Il Governo passa al Senato con 262 SI

Draghi: "Grazie per stima, andrà validata da fatti"

Ieri si è tenuto  il tanto atteso debutto al Senato del Governo presieduto da Mario Draghi che oggi, ottenuta la fiducia, si trasferirà alla Camera dei Deputati.

Ci sono tratti salienti da evidenziare, prima di soffermarci sui singoli passaggi. Il presidente del Consiglio non rinnega lo stile sobrio e, in poco più di cinquanta minuti tratteggia il suo percorso operoso che si caratterizzerà  con l’aggressione in termini fattivi e certi alla Pandemia, a seguire l’avvio delle grandi riforme, indispensabili per poter ricevere e gestire in modo proficuo e finalizzato i finanziamenti connaturati al Recovery che nei prossimi mesi potranno arrivarci dall’Europa.

Draghi si è soffermato a lungo sui problemi sociali aggravati dalla pandemia e sulla difesa dell’ambiente, ma ha abbandonato il pietismo e la demagogia con la quale gli ultimi governi trattavano questi temi. Non si dovrebbero più salvare le aziende decotte senza alcuna prospettiva di ripresa, ma si punterà sulle iniziative volte a sostenere occasioni di sviluppo.

Così la politica ambientale va coniugata con la tutela delle attività economiche  e produttive. Già questi sapienti distingui ci fanno ben sperare, nel cambio radicale di stagione. La stessa cura, a quanto si dice, dovrà riguardare l’esaltazione delle competenze e  professionalità per coloro che dovranno rivestire cariche pubbliche  nei gangli dello Stato e delle aziende partecipate. Con la stessa solerzia Draghi sta selezionando il suo staff con professionalità di prim’ordine. La stagione dei Casalino e degli Arcuri, del piazzista Ricciardi che invece di conferire con il governo, da semplice consulente getta il Paese nel panico con le sue sgomitate, pare definitivamente tramontata. Ciò sarà salutare per il Paese e per rispetto al cittadino.

 Ritornando ai passi salienti dell’intervento, il presidente Draghi ha così esordito "Il primo pensiero che vorrei condividere, nel chiedere la vostra fiducia, riguarda la nostra responsabilità nazionale. Per poi proseguire: ”Il principale dovere cui siamo chiamati tutti, io per primo come presidente del Consiglio, è di combattere con ogni mezzo la pandemia e di salvaguardare le vite dei nostri concittadini. Una trincea dove combattiamo tutti insieme. Il virus è nemico di tutti. Ci impegniamo a informare i cittadini con sufficiente anticipo, per quanto compatibile con la rapida evoluzione della pandemia, di ogni cambiamento nelle regole", ha esordito il premier nel suo intervento a Palazzo Madama.” L’altro punto cardine riguarda la collocazione internazionale dell’Italia. Il nuovo governo nasce "nel solco dell'appartenenza del Paese come socio fondatore dell'Ue e come protagonista dell'Alleanza atlantica", e sostenerlo "significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’Euro". In questi anni si è detto "stupito e un pò addolorato" nel notare che la reputazione degli altri Paesi fosse sempre superiore all'Italia: "Dobbiamo essere più orgogliosi, più giusti e più generosi nei confronti del nostro Paese. E riconoscere i tanti primati, la profonda ricchezza del nostro capitale sociale, del nostro volontariato, che altri ci invidiano".

Nel discorso è stato toccato anche il tema relativo alla campagna di vaccinazione, sottolineando l'assoluta necessità di mobilitare "tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari". La sua strategia non si limiterà alle vaccinazioni all'interno di luoghi specifici, ma alla base vi sarà il dovere "di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private". La velocità sarà un fattore chiave per raggiungere gli obiettivi di vaccinazione da mettere a punto nei prossimi mesi: "È essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus".

Aspetto centrale quello dei giovani. L'auspicio di Draghi è che il desiderio e la necessità di costruire un futuro migliore sappiano orientare per il verso giusto le decisioni del governo: "Nella speranza che i giovani italiani che prenderanno il nostro posto, anche qui in questa Aula, ci ringrazino per il nostro lavoro e non abbiano di che rimproverarci per il nostro egoismo. Ogni spreco oggi è un torto che facciamo alle prossime generazioni, una sottrazione dei loro diritti". Particolare attenzione al ritorno, il prima possibile, sui banchi di scuola, dicendo addio alla didattica a distanza: "Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà".

Sempre volgendo l’attenzione ai giovani ed al futuro del Paese, per Draghi, i progetti del Next Generation Eu dovranno apportare benefici simultaneamente a più settori. "Selezioneremo progetti e iniziative coerenti con gli obiettivi strategici del Programma, prestando grande attenzione alla loro fattibilità nell’arco dei 6 anni", ha fatto sapere Draghi. Il ruolo della scuola occuperà larga parte "negli obiettivi di coesione sociale e territoriale e quella dedicata all’inclusione sociale e alle politiche attive del lavoro". Nella sanità si dovrà "rafforzare la medicina territoriale e la telemedicina". L'ex governatore della Bce ha inoltre ribadito che il Parlamento "verrà costantemente informato sia sull’impianto complessivo, sia sulle politiche di settore".

Sul fisco ha ricordato che il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all'altra: "Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta. Un intervento complessivo rende anche più difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli". Un'ulteriore riforma che non si può procrastinare è quella della Pubblica amministrazione. Considerando l'arretrato accumulato durante la pandemia, agli uffici verrà chiesto "di predisporre un piano di smaltimento dell’arretrato e comunicarlo ai cittadini".

Altra sfida riguarderà il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l'asilo, nel quale Draghi si è impegnato a perseguire "un deciso rafforzamento dell’equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva". Un aspetto cruciale sarà rappresentato pure dalla costruzione di una politica europea dei rimpatri "dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati".

Senza particolare risalto gli interventi dei senatori intervenuti. Un po’ di piaggeria, tanti luoghi comuni avulsi dal contesto e qualche farneticazione da parte dei cani sciolti. Nel pomeriggio, dopo l’intervento di Draghi, Matteo Salvini ha diffuso questa dichiarazione;” "Più salute e meno tasse, più rimpatri e meno burocrazia, più cantieri e meno sprechi, responsabilità e rispetto nei confronti delle future generazioni, orgoglio di essere italiani. Ottimo punto di partenza, nel nome dell'efficienza, della trasparenza e del cambiamento. La Lega c'è!", che aggiunge: "Vedremo di essere la parte concreta di questa maggioranza: le liti le lascio agli altri". Draghi sui vaccini dimostra di essere "una persona di buon senso".

Draghi replicando alle osservazioni ricevute, ha così concluso "Gli interventi del dibattito hanno dimostrato la consapevolezza del disastro economico, sanitario, sociale, educativo e culturale. È con questa consapevolezza che questo governo costruirà nei fatti con sia la sua credibilità. Ringrazio per la stima ma anche questa dovrà essere giustificata e validata nei fatti del governo da me presieduto".

 Terminate le dichiarazioni di voto, alle 23,44  si sono concluse le votazioni per appello nominale. Al  "no patriottico" del partito di Giorgia Meloni si aggiungono anche 15 malpancisti del Movimento 5 Stelle che non si sono attenuti al via libera del Rousseau ed alle indicazioni di Grillo ed altri cani sciolti della Sinistra. Delirante dichiarazione di voto contrario del sen. Ciampolillo.

Draghi passa con 262 Si e 40 contrari e 2 stensioni.

 

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Articolo pubblicato il 18/02/2021