237 anni di riforma Wesleyana nel mondo protestante

Di Andrea Elia Rovera

Il 28 febbraio 1784 il Pastore John Wesley fonda la Chiesa Metodista, un’istituzione nata in seno al mondo protestante anglicano con lo scopo di diffondere tra i fedeli un senso di critica costruttiva verso le tematiche sociali, etiche e politiche oltreché dedicare più tempo alla spiritualità ed alla predicazione evangelica.

Il luogo di fondazione può essere identificato nella celebre Università di Oxford dove Wesley ha riunito un gruppo di giovani studenti con una “regola” di vita basata su un metodo di suddivisione dei momenti della giornata: una parte dedicata alla meditazione e studio della Bibbia e una parte dedicata all’azione fra i poveri, gli orfani, gli abbandonati e i detenuti.

Da qui prende vita l’aggettivo spregiativo “metodista” affibbiato loro dai membri delle altre confessioni protestanti presenti in Gran Bretagna che li definiscono come “metodici” e “pignoli”. La realtà, però, è che Wesley desidera porre all’attenzione della Chiesa Anglicana d’Inghilterra la necessità di più attivismo e di un’attenzione maggiore ai problemi sociali dell’epoca.

Per raggiungere lo scopo e portare l’insegnamento biblico a quante più persone possibili, i Metodisti fondano parecchie scuole, ospedali, mense per poveri, dormitori per senza tetto, case famiglia per orfani e persone affette da patologie quali l’Aids.

In Inghilterra e negli Stati Uniti d’America la Chiesa Metodista conosce subito una fiorente crescita e vede adesioni di massa da parte di numerosi giovani che sentono l’attrattiva per un Vangelo vissuto in mezzo ai poveri. In Italia, invece, arriva verso la metà dell’Ottocento e diviene pressoché ufficiale dopo la caduta del Regime Fascista.

Nel 1975, però, decide di rinunciare a parte delle sue peculiarità per confluire in un organismo sinodale assieme alla Chiesa Valdese. Ad oggi i Metodisti italiani sono poco più di 5.000 e si raggruppano in una cinquantina scarsa di comunità sull’intero suolo nazionale. La maggior adesione a questa confessione di fede oggi è rappresentata dagli immigrati che raggiungono il nostro paese attraverso i corridoi umanitari e le o.n.g.

Una comunità nata proprio in questo ambito - ma poi staccatasi per dar vita ad una realtà indipendente - è quella de “L’Esercito della Salvezza”, nato a Londra nel 1865 ad opera del Pastore metodista William Booth, noto per essere impegnato nell’evangelizzazione e nel sostegno caritativo verso prostitute, detenuti e soggetti in schiavitù da alcool e droghe.

L’Esercito della Salvezza arriva in Italia verso la fine dell’Ottocento. Dopo un primo tentativo fondazionale a Roma opta per le Valli Valdesi e in special modo per Luserna San Giovanni dove inizia una proficua opera di assistenza e cura spirituale dei valligiani.

Ad oggi in Italia si contano all’incirca 1.000 fedeli dell’Esercito della Salvezza suddivisi fra aderenti, Soldati ed Ufficiali. La distribuzione dei Comandi sul suolo nazionale copre l’intera penisola anche se con solo una ventina di comunità.

In Piemonte si possono vedere sovente i soldati dell’Esercito della Salvezza – con la caratteristica uniforme – fare evangelizzazione e divulgazione biblica. Spesso li si incontra in zona Porta Nuova/San Salvario oppure nei loro Comandi di Torino, Bobbio Pellice, dove gestiscono un Centro Vacanze low cost, e Torre Pellice.

Le particolarità che rendono peculiare l’Esercito della Salvezza sono:

la gerarchia a carattere militare (con tanto di attribuzione di grado);

il fatto che gli Ufficiali, responsabili di un Comando, non amministrano sacramenti ma esortano ed ammoniscono soltanto;

il rifiuto di accettare l’omosessualità e le coppie omosessuali;

il divieto per gli appartenenti di far uso – anche sporadicamente – di tabacco, droghe ed alcolici.

Ad oggi il mondo Evangelico-Protestante è molto diviso ed al suo interno vi sono diverse e molteplici visioni teologiche che non ne permettono una totale uniformità. In Piemonte i movimenti evangelico-protestanti più rappresentati sono sicuramente quello Pentecostale e quello Valdese ma – come abbiamo visto – anche l’Esercito della Salvezza ha un suo spazio e svolge una sua missione sul nostro territorio.

Il Piemonte è da sempre terra di accoglienza, spiritualità, ascesi, ricerca di Dio e, probabilmente, sarà proprio per questo che anche il mondo protestante vi ha trovato terreno fertile per impiantare le sue piccole realtà.

Andrea Elia Rovera

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Articolo pubblicato il 28/02/2021