglieria  ubicato a Torino nel Mastio della Cittadella ospita due repliche di “Falconetto” sulle cui canne è riprodotto uno stemma mediceo a sei palle del 1649 ed un’incisione con i nomi dei cannoni:  “Tomaso” e “Franciscus”. Sull’Adamello a 3.300 metri di altezza, c’è “Ippopotamo”, il cannone già seppellito da una valanga, che nel 1916 uccise 39 degli alpini addetti al trasporto. Reine Elizabeth (poi Marie-Madeleine) era stato prestato agli italiani nel 1918 e, piazzato nei pressi di Monfalcone, durante la decima battaglia dell’Isonzo sparò 120 colpi contro gli Austriaci; altri quattro cannoni dello stesso tipo erano stati battezzati coi nomi di Mireille, Verdun, Victoire e La Marne (**). Kanone in Eisenbahnlafette, al tempo della Seconda guerra mondiale, fu costruito in due soli esemplari, denominati Dora e Gustav, dalla ditta tedesca Krupp, che nel 1914, al tempo della Prima guerra mondiale, aveva fuso il mortaio M.42, soprannominato Dicke Bertha: "Grande" per il calibro elevato e "Bertha" in onore di Bertha Krupp, la figlia maggiore del costruttore.

 

Ci fu un tempo, dunque, in cui i grandi cannoni avevano un nome e anche il grande freddo aveva i suoi giorni. Si vales vàleo.

 

armeno.nardini@bno.eu

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(*)

http://www.meteoweb.eu/2017/01/giorni-della-merla-la-candelora-proverbi-legati-allinverno-2/842863/

(**)

https://www.fortebramafam.it/PDF/Articoli_PDF/Quaderni_Forte/bugnano_walter-il_cannone_ferroviario_che_spar%C3%B2_su_Susa.pdf

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Articolo pubblicato il 26/01/2021