Di Battista scopre il conflitto di interessi

Luigi Cabrino: "Improvvisamente un possibile conflitto di interessi del neo ministro Cingolani"

Per anni il Movimento 5 stelle si è accodato al coro di chi ritiene che il solo conflitto di interessi in Italia sia quello di Berlusconi che fa politica per tutelare le sue aziende.

Sarà la rottura con i vertici del Movimento in occasione della fiducia al Governo Draghi, ma l’ex parlamentare Di Battista si è improvvisamente reso conto di un possibile conflitto di interessi del neo ministro Cingolani per una questione di finanziamenti al laboratorio in cui lavora la moglie risalente ad alcuni anni fa ed ha chiesto che si faccia chiarezza; bene, tutti auspichiamo che il nuovo ministro chiarisca quanto prima, ma l’occasione è propizia per segnalare all’attenzione di Di Battista alcuni potenziali conflitti di interessi che a quanto pare gli sono sfuggiti in questi ultimi anni.

Innanzitutto non è mai stato chiarito il rapporto tra la Casaleggio Associati, militanti ed eletti dei 5 stelle; tutto, dalle consultazioni degli iscritti al pagamento delle quote degli eletti nelle Istituzioni, passa dalla piattaforma digitale Russeau gestita da una associazione no profit controllata interamente dalla ditta del fondatore del Movimento.

La stessa ditta che, come riportato alcuni mesi fa da diversi giornali, ha ricevuto compensi nell’ordine dei milioni di euro da Philip Morris  proprio mentre parlamentari pentastellati facevano passare una norma che sgravava fiscalmente la stessa multinazionale del tabacco.

I 5 Stelle sono sostenuti apertamente da un noto quotidiano nazionale, Il Fatto Quotidiano -  lecitamente  e in pieno rispetto della libertà di stampa, ovviamente, ci mancherebbe…-; sarà però sfuggito a Di Battista che il Movimento di cui è stato esponente di punta ne mesi in cui è stato al Governo con il PD ha piazzato alla presidenza dell’ENI, il nostro gioiello nazionale dell’industria petrolifera, la dott.sa Cavolsa, membro del CDA dell’editrice del quotidiano super sponsor dei pentastellati; ironicamente ci si può consolare pensando che questa è stata una delle poche nomine di persone competenti fatta dai 5 stelle, ma questo è un altro discorso….

In tutti questi casi non risulta che né Di Battista né altri esponenti del Movimento abbiano avuto niente da ridire, evidentemente si è in potenziale conflitto di interesse solo quando non si è nella linea politica condivisa dal “Dibba”.

E’ inutile ricordare il mostruoso conflitto di interessi che riguarda la Sinistra con i suoi rapporti strettissimi con settori e correnti della Magistratura,  Palamara, che di questo sistema è stato uno dei protagonisti, sta spiegando nel dettaglio quanto in generale ormai è evidente a tutti da decenni.

Così come è superfluo ricordare il legame tra larga parte della stampa e la Sinistra, basta leggere un po’ di quotidiani per capirlo; ma tutto questo pare essere sfuggito in questi anni a Di Battista; o forse sono state dimenticanze dettate dalla furbizia del personaggio, uno davvero molto furbo che quando ha capito che per i 5 stelle nel 2018 sarebbe arrivato il momento di andare al Governo e dimostrare la loro incapacità ha pensato bene di non ricandidarsi e saltare il giro.

L’elenco di potenziali o meno conflitti di interessi sarebbe lungo, chissà se il paladino della Onestà! Onestà! se ne interesserà oggi che pare essersi smarcato dai 5 Stelle e come unico impegno ha quello di scrivere libri.

A proposito, se, come molti pensano, tornerà in Parlamento alle prossime elezioni, avrà l’Onestà! di chiarire i rapporti con l’editore dei suoi libri che risulta essere un colosso finanziario quotato in Borsa ed espressione di quella finanza speculativa che il nostro dice di voler combattere?

Luigi Cabrino

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Articolo pubblicato il 21/02/2021